
La betulla nelle tradizioni popolari nordiche simboleggiava l’Albero Cosmico, il “custode della porta” che apriva allo sciamano la via del cielo, permettendogli di passare da una regione cosmica all’altra, dalla Terra al Cielo o dalla Terra agli Inferi. Nel Sudamerica il simbolismo dell’albero è sostituito da quello della scala.
Nell’aria rarefatta della Montagna Incantata di Davos, luogo eletto, dove i protagonisti del World Economic Forum rivendicano la loro superiorità di casta tecno-elitaria, la seduta plenaria di mercoledi è stata affidata al simbolismo dell’Albero cosmico siberiano o della scala sudamericana.
Un albero e una scala lontani da ogni possibile rapporto con il razionalismo e, tanto più, con l’ideologia woke e la cancel culture, per non parlare del trasumanismo.
Cosa è accaduto nella disperata sessione 2024 del World Economic Forum?
E’ accaduto che una sciamana della tribù amazzonica Yawanawà ha intonato canti ed eseguito un rito propiziatorio, con alcuni ospiti del World Economic Forum sul palco di Davos.
Si tratta di Putanny Yawanawà, la moglie del capo tribù degli Yawanawà, Nixiwaka.
La sciamana amazzonica è stata una delle prime donne della sua comunità a ricevere la più alta iniziazione spirituale dagli anziani.
In considerazione del rispetto che si deve allo sciamanesimo siberiano, nordamericano, sud-americano, indonesico, oceanico e così via, è del tutto singolare che gli esponenti della tecnocrazia si siano rivolti ad una sacerdotessa dello sciamanesimo amazonico per invocare gli spiriti sul Forum della tecnica e della scienza, della finanza e del transumanesimo.
Propaganda? Intima contraddizione dei tecnocrati che, di fronte al crollare delle loro certezze, si affidano alla potenza degli spiriti? Tentativo teatrale di rilanciare il Green Deal ormai ripudiato persino dai fondi americani?
Difficile capire cosa abbia indotto, chiaramente in modo non estemporaneo, uomini e donne dei vertici della finanza mondiale ad accogliere il soffio sciamanico di una sciamana dell’Amazzonia, di quell’Amazzonia che le multinazionali stanno deforestando, in barba al clima, al green, e ad ogni considerazione relativa alla Pachamama.
Rimane indelebile il fatto, da considerare il tutta la sua potenza comunicativa, che durante la sessione plenaria di mercoledì, dopo aver pronunciato invocazioni, Putanny Yawanawá ha soffiato sulle teste dei partecipanti, rimasti seri e compìti. Partecipanti che rappresentano il Palo Alto o, se preferite, la Montagna Incantata della finanza internazionale: si va da Kristalina Georgieva, amministratore delegato del Fondo Monetario Internazionale, a Ajay Banga, nominato da Joe Biden presidente della Banca Mondiale. Con loro c’erano l’amministratore delegato di IKEA Jesper Brodin e il filantropo miliardario André Hoffmann.



Scrive Mircea Eliade (Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi): ”Noi riteniamo che giovi limitare l’uso dei vocaboli «sciamano» e «sciamanismo» proprio per evitare gli equivoci e per veder più chiaro nella stessa storia della «magia» e della «stregoneria». Certo, lo sciamano è anche lui un mago e un medicine-man; si ritiene che egli possa guarire, come tutti i medici, e operare dei miracoli fachirici, come tutti i maghi primitivi o moderni. Ma, in più, egli è psicopompo e fors’anche sacerdote, mistico e poeta. Nella massa grigia e «confusionista» della vita magico-religiosa delle società primordiali considerate nel loro insieme lo sciamanismo, preso nel suo significato stretto ed esatto, presenta già una struttura propria e tradisce una sua «storia» che vale precisare”.
Mircea Eliade aggiunge che “lo sciamano altaico sale ritualmente su di un albero di betulla sul quale è stato fissato un certo numero di pioli: la betulla simboleggia l’Albero del Mondo, i pioli rappresentano i diversi Cieli che lo sciamano deve attraversare nel corso del suo viaggio estatico in Cielo; ed è probabilissimo che lo schema cosmologico insito in un tale rituale sia di origine orientale. Idee religiose del Vicino Oriente antico si sono spinte molto avanti nell’Asia centrale e settentrionale contribuendo a dare allo sciamanismo centro-asiatico e siberiano la sua attuale fisionomia”.
Lo sciamanesimo sudamericano ha una sua caratteristica propria che lo distingue.
“Come dappertutto, nel Sud-America – scrive in proposito Mircea Eliade – la funzione essenziale e rigorosamente personale dello sciamano resta la guarigione. Questa non ha sempre un carattere esclusivamente magico. Lo sciamano sudamericano conosce anche lui le virtù medicinali delle piante e degli animali, usa il massaggio, ecc. Ma poiché secondo lui la grande maggioranza delle malattie ha una causa d’ordine spirituale – dipende cioè o dalla fuga dell’anima, o dall’introduzione di un oggetto magico nel corpo del malato ad opera di spiriti o di stregoni – cosi egli è costretto a ricorrere alla guarigione sciamanica. La concezione della malattia in funzione di perdita dell’anima, in quanto l’anima o si è smarrita, o è stata rapita da uno spirito o da uno spettro, è assai diffusa nella regione del Rio delle Amazzoni e delle Ande, mentre è piuttosto rara nell’America del Sud tropicale. Tuttavia la si è ritrovata anche in un certo gruppo di tribù di questa zona e fra gli Yahgan della Terra del Fuoco. Generalmente insieme a questa concezione coesiste la teoria dell’introduzione di un oggetto magico nel corpo del malato, la seconda essendo però maggiormente diffusa. Quando si tratta di ritrovare l’anima rapita da spiriti o da morti, si crede che lo sciamano lasci il corpo e si avventuri negli Inferni o nelle regioni abitate dal rapinatore. Cosi secondo gli Apinayé egli si reca nel paese dei morti: questi, presi da panico, fuggono e lo sciamano cattura l’anima del malato e la riconduce al suo corpo. Un mito taulipang tratta della ricerca dell’anima di un fanciullo che la luna aveva rapita e nascosta in un vaso; lo sciamano sale sulla luna e dopo varie peripezie scopre il vaso e libera l’anima del fanciullo. I canti delle machi araucane trattano talvolta delle disavventure dell’anima: un cattivo spirito ha condotto il malato per un ponte o un morto lo ha spaventato. In certi casi, invece di darsi alla ricerca dell’anima, la machi si limita a supplicarla di tornare e di riconoscere i suoi parenti (Métraux), cosa che si fa anche altrove (cfr. per es. l’India vèdica). Il viaggio estatico intrapreso dallo sciamano a fini di guarigione presenta talvolta i tratti aberranti di una ascensione celeste di cui non si capisce più il senso: cosi vien riferito che «per i Taulipang il risultato di una cura dipende talvolta dall’esito del combattimento fra il doppio dello sciamano e lo stregone. Per raggiungere il paese degli spiriti lo sciamano beve un’infusione fatta di una liana la cui forma ricorda quella di una scala» (Métraux). Il Simbolismo della scala indica il significato ascensionale della trance”.
A ben vedere il senso della presenza della sciamana amazzonica è intuibile: il recupero dell’anima.
Dopo aver disastrato il mondo con le loro teorie, dopo aver introdotto linee economiche distruttive delle attività produttive e dell’agricoltura, dopo aver dato il via all’ideologia woke, alla cancel culture, al transumanesimo, al gender fluid, a logiche eugenetiche; dopo aver ridotto ai minimi termini il welfare, impoverito i popoli, alimentato conflitti, i tecno-capitalisti e i tecno-finanzieri che ci spiegano che dobbiamo essere nullatenenti per essere felici, hanno temuto di aver perso l’anima. Quell’anima che il transumanesimo considera una fola, assieme alla spiritualità: retaggi di un mondo da superare per un uomo nuovo transumano.
Il dubbio che l’anima esista e che se ne sia andata altrove, che li abbia abbandonati, ha indotto i tecnocrati a chiamare dalle foreste amazzoniche una sciamana affinché con il suo soffio, dopo aver invocato gli spiriti, possa recuperarla.
Dal punto di vista sciamanico non abbiamo nulla da dire. Da un punto di vista comunicativo, la cerimonia rappresenta la messa in scena della totale sconfitta di un’ideologia e di un mondo giunti alla loro ingloriosa fine.
Rimane un dubbio. Che lor signori, sentendosi dèi, abbiano pensato che salendo sull’albero cosmico possano accedere direttamente alle stanze del Cielo?





