Home Opinioni La mutazione operativa di Leonardo

La mutazione operativa di Leonardo

0
Leonardo

Nel mondo della difesa, le nomine cambiano traiettorie. La scelta di Lorenzo Mariani alla guida di Leonardo è un segnale strategico

Leonardo oggi vale oltre 15 miliardi di euro di ricavi annui, con un portafoglio ordini che supera i 40 miliardi e una proiezione internazionale che pesa per più del 70% del fatturato.

Partendo dalla costruzione del processo sviluppato da Cingolani.

Numeri da infrastruttura geopolitica, non da semplice azienda. In questo contesto, il profilo scelto dice tutto: più fabbrica, più consegna.

Mariani arriva dal cuore caldo del sistema europeo, MBDA, dove ha gestito vendite e sviluppo in un mercato che oggi cresce a doppia cifra. MBDA supera i 4 miliardi di euro di ricavi e ha un backlog oltre i 25 miliardi, spinto da una domanda globale che non si vedeva dai tempi della Guerra Fredda.

La spesa militare mondiale ha superato i 2.400 miliardi di dollari, con Europa e NATO in piena fase di riarmo. È il tempo della consegna.

Si punta ad un processo industriale immediato, ovvero l’obiettivo è trasformare le tensioni geopolitiche in contratti, e contratti in produzione. In un settore dove i ritardi valgono miliardi, la leva su cui lavorare ora è questa.

Il primo effetto atteso è sulla capacità produttiva. Oggi il vero collo di bottiglia della difesa europea non è la domanda, ma la produzione. Ridurre i tempi anche solo del 10% su programmi complessi significa liberare valore immediato e rafforzare il posizionamento nei grandi appalti NATO.

Il secondo impatto riguarda l’integrazione europea reale. MBDA è uno dei pochi esempi funzionanti tra Italia, Francia e Regno Unito. Applicare il modello a Leonardo significa aumentare scala, sinergie e peso politico-industriale.

Il terzo è più sottile, ma decisivo: il cambio di postura. Leonardo può passare da player rilevante a leader in nicchie strategiche come missilistica, elettronica avanzata e sistemi integrati multi-dominio.

Con oltre 300 miliardi di euro di nuovi piani di difesa europei nei prossimi anni, essere dentro i programmi giusti oggi significa garantirsi produzione e ricavi per il prossimo decennio. E Mariani, da MBDA, quei tavoli li conosce già, è stata scelta una figura per reggere il presente.

In un’industria tornata centrale (piaccia o meno, è così) come negli anni 80, il potere non sta nelle parole, sta nei tempi di consegna.

Autore

  • Marco Pugliese

    Marco Pugliese, docente di ruolo area STEAM, giornalista economico scientifico, analista per il CISINT, cura corsi di geopolitica, geoeconomia, politica energetica. Docente di coding, ambito didattico, e nuove tecnologie, IA applicata alla didattica. Presidente di OpenIndustria.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui