Chi tira veramente i fili?
Non me ne voglia Leante, ma la sua pur apprezzabile risposta fa capire come egli non comprenda la radice del problema. Esattamente come ho scritto.
Non è certo una cosa personale, anzi. Trattasi di un atteggiamento diffusissimo e comprensibilissimo.
Da parte mia sto solamente cercando di far comprendere che tutti gli elementi in nostro possesso convergono verso una realtà che riesce sempre a rimanere occulta, in quanto nella mente dei più non può e non deve esistere ai vertici dell’Occidente.
Finché ci riferiamo alle pratiche diaboliche del già Congo belga, va tutto bene.
Quando si descrive la parte più oscura del voodoo nessuno obietta.
Ma se si ipotizza che al vertice di alcune nazioni europee si sia incistata una combriccola di satanisti, il razionalismo/materialismo imperanti unito all’orgoglio derivante dalle conquiste della nostra civiltà, impedisce di unire i puntini e di vedere la figura che ne risulta.
Mi riferisco anche all’articolo di Desina Novalis:
In detto articolo, con dati derivanti dalla stampa inglese, risulta chiaro come il Regno Unito fosse appecoronato di fronte ad Epstein; quindi, non era solo un problema cagionato da Andrew, la cosa era molto più grave.
Nella foto pubblicata in testa all’articolo di cui sopra, con i nostri due eroi c’era anche Weinstein, quello del me too, che spadroneggiava nel mondo del cinema.
Aggiungo P Diddy, relativamente al mondo della musica.
Tutte reti dotate di caratteri similari, strutturate per catturare maiali di mare e di terra e trasformarli in utili strumenti del regime.
Non a caso Jennifer Lopez, per molti anni fidanzatina di P Diddy, si è sempre sgolata nei massimi comizi democratici, da ultimo per Kamala Harris…
Certo che nel caso Epstein il livello rituale, quello maggiormente elevato, è tuttora ignoto e non è rappresentato da quello degli sporcaccioni e dei managers del centro massaggi alla cinese, versione Dracula.
Manager che, se divenuti d’intralcio, potevano essere fatti sparire in due minuti come accadde al babbo di Ghislaine Maxwell.
Avete notato, come vi abbiano già perculato alla grande? Come vi abbiano già convinto di un fatto tutto da accertare e probabilmente falso, cioè che Epstein fosse il capo supremo di questa porcheria?
Anzi, secondo un altro contributo uscito su questo giornale, l’altro super cospiratore sarebbe stato il miliardario delle mutande, Tangaman. Il quale si prenderà l’ergastolo. Bel mastermind il mutandaro.
Epstein qui, Epstein là, e la cara Ghislaine? Una semplice assistente/segretaria?
Ma qualsiasi dinamica gerarchica intercorresse tra loro, di cognome Epstein e la Maxwell non facevano Von Der Pippen – Telefunken – Kartoffel – Cuccureddu – Bettega.
Bastava poco ad eliminarli, come è probabilmente successo con Maxwell padre (e con il professor Joseph Mifsud del pipìgate, prodotto della Famiglia e dei loro servizi deviati per fregare Trump).
Non è detto che questo livello superiore, rituale, emerga, poiché tutti e dico tutti, hanno interesse che ciò non avvenga anche solo per non provocare un caos irreparabile nei mercati finanziari.
Sì, perché questo livello supremo con la grande finanza se la dice molto bene.
Sono quasi la stessa cosa…
Ma molti indizi invero fanno capire che tale livello esista.
Le pur dotte citazioni filosofico-letterarie non spiegano e non possono spiegare l’essenza del male assoluto che diviene anche pratica rituale; per fortuna ciò riguarda una percentuale infinitesimale della popolazione umana.
Come ci rammenta il Tanya, la Torah dei chassidici, esistono cinque categorie di esseri umani e l’ultima è composta dal malvagio assoluto, il “rasha che non conosce il bene”.
Non voglio allargare il discorso ma ciò possiede forti relazioni con il dibattito mai sopito sulla sanità mentale o meno dei serial killers. Pazzi o qualcosa d’altro?
Non serve la filosofia, basta la storia dei gruppi iniziatici, che rispecchia tutta la gamma del comportamento umano. Alcuni gruppi sono buonissimi, altri neutri e, sfortunatamente, alcuni sono pessimi.
Il livello che pratica queste cose, pessimo tra i pessimi, era in relazione di dominio assoluto nei confronti di persone qualsiasi come Epstein e come la stessa Maxwell, che pure ha goduto di un trattamento differente per ragioni che non conosciamo.
Anzi, si ventila l’ipotesi del perdono…
Come ho scritto più volte, Epstein è morto (?), ma sicuramente Ghislaine Maxwell, inglese di rango sociale assai più elevato e con connessioni importantissime, è viva e vegeta e questo particolare passa sempre in secondo piano.
Cerchiamo di capire per cortesia. Quando Andrew frequentava assiduamente Epstein e Ghislaine era viva Elisabetta.
Andrew faceva anche porcherie nelle dimore reali, la Maxwell si faceva fotografare sullo scranno di mammà, etc.
E i servizi segreti che facevano? A chi relazionavano? Rileggete l’articolo di Desina Novalis, Epstein godeva di coperture ad altissimi livelli.
Ma ci sta che ad Andrew fosse permesso di giocare nel playground di Epstein.
Forse non ricordate che, nel 1981, Andrew a 21 anni si fidanzò con un’attrice porno soft?
Andrew era così difficile da controllare che gli fecero sposare Sarah Ferguson, un’altra protagonista degli Epstein files.
Lo so che gli italiani sono cattosocialcomunisti e pensano “beh, che c’è di male?”
Da un punto di vista dinastico c’era tutto di male, come la storia ha ampiamente dimostrato. La rossa non era nobile, non era bella, dalle cronache è emerso che fosse molto avida di soldi e per quanto riguarda i costumi fate riferimento sempre alla cronaca.
Ci mancava solo che fosse pregiudicata per gravi reati per renderla perfetta per un matrimonio reale.
Vi rendete conto di cosa ci dice ciò sullo stato della casa reale inglese all’epoca, di quale livello fossero molti dei consiglieri della regina?
Elisabetta era circondata nei suoi palazzi, un po’ come accadde all’altro grande nemico della Famiglia e della globalizzazione, un certo Benedetto XVI…
Tornando a bomba, Epstein era quasi sicuramente il manager di un’operazione di kompromat apparentemente gestita da almeno tre servizi: Cia, MI6 e Mossad.
Forse anche i Russi pretendevano una loro libbra di carne, si vedrà più avanti.
E questo livello, quello del kompromat, era quello ufficiale, ma non era l’unico.
L’operazione era una di quelle sottese ad assicurarsi il dominio totale del mondo globalizzato, ma non a livello di vertice. Subito sotto.
Il “giochino” poteva servire anche a far sfogare megavips altrimenti a rischio di esposizione mediatica per le loro intemperanze, come Andrew e la signora norvegese.
Gli apparati di sicurezza, ufficialmente al servizio dello “stato”, dagli anni ’90 avevano subito deviazioni enormi e lo dimostrano, tra l’altro, tutte le falle nella sicurezza della Royal Family.
I servizi segreti del mondo anglosassone (e non solo) si misero attivamente a dare il proprio essenziale contributo alla causa. Furono in gran parte cooptati per conseguire lo scopo ultimo, la globalizzazione forzata.
Molte cose derivarono da quelle decisioni fatali.
Le rivoluzioni colorate, Maidan, le follie di Schwabe che voleva rubarci tutto con migliaia di str…i importanti (tra cui molti clienti di Epstein) che si spellavano le mani all’idea di arraffare la casetta e l’automobiluccia della gente comune.
Tornando agli anni ’90, se l’MI5 lasciò pubblicare certe telefonate tra Carlo e Camilla (e non solo quelle) qualcosa di strano ci fu di sicuro.
D’altronde, è il momento dello strapotere, il momento della “fine della storia” e la pur potentissima Elisabetta si vide minacciata e ricattata dalla prospettiva che la monarchia potesse cadere. Proprio come succede adesso che le cose stanno emergendo.
Ma il fabiano Tony Blair, il lupo travestito da agnello, tra lo stupore generale “salvò” la monarchia al momento della morte di Lady D.
Stupore generale perché Blair si diceva “ufficialmente” nemico della monarchia stessa.
Tutte balle. Il ricatto alla regina era molto probabilmente cosa di Famiglia, affinché la monarca si adeguasse al piano condiviso e si può comprendere come Blair possa aver svolto la funzione di mediatore.
Per inciso, l’altro grande nemico della globalizzazione, un certo Benedetto XVI, subì lo stesso identico trattamento ricattatorio…
Tornando al caso Epstein, se qualche “invitato” avesse mostrato quel che ci voleva per il livello superiore, quello rituale, entrava il gioco la parte più segreta all’interno dell’operazione di kompromat.
E questa parte necessitava di un tempio iniziatico sito in un posto sicuro e non immediatamente riferibile a nessun soggetto statuale preciso per poter negare ogni coinvolgimento.
Caso a parte gli sciocchini belgi che, secondo Anneke Lucas, usavano a scopo rituale le loro cattedrali; ma quella belga è la più degenerata di tutte le sezioni del gruppo, basti ricordare il caos relativo al boia di Marcinelle, caos dal quale si videro spuntare per la prima volta in modo inequivocabile le corna e la coda dell’organizzazione.
Ma i babbani son delusi perché all’interno del tempio sull’isola i satanisti non hanno lasciato gli oggetti rituali… quindi non era un tempio.
Apro parentesi, ma come credete che possa operare il reclutamento, specialmente di personaggi potenti, all’interno di una setta iniziatico-satanista che mangia i bambini?
Con la pubblicità sui media?
La rete di Epstein era sicuramente strutturata su più livelli e solo persone particolari potevano suscitare l’interesse del livello più elevato.
Persone dotate degli stessi appetiti degli appartenenti a tale livello.
Esseri unici, che si considerano eccezionali, al di fuori delle regole perché possiedono la conoscenza, la gnosi… delinquenti pazzi e satanisti, ma appartenenti ad una tipologia con una storia lunghissima alle spalle.
Come ho già scritto più volte non è in questione se i riti satanisti portassero a risultati tangibili o meno.
Accetto volentieri qualsiasi spiegazione non metafisica, materialista, razionalista. Non c’è problema.
Però, vorrei sottoporvi al test di Hitler.
Vi sedete ad un bel tavolo di legno spesso e vi fate mettere una borsa piena di esplosivo sotto il medesimo tavolo. Poi BOOOM! Hitler non si fece quasi nulla…
Se accadesse voi, al minimo perdereste le gambe, oppure morireste direttamente.
In tre, infatti, morirono straziati dalla bomba, altri furono feriti gravemente.
L’Operazione Valchiria (l’attentato dinamitardo del 20 luglio 1944) fu il più noto tra i tentativi di eliminare il Führer, ma non l’unico. Secondo gli studiosi, tra il 1933 e il 1945, più di 40 volte Hitler sfuggì alla morte, spesso per un soffio o per una serie di coincidenze favorevoli. Ma si trattò soltanto di buona sorte?
Al Wewelsburg, il castello delle SS, si facevano riti continui per la protezione del führer e, come sappiamo, non ci sarebbe da stupirsi se qualche milione di morti nei campi fosse stato utilizzato come “benzina” per tali riti.
Andate a Verucchio, vicino a Rimini e vedrete quella che è la più antica rappresentazione dello Schwarze Sonne, il Sole Nero, quello raffigurato in un mosaico posato su un pavimento rituale nel castello utilizzato dai nazisti.
Al museo di Verucchio si trova una Zierscheibe (fibbia femminile da cintura) ritrovata in una tomba sita in una necropoli villanoviana databile tra il VIII e il VII a.C.
Ci sono filoni culturali antichissimi che si collegano a simbologie arcaiche, derivanti dall’alba dell’umanità, dai tempi ferini di Dioniso, di Zagreus, di Apollo il Macellatore, non delle divinità addomesticate dalla civilizzazione.
I punici bruciavano i loro figli nel Baal Moloch e li seppellivano nei Tofet, in onore a Tanit e Baal. Il rito si chiamava molk. Quella devozione alle due divinità non è mai finita.
Ci sono tribù in Medio Oriente che tuttora “lavorano con la Luna e le Stelle” come ci sussurrarono durante una visita ad un santuario nel deserto.
Questo rende più comprensibile, ma certo non giustifica minimamente, certi comportamenti degli uomini dell’Isis, che ritenevano alcuni gruppi non solo eretici, ma addirittura diabolici.
A onore del vero ci sono satanisti che affermano tranquillamente di praticare rituali provenienti proprio da quei gruppi mediorientali.
Facciamo un esempio.
Tanti siti di “resistenti” pro-Pál, pro-Russia etc. si stracciano continuamente le vesti ed alzano alti lai per la fine della dinastia alawita degli Assad in Siria.
Poi da italianucci ignoranti fanno la bocca a culo di gallina e ti spiegano che in Siria c’è una minoranza alawita. Di cui non sanno nulla, i poverini.
Intanto che il diavolo se li porti questi influencer.
Esaltano un regime che ingaggiò Alois Brunner per addestrare i torturatori della mukhabarat, la polizia segreta siriana questi boia erano deliziati dalla “sedia tedesca” un metodo di tortura osceno appreso dal nazista.
Alois Brunner è il peggio che il nazismo abbia prodotto. Già Hauptsturmführer delle SS e braccio destro di Adolf Eichmann sulla sua testa pendeva una condanna a morte per la deportazione di 130 mila ebrei. Invece è morto nel 2010 a 98 anni a Damasco.
Brava gente questi Assad! Ma non stupisce in quanto l’élite alawita rappresenta un punto interrogativo per molti ricercatori dell’occulto.
La fede alawita è estremamente difficile da identificare perché, come quella dei drusi o degli yazidi, i suoi testi sacri non sono accessibili a tutti, ma solo a pochi eletti.
Ciò rende assai complesso stabilire con certezza quali siano le loro vere credenze. Inoltre, è impossibile convertirsi a questa religione, per cui le interazioni culturali con l’esterno sono quasi impossibili.
Solo il cerchio interno degli Assad e il loro clan conoscono i rituali del credo degli alawiti, che ai tempi delle crociate erano pappa e ciccia con i templari, alleati contro i mussulmani “normali”. Forse si saranno scambiati qualche idea l’un l’altro, chi può saperlo.
Ma dopo tanti secoli gli alawiti di alto rango sono ancora lì a fare le loro cosucce di cui non sappiamo quasi nulla. Sappiamo solo con certezza che gli alawiti praticano una religione fortemente esoterica.
Queste che ho esposto sono situazioni che discendono direttamente da antiche sette non prive di risvolti oscuri ed inquietanti, ma ci sono anche le influenze indirette e riguardano proprio il Regno Unito.
Alistair Crowley, tra le varie tradizioni cui aveva attinto, non aveva mancato di riconoscere l’importanza e la potenza spirituale di quella egizia.
Ecco perché una delle preghiere cantate più utilizzate dai thelemiti crowleyani è attualmente un inno egizio rituale.
Durante una visita in Egitto nel 1904, Crowley riferì di esperienze mistiche e scrisse Il Libro della Legge, un poema in prosa che, secondo lui, gli era stato dettato da un essere disincarnato chiamato Aiwass.
La prima descrizione di Aiwass registrata da Crowley lo definisce “il ministro di Hoor-Paar-Kraat”, il Signore del Silenzio, o Arpocrate, anticamente chiamato Hor pa khred, Horus il fanciullo.
Ogni capitolo del Libro della Legge era scritto dalla voce di un dio egizio.
Nel primo capitolo, la dea Nut chiama Crowley il suo profeta, la sua bestia (un nome che gli aveva dato sua madre).
La nuova regola di questa nuova era è “Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge”. La legge è per tutti, ma è vincolata dall’amore: “L’amore è la legge, l’amante sotto la volontà”.
Nel secondo capitolo, Hadit (una forma solare di Horus) invita le persone a seguire la nuova legge.
Nel terzo capitolo, Ra-Hoor-Kuit (Horus dei due orizzonti) invita alla distruzione: “Sacrifica il bestiame, piccolo e grande; dopo un bambino”.
Nel terzo capitolo, verso 37 del Libro della Legge, c’è la parafrasi che Crowley fece dell’inno di cui parlavo sopra, l’A Ka Dua.
Crowley credeva che Aiwass avesse annunciato la fine dell’Eone di Osiride e l’inizio dell’Eone di Horus. Esisteva una forte interpretazione accademica che vedeva Osiride come un dio morente, simile a Gesù. Il concepimento e la nascita di Horus furono il risultato della morte di suo padre Osiride.
L’Era degli Dei Morenti era incentrata sul peccato e sulla mortalità.
Nella nuova era, l’umanità avrebbe identificato la propria divinità interiore.
Un biografo importante di Crowley, Lawrence Sutin scrive:
“La trasformazione dal Vecchio Eone al Nuovo deve essere totale. Il fuoco, il sangue e la blasfemia sono elementi prominenti tra i dolori del parto“.
Vi ricorda nulla cari amici? Ci ritrovate qualche tratto della nostra società?
Quanti supposti “artisti”, ad esempio, hanno pubblicamente dissacrato la religione cristiana senza subire alcuna conseguenza, anzi?
Tornando a Crowley, i legami con la Golden Dawn e la Teosofia sono evidenti.
Crowley vide questa connessione egizia come un invito a terminare i suoi legami con la Golden Dawn e di passare alla formazione di una nuova confraternita esoterica, la A:.A:. (Argenteum Astrum o Stella d’Argento).
Anche i suoi terribili tarocchi portano il nome di “Libro di Thot”.
Parlo tanto di Crowley perché ebbe un’influenza enorme sul Regno Unito, unitamente proprio alla Golden Dawn.
Ve la immaginate un’altra nazione dell’epoca ove potesse accadere tutto ciò?
Non ci vedete nulla di strano?
Certo, le pratiche rituali sataniste, o border line sataniste, esistono in tutto il mondo.
Facciamo qualche esempio proprio nel continente americano:
Santeria, Candomblé, Macumba, Voodoo (compresa la feroce versione di New Orleans per cui era famosa Marie Laveau), l’Hoodoo e molto altro.
Vi consiglio, se possedete delle curiosità sull’argomento, di leggere i testi della cara Professoressa Maria Luisa Faldini, ordinaria di etnologia a Genova, che ha effettuato ricerche assai profonde su questi culti.
Ma sarebbe un po’ razzista pensare che certe praticucce le vai a fare dallo stregone voodoo e basta.
Ad esempio, il Direttore si sgola da tanto tempo per far passare un concetto ovvio relativo alla nascita della massoneria moderna.
L’Inghilterra del ‘600 e quella hannoveriana sono due universi totalmente diversi.
Ed è stata questa Inghilterra germanizzata a dismettere quasi completamente i vecchi intellettuali di fede giacobita, fondatori della Royal Society per sostituirli con altro…
Un’alterità che sfocerà nel XIX secolo nella versione spietata e proto-nazista della cultura scientifica inglese: Malthus, Darwin (e suo figlio Leonard), Thomas Huxley detto il mastino di Darwin (nonno di Aldous, quello citato da Leante), gli esperimenti sui malati di mente, sui bambini al Tavistock Institute, la creazione della “Società per l’educazione Eugenetica”.
I Fabiani furono da subito coinvolti in queste attività e le sostennero con tutte le loro forze.
Ma non possiamo permetterci di parlare degli Huxley en passant come ha fatto l’ottimo Leante, perché questa famiglia è al cuore del problema, non ai margini.
Nel 1949 George Orwell ricevette una lettera dal suo ex insegnante di francese delle scuole superiori, Aldous Huxley (grassetto mio).
Wrightwood, California. 21 ottobre 1949
Gentile signor Orwell,
È stato molto gentile da parte sua chiedere ai suoi editori di inviarmi una copia del suo libro. È arrivato mentre ero nel bel mezzo di un lavoro che richiedeva molte letture e consultazioni di riferimenti; e poiché la mia vista debole mi costringe a razionare le letture, ho dovuto aspettare molto tempo prima di poter iniziare a leggere Nineteen Eighty-Four.
Concordando con tutto ciò che i critici hanno scritto al riguardo, non occorre che le ripeta ancora una volta quanto questo libro sia bello e profondamente importante. Vorrei invece soffermarmi sull’argomento trattato dal libro: la rivoluzione definitiva. I primi accenni a una filosofia della rivoluzione definitiva – la rivoluzione che va oltre la politica e l’economia e che mira alla sovversione totale della psicologia e della fisiologia dell’individuo , si trovano nel Marchese de Sade, che si considerava il continuatore, il consumatore, di Robespierre e Babeuf. La filosofia della minoranza dominante in Nineteen Eighty-Four è un sadismo che è stato portato alla sua logica conclusione andando oltre il sesso e negandolo. Sembra dubbio che la politica dello stivale sul viso possa continuare all’infinito. La mia convinzione è che l’oligarchia al potere troverà modi meno ardui e dispendiosi per governare e soddisfare la sua brama di potere, e questi modi saranno simili a quelli che ho descritto in Brave New World. Recentemente ho avuto occasione di approfondire la storia del magnetismo animale e dell’ipnotismo, e sono rimasto molto colpito dal modo in cui, per centocinquanta anni, il mondo ha rifiutato di prendere seriamente in considerazione le scoperte di Mesmer, Braid, Esdaile e gli altri.
In parte a causa del materialismo prevalente e in parte a causa della rispettabilità prevalente, i filosofi e gli uomini di scienza del XIX secolo non erano disposti a indagare sui fatti più strani della psicologia affinché gli uomini pratici, come politici, soldati e poliziotti, potessero applicarli nel campo del governo. Grazie all’ignoranza volontaria dei nostri padri, l’avvento della rivoluzione definitiva è stato ritardato di cinque o sei generazioni. Un altro fortunato incidente fu l’incapacità di Freud di ipnotizzare con successo e il suo conseguente disprezzo per l’ipnotismo. Ciò ritardò l’applicazione generale dell’ipnosi alla psichiatria per almeno quarant’anni. Ma ora la psicoanalisi viene combinata con l’ipnosi; e l’ipnosi è stata resa facile e indefinitamente estendibile attraverso l’uso di barbiturici, che inducono uno stato ipnoide e suggestionabile anche nei soggetti più recalcitranti.
Credo che entro la prossima generazione i governanti del mondo scopriranno che il condizionamento infantile e la narcoipnosi sono strumenti di governo più efficaci delle mazze e delle prigioni, e che la brama di potere può essere soddisfatta in modo altrettanto completo suggerendo alle persone di amare la loro servitù piuttosto che frustandole e prendendole a calci per costringerle all’obbedienza. In altre parole, ritengo che l’incubo di Nineteen Eighty-Four sia destinato a trasformarsi nell’incubo di un mondo più simile a quello che ho immaginato in Brave New World. Il cambiamento sarà determinato dalla necessità percepita di una maggiore efficienza. Nel frattempo, naturalmente, potrebbe scoppiare una guerra biologica e atomica su larga scala, nel qual caso avremo incubi di altro tipo, difficilmente immaginabili.
Grazie ancora per il libro.
Cordiali saluti,
Aldous Huxley
Aldous era molto diverso dal fratello Julian che all’epoca fungeva molto probabilmente da General Manager della Famiglia e che lavorava alacremente a plasmare gli statuti delle organizzazioni internazionali, in particolare dell’UNESCO.
Sì, perché allo statuto dell’ONU guardavano molto attentamente tutte le nazioni, in particolare l’URSS, ma del resto chissenefrega, soprattutto nell’ottica di tronfi comunisti che ritenevano mero ciarpame la parte culturale delle istituzioni internazionali.
Invece, come scriveva Huxley, erano la chiave per cambiare il mondo.
Julian si sbracciava per costruire il futuro distopico, caro a lui e ai suoi compagni di merende come Kalergi, quello che ovviamente non ce l’ha messo in quel posto con la sostituzione etnica, come si sbracciano a dire pennivendoli e fuck-checkers al servizio del potere.
Ma se anche a Berlino Muhammad è il nome più ricorrente tra i neonati maschi … come a Londra, a Bruxelles etc. non dovete dare ascolto ai gomploddisti.
Ascoltate i prostituti di regime, Kalergi era un agnellino (come i Fabiani) e sono tutte bugie. La sostituzione etnica è stata solo un grande cazo, cioè caso.
È un’illusione ottica, un miraggio.
Julian Huxley venne anche in Italia a reclutare non satanisti, ma soggetti capaci di aiutare i progetti della Famiglia, soprattutto uomini capaci di contribuire ai progetti di ingegneria sociale.
Aldous, genio bizzarro, aveva un atteggiamento ambivalente nei confronti di suo fratello e del gruppo di cui faceva probabilmente parte per diritto di nascita.
Lo si deduce dalla lettera sopra trascritta, dal suo ultimo romanzo La Scimmia e l’Essenza, e, con grande chiarezza, dai Diavoli di Loudun.
Dopo aver letto e riletto nel corso della mia vita questo saggio/romanzo, alla luce dei fatti odierni capisco il messaggio che il mio povero papà, molto esperto di certe questioni, cercava di trasmettermi quando affermava che nella produzione di Huxley questa opera fosse differente dalle altre e contenesse messaggi fondamentali.
In primo luogo, per lo strano soggetto: la possessione diabolica.
Per Huxley fu realmente una deviazione assai curiosa dai suoi interessi.
O forse no, e qui sta il nucleo della questione.
Ed è proprio il racconto fatto dal premio Nobel (oltre alle continue digressioni su argomenti spirituali) su quella presunta possessione e la conseguente repressione, ad apparirci peculiare.
La parola che viene in mente per definire il tono della narrativa è smug: compiaciuto, arrogante, presuntuoso.
Non è il normale atteggiamento del materialista moderno nei confronti della superstizione antica che crede nei demoni.
Il grande scrittore sembra quasi dirci: “stupidi dilettanti, il satanismo è altra cosa”.
È un atteggiamento comprensibile: il satanismo palladiano, quello d’élite, probabilmente non ha nulla a che vedere con le scene isteriche emerse nel corso delle vicende analizzate da Huxley.
Aldous con la notazione finale sulla guerra nucleare e biologica nella lettera a Orwell e con la trama della Scimmia e l’Essenza ci rivela che, a suo avviso, i tentativi della Famiglia di sottomettere il mondo sarebbero finiti malissimo.
E aveva ragione, malgrado lo scontro in atto non sia ancora fortunatamente giunto agli estremi immaginati dal grande letterato inglese.
Come ho cercato di dimostrare con i miei due precedenti articoli su Belgio e Inghilterra, il colonialismo ha prodotto aberrazioni enormi sia sociologicamente che antropologicamente.
In ambienti chiusi ed esclusivi ove il sistema educativo ti espone sin da bambino ad aggressioni sessuali, non scevre di aspetti sadici, da parte dei tuoi compagni e di adulti in posizioni dominanti, è facile che alcuni diventino a loro volta mostri e predatori.
Il tutto connesso ad un forte senso di appartenenza al medesimo gruppo sociale, per cui anche chi non condivide e non partecipa, certo non denunzia il branco.
Una grande omertà.
E se a casa era complicato soddisfare certi appetiti, malgrado dei bambini poveri non fregasse nulla a gran parte della popolazione, in colonia i bambini poveri li potevi comprare letteralmente per pochi spiccioli e senza quasi timore di essere scoperto.
Il fenomeno non è mai realmente terminato: guardate i dati ufficiali sul turismo sessuale pedofilo, il fenomeno è tuttora enorme.
Pensate a cosa potesse accadere nei contesti coloniali, molto più sicuri per i predatori.
Tornando a noi, possiamo concludere che, pur non possedendo ancora un’evidenza diretta del livello rituale satanista, che potrebbe coinvolgere personaggi di grande spessore appartenenti a molte nazioni dell’occidente, ne abbiamo tratteggiato il probabile profilo, sia di gruppo che individuale, come si fa con i serial killers.
Trattasi di agglomerati di potere che possono accedere al vertice di istituzioni statali, possono servirsi degli apparati di sicurezza, possiedono finanze formidabili.
Tra di loro sono legati da legami fortissimi, anche di sangue.
Il modello lo conosciamo: è quello della mafia.
Anche nella mafia esistono rituali pseudo-religiosi, legami strettissimi di carattere familiare, interessi economici comuni, comportamenti omertosi a largo raggio che coinvolgono anche l’ambiente esterno all’organizzazione e praticamente nessun limite morale.
Anneke Lucas ha dichiarato molte volte che nella magione di David Rockfeller il personale conosceva perfettamente la sua condizione di schiava bambina.
Nessuno ha mai interrogato la servitù del miliardario filantropo (chissà che salario guadagnavano per tacere). Nessuno ha mai querelato Anneke.
Purtroppo, la decisione di svelare l’ultimo livello non risiede nelle nostre mani, ma in quelle di persone molto più potenti di noi; ormai, però, il contorno del satanismo strutturato occidentale comincia ad emergere dalla nebbia della disinformazione.
Per favore, non lasciamo che i nostri pregiudizi e le nostre limitazioni aiutino questi mostri a scomparire ancora una volta nell’Abisso.
Metà dei dati non sono stati resi pubblici. Indovinate perché.
Chiediamo in tutto il mondo che i files vengano pubblicati integralmente.
I Clinton, idoli della sinistra mondiale, erano ospiti frequenti dell’isola.
Dov’è il materiale che li riguarda?
Alziamo il livello della pressione, evitando di incorrere in semplificazioni eccessive.
Forse questa volta qualcuno lo prendiamo in castagna.





