All'interno di un organismo Il tessuto connettivo svolge diverse funzioni fondamentali agendo principalmente come "collante" e supporto strutturale.
Allo stesso modo all'interno di una economia complessa, come quella italiana, basata principalmente su complesse filiere produttive , in quanto l'azienda "ciclo completo" sostanzialmente non esiste più se non in una piccola minoranza, la medesima funzione viene operata da un altro fattore fondamentale per rassicurare la competitività dell'intero sistema economico con dei costi sostenibili.
Questo "tessuto connettivo economico" è individuabile, peraltro, nel gasolio in quanto la movimentazione di oltre al 80% delle merci avviene su gomma e di conseguenza il gasolio rappresenta il fattore determinante per stabilirne una parte dei costi sostenuti dalle aziende.
Le stesse merci trasportate possono essere intese come elementi delle diverse fasi produttive all'interno del processo di perfezionamento passivo (TPP) e quindi espressione di una filiera integrata e complessa all'interno della quale il corso del gasolio rappresenta un fattore competitivo fondamentale, proprio in relazione alla tipicità dell'economia italiana e del proprio sistema di movimentazione immersi basato quasi interamente sul trasporto stradale.
Quando invece i beni strasportati rappresentano il prodotto finito destinato al consumatore finale, specialmente per quelle tipologie a basso valore aggiunto per unità trasportata come nel settore alimentare, l'aumento anche minimo della tassazione del gasolio viene immediatamente trasferito sui prezzi finali.
Queste inevitabile conseguenza rappresenta un volano inflattivo pericolosissimo specialmente in un contesto di retribuzioni in un contesto nazionale con molto basse come quelli italiane ( -37% rispetto a quello tedesche negli ultimi vent'anni e meno -28% rispetto a quella francesi).
La scelta del governo di conseguenza risulta espressione di un assoluto ed ingiustificabile disinteresse in relazione all'aumento della pressione fiscale sul gasolio, che ora vede l'Italia al primo posto in Europa (+27% rispetto alla media Europea che diventa +50% in relazione al livello dei redditi italiani), diminuendo di conseguenza non solo la competitività e di conseguenza la produttivita' delle imprese ma anche il reddito disponibile delle famiglie.
Inoltre, sottovalutare questi disastrosi effetti dell'ennesimo aumento della pressione fiscale generale e delle accise sui carburanti (dopo aver tolto lo sconto del 17% dell'IVA nelle bollette energetiche e di 30 centesimi sui carburanti e avendo ripetutamente aumentato il carico fiscale nei tre anni fino al 2026) dimostra una sostanziale irresponsabilità politica in relazione alle conseguenze per le imprese e le famiglie delle proprie azioni .
Abbinata ad un insopportabile incompetenza e presunzione governative, divenute ormai insostenibili, che trovano anche una conferma nelle inutili disquisizioni relative alla produttività delle imprese italiane, che viene invece costantemente penalizzata dall'azione governativa.







