di Vito Schepisi - 7 gennaio 2026
Immaginiamoci una bilancia ... come spesso è stata rappresentata "la Giustizia".
Nella bilancia ci sono due bracci con due contenitori.
Immaginiamo che nel primo contenitore si ponga la colpa, mentre nel secondo il peso che le è stato attribuito (una richiesta di condanna).
Se in una bilancia materiale, però, per la giusta misura del peso attribuito c'è il fulcro che ne stabilisce l'equilibrio finale, per la Giustizia penale, ove le colpe ed i pesi non sono sostanze materiali, ma situazioni e reati regolati dai codici e dalle norme delle procedure penali, c'è sempre un fulcro centrale che prende atto della presenza o meno della colpa e che ne attribuisce un suo peso effettivo.
Questo fulcro che ne trarrà un giudizio - e che lo collocherà nell'equilibrio tra responsabilità e pena da irrogare - è rappresentato dal giudizio (terzo) del Magistrato giudicante.
E' così facile capire che il fulcro della Giustizia stia tutto nella terzietà del modo di tenere in equilibrio le ragioni o meno delle due parti: la difesa e l'accusa.
Le ragioni della colpa e la richiesta della pena!
E' questa la Giustizia Giusta!
Su un piatto della bilancia ci sarà la difesa (che s'impegnerà a negare o a limitare il carico delle responsabilità dell'imputato, e che sceglierà i percorsi procedurali più idonei per evitare o contenere la pena); sull'altro piatto ci sarà l'accusa (che cercherà di provare e valutare le responsabilità chiedendone una pena).
Spetterà poi al Giudice Terzo, così come è previsto dall'art 111 della nostra Costituzione, il compito di mettere in equilibrio le ragioni, le aggravanti e le attenuanti di una parte e dell'altra e pronunciare una sentenza.
Che c'è di tanto ... difficile e tragico?
Cosa pone l'ANM nelle condizioni di scalmanarsi così tanto?
Penso che l'unica spiegazione sia nella caparbia e ostinata volontà di caste precostituite e consolidate, attivatesi per mantenere il potere di condizionare il Paese e di interferire sulle sue scelte.
Insomma l'imposizione di una democrazia condizionata!
Un orrore giuridico, politico, sociale e civile!
Una gestione addirittura autoritaria della Giustizia.
Non a caso il sistema italiano non è adottato in alcuna democrazia nel mondo.
Questo modo di “condizionare” sarebbe il vero uso del potere che negli anni scorsi ha fatto persino reclamare il presunto primato della Giustizia nella struttura della democrazia italiana.
Una pretesa che è vecchia quanto il tempo ... CONDIZIONARE, ritenendo d'avere e di voler mantenere il primato sulla democrazia, sul pluralismo e sulle scelte del popolo.
Se gli italiani amano la democrazia ed il pluralismo ... lo potranno dimostrare votando "SI" al referendum costituzionale confermativo della riforma della Giustizia che prevede la separazione delle carriere tra magistrati dell'accusa e quelli del giudizio.
Votando “SI”, si sterilizza anche l'influenza dell'Associazione Nazionale Magistrati sui meccanismi delle nomine, delle designazioni e delle carriere.
Se è falso che la separazione delle carriere possa porre il magistrato dell'accusa sotto controllo della politica (basterebbe leggersi la legge di riforma per rendersene conto), è vero l'inverso, perché con questa riforma s'allontana, invece, il reiterato ricorso all'uso della Giustizia a supporto di una parte politica.







