
di Mario Guadagnolo
Cari lettori, vorrei fare insieme a voi alcune considerazioni su questa storia dello ius schole proposto da Tajani.
A mio parere la cittadinanza italiana in un mondo libero, globalizzato e cosmopolita come il nostro deve essere una scelta non un’imposizione. Va fatta in maniera consapevole, per convinzione, per orgoglio non per imposizione appunto o perché è conveniente, deve essere una scelta fatta dopo aver conosciuto, apprezzato, amato una storia, una cultura, un costume che si accettano e si condividono. Come per il battesimo.
Ma vi sembra giusto imporre ad un neonato inconsapevole una religione, che invece è una scelta importante e consapevole e che dovrebbe essere fatta liberamente almeno a 18 anni come il voto. Tant’è che quantoi bambini battezzati come cattolici poi diventano da adulti atei, agnostici o scelgono un’altra religione? No, non si può imporre ad una persona di cultura islamica o oltra la cittadinanza italiana se questa persona vuole rimanere cittadino egiziano, con il ricatto dei diritti o condizionando l’esercizio dei diritti alla cittadinanza italiana; come pure viceversa non si può imporre ad un cittadino italiano (come non gli si impone) la cittadinanza italiana se questa persona sceglie di essere musulmana o egiziana.
Il discrimine vero sono i diritti, quelli garantiti per tutti e per i quali c’è già una legge bellissima che vale per tutti, italiani e stranieri, che è la nostra Costituzione. Quello che importa è che a qualsiasi persona che nasce, arriva, risiede e vive nel nostro Paese vengano garantiti tutti i diritti che la Costituzione prevede per gli italiani di qualsiasi cultura, religione, sesso, opinione politica (assistenza sanitaria, scuola, diritti civili, libertà di opinione ecc.).
Il problema è il voto. La sinistra vi insiste perché sa che gli stranieri votano a sinistra ma il voto anch’esso deve essere consapevole. La Costituzione, infatti, prevede per l’esercizio del voto anche per gli italiani i 18 anni proprio per questa ragione. Il resto è solo fuffa.
Per la cosiddetta sinistra lo ius soli è una bandiera ma la domanda sorge spontanea: in venti anni che ha governato come mai non si è mai concretamente attivata e se ne ricordate solo adesso che c’è un governo di centro destra?
Per Forza Italia l’iniziativa riguardante lo ius scholae è strumentale ed è un modo per distinguersi dal resto della destra, anche per dire, con una strizzatina d’occhio, alla sinistra “voi solo con noi potete dialogare poiché noi siamo l’ala moderata e presentabile del centro destra”.
E’ una indicazione di una possibile e ipotetica prospettiva politica in caso di rottura con Lega e Fratelli d’Italia per una riedizione del centro sinistra storico. Non dimenticate che Forza Italia nell’idea di Berlusconi è la Democrazia Cristiana 2.0 del 2000. Bisogna a questo punto vedere se questa uscita di Tajani punti a una crisi di governo irresponsabile in questo momento e inevitabile se Foza Italia votasse la legge con il PD, o è un modo per dire noi ci siamo, siamo leali col governo ma se non ci date spazio che ci spetta l’unica alternativa di governo con altri siamo noi e voi ve ne tornate all’opposizione. Cioè, è un avvertimento a Meloni e Salvini che prevede una strategia a lungo termine di avvicinamento alla sinistra sul modello Von Der Lajen?
Tajani è un politico intelligente, accorto, navigato e raffinato ma è un post-democristiano, quindi, ha la vista lunga. Per Schlein e la sinistra è invece è solo un modo per approfittare di un’occasione che le fornisce Tajani per mettere scompiglio nel governo e una scialuppa per spaccare la maggioranza e rientrare in gioco.





