Si rischia di scivolare verso forme di autoritarismo travestite da democrazia
Ogni trasformazione epocale determina nuove opportunità e nuove rischi, che, nel tempo, portano alla nascita di nuove norme a tutela dei cittadini, dei lavoratori e delle produzioni.
Dalla società agricola a quella manifatturiera, da quella industriale a quella post industriale e, oggi, a quella digitale.
La rivoluzione tecnologica sta determinando una modifica relazionale e comportamentale alla condizione umana; le trasformazioni non sono negative a priori ma necessitano di regolamentazione sia nazionale che internazionale, visto la loro transnazionalità.
L’esempio più banale è la mancanza di una normativa esaustiva e chiara sullo Smart Working, sulle categorie interessate e sul rapporto con i servizi ai cittadini, altrimenti si determinano disservizi e nuove difficoltà nel mondo del lavoro.
Alcune problematiche nuove come il ruolo degli influencer, la responsabilità genitoriale sia nell’utilizzo delle nuove tecnologie che nei loro comportamenti, le responsabilità dei social e delle multinazionali tecnologiche, il ruolo della scuola nella formazione all’utilizzo di queste tecnologie, tutti aspetti nuovi che non possono essere affrontati con le vecchie mentalità con le quali siamo cresciuti.
I valori che la nostra società esprime e che si sono armonizzati con i cambiamenti sociali, sono sempre validi, ma devono essere rielaborati in funzione di questo cambiamento epocale, nel quale siamo immersi. Anche se ancora non completamente consapevoli.
Oggi, ad esempio, assistiamo non solo al mercato di vendita dei dati sensibili di tutti coloro che, in qualche modo, usano Internet, ma anche alla compravendita di falsi like che possono far credere che una persona sia seguita da molti follower e, dunque, confermare una credibilità social falsa, l’utilizzo di boat automatici e di profili fasulli che vengono attivati per favorire o denigrare una persona.
Elementi, questi, che per la nostra cultura sembrano stupidaggini, ma per le nuove generazioni che vivono dentro questo mondo virtuale, nel bene e nel male, possono essere estremamente letali per l’autostima o per una possibile radicalizzazione fuori dalla realtà.
In questi casi, viste le difficoltà nel trovare i responsabili della vendita, data la loro localizzazione fuori dal nostro Paese, si potrebbero colpire coloro che li acquistano.
Aborrendo la censura, bisogna lavorare, prima di tutto, sulla responsabilità dei genitori, sul comportamento dei figli, anche se i genitori, nella maggior parte delle volte, conoscono meno dei figli il funzionamento del mondo digitale, ma ciò non può esonerarli dalla responsabilità di educare e vigilare sulle frequentazioni della prole.
Un tempo, se un ragazzo rompeva un vetro con una pallonata, i genitori erano obbligati a risarcire il suo danno. Per quanto già sussistono delle norme, esse non sono minimamente conosciute dai genitori, anzi, in molte famiglie si tende a minimizzare le responsabilità dei figli sia per ignoranza, in senso etimologico del termine, sia per omettere la loro responsabilità.
Al di là delle responsabilità che oggi sono attribuite ai magistrati e tribunali minorili, ma che, con le loro lungaggini, di fatto, comunicano la libertà dell’impunità, sarebbe utile istituire, a livello comunale, un responsabile civile, modello Giudice di Pace, che venga eletto dai cittadini e agisca per reati che non prevedono quelli penali, utilizzando i servizi civili come approccio riparativo per i ragazzi ma anche per i genitori. Il non eseguirli o la recidività dorrebbe comportare il passaggio alla amministrazione giudiziaria.
I tempi e la velocità con cui si può e si deve riparare un danno non sono secondari, specialmente per i giovani e le famiglie che ne sono responsabili, ma anche per le vittime di questi soprusi, al fine di render loro giustizia e poter invertire questa deriva: dove tutto si può fare senza assumersi la responsabilità.
Una società che guarda solo ai diritti e non è in grado a farli convivere con le responsabilità è una società che, pian piano, involve verso forme di autoritarismo travestite da democrazia.





