Home editoriali Khamenei: “Cancro Israele a fasi finali sua miserabile esistenza”

Khamenei: “Cancro Israele a fasi finali sua miserabile esistenza”

0
Iran - Israele

La minaccia dei terroristi e la risposta necessitata di Israele

La Guida Suprema Mojtaba Khamenei, nel suo messaggio in occasione del pellegrinaggio dell’Hajj alla Mecca ha detto: “Il regime sionista e il tumore canceroso di Israele si stanno anch’essi avvicinando alle fasi finali della loro miserabile esistenza e, per grazia di Dio – e in conformità con le parole decisive e lungimiranti del nostro magnanimo leader martire di dieci anni fa – non durerà venticinque anni dopo quella data, se Dio vorrà”.

Quello che ha detto Mojtaba Khamenei è esattamente quello che diceva suo padre e quello che diceva Khomeyni, Guida suprema dal 1979 al 1989.

Mojtaba Khamenei ha aggiunto che l’Iran e il mondo islamico continueranno a fare di “morte all’America e a Israele” le proprie parole d’ordine.

“In varie parti dell’Iran e del mondo, e ben oltre questi giorni benedetti – ha detto Mojtaba Khamenei – ‘Morte all’America’ e ‘Morte a Israele’ diventeranno gli slogan ricorrenti della umma islamica e degli oppressi di tutto il mondo, specialmente tra i giovani”.

La distruzione di Israele rappresenta un pilastro ideologico centrale della Repubblica Islamica fin dalla Rivoluzione del 1979 e si è manifestata attraverso discorsi ufficiali dei leader supremi (Khomeini e Khamenei), dichiarazioni presidenziali, documenti pubblicati dal Leader Supremo, slogan di stato, parate militari e proposte legislative.

L’Iran si riferisce a Israele come “regime sionista”, “entità usurpatrice” o “tumore canceroso” da eliminare, rifiutando qualsiasi riconoscimento ufficiale e sostenendo gruppi come Hezbollah e Hamas.

L’Ayatollah Ruhollah Khomeini (fondatore della Repubblica Islamica) definì Israele un “tumore canceroso” che deve essere rimosso dalla regione. Questo è diventato un principio guida citato ripetutamente dai successori. Khamenei ha ripetuto per decenni che Israele è un “tumore canceroso” da sradicare.

Nel 2015 ha dichiarato che “Israele non esisterà tra 25 anni” (entro il 2040 circa). Ha pubblicato su Twitter (account ufficiale) un documento intitolato “9 key questions about elimination of Israel” (9 domande chiave sull’eliminazione di Israele), che propone un referendum in Palestina per decidere il futuro degli ebrei immigrati e descrive modi per porre fine al “regime sionista”.

Mahmoud Ahmadinejad (presidente 2005-2013), al convegno: “Un mondo senza sionismo” (2005) dichiarò che il regime occupante deve essere “cancellato dalla pagina del tempo” e ha ripetuto concetti simili in discorsi ufficiali.

Queste posizioni sono reiterate da organi ufficiali come IRNA, Kayhan, Tasnim e discorsi trasmessi in TV di stato. L’Iran le incarna anche attraverso il sostegno militare e finanziario all'”Asse della Resistenza” Hamas, Hezbollah, Houthi).

Chiunque abbia un minimo di cervello e usi la logica può ben capire quanto scrive su Domino (4-2026) l’analista geopolitico Federico Bertasi: “Impiantato nella regione più pungente del pianeta e circondato da nemici, lo Stato ebraico deporrà le armi unicamente con la completa distruzione di tutte le minacce ritenute esistenziali”.

Ovviamente, sempre se si usa anche un solo neurone rimasto, si può ben capire che l’Iran e i suoi proxi sono la principale minaccia. Minaccia che può diventare reale e non solo dichiarata se Teheran possedesse la boma atomica.

E questo è il punto fondamentale da risolvere per evitare che, raggiunto l’obiettivo dell’ordigno nucleare, una banda di terroristi quale è quella che comanda in Iran, scateni una guerra atomica nel Medio Oriente che potrebbe anche far deflagrare il pianeta.

Disarmare l’Iran è, pertanto, questione fondamentale per la sicurezza e la stabilità del mondo.

Sempre con l’invito a usare neuroni e logica, due elementi che sembrano mancare a chi fa propaganda sulle vicende mediorientali a fini di politica interna, per le centrali nucleari a uso civile l’arricchimento dell’uranio è tipicamente tra il 3% e il 5% di U-235 (basso arricchimento, o LEU).

I reattori ad acqua leggera (LWR), i più diffusi al mondo (PWR e BWR), usano uranio arricchito al 3-5% di U-235. Questo è lo standard per la stragrande maggioranza delle centrali nucleari civili. I

reattori ad acqua pesante possono usare uranio naturale senza arricchimento e alcuni reattori di ricerca o speciali possono arrivare fino al 20% (soglia tra basso e alto arricchimento).

L’Iran ha accumulato circa 440-441 kg di uranio arricchito al 60% (misurati in massa di uranio) fino a metà giugno 2025, secondo gli ultimi dati verificati dall’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) e questo livello è vicino al “weapons-grade” (90%), ma non ancora sufficiente per un’arma.

Da qui, il passaggio al 90% è però tecnicamente rapido (settimane con centrifughe avanzate). Teoricamente, questa quantità potrebbe bastare per circa 10 testate nucleari se ulteriormente arricchita.

Non è difficile capire che disarmare l’Iran è per Israele questione di vita o di morte.

Date le dichiarazioni dell’attuale Guida Suprema e con la repubblica iraniana in mano ai Pasdaran la probabilità che una volta avuta l’atomica questa possa essere diretta su Israele è altissima, anzi, potremmo dire certa.

È in questo quadro che vanno collocate anche le ulteriori dichiarazioni di Mojtaba Khamenei.

Al netto della propaganda a fini interni (la sconfitta di USA e Israele da parte dei valorosi combattenti iraniani), quello che conta, ancora una volta, è che Mojataba Khamenei ha richiamato alla “resurrezione dell’umma islamica”(la comunità di tutti i fedeli musulmani) dopo la sconfitta degli USA.

“La Repubblica Islamica dell’Iran – ha scritto Mojataba Khamenei – è riuscita a mettere in difficoltà il regime sionista nella seconda guerra imposta, nel giugno 2025, sotto i suoi colpi devastanti, a sferrare un duro schiaffo all’America aggressore e a sventare il nemico nel suo obiettivo di ottenere la resa dell’Iran”.

“In seguito alla resurrezione della nazione iraniana e del fronte della resistenza ha aggiunto Mojataba Khamenei – si realizzerà la resurrezione della Ummah islamica”.  Allah, ha insistito, “che ha consolidato i legami della Ummah islamica e dei giovani mujaheddin del fronte della resistenza, dall’Iran al Libano e alla Palestina e all’Iraq e alla Siria, dall’Africa e dallo Yemen all’Afghanistan e al Pakistan e a tutte le nazioni libere del mondo”.

È questo l’Iran con il quale ha a che fare il mondo. Questa è la realtà con la quale abbiamo tutti quanti a che fare. Questa è la pistola che Israele sente puntata alla tempia. Il resto è cipria.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui