L'accordo UE ed India (negoziato strategico in fase avanzata: opportunità concrete per il Made in Italy)
Dopo oltre dodici anni di negoziati intermittenti, l’Unione Europea e l’India si trovano nella fase finale del percorso verso un accordo di libero scambio globale, riavviato ufficialmente nel giugno 2022. A gennaio 2026, Bruxelles e Nuova Delhi parlano apertamente di conclusione imminente, anche se l’intesa formale non risulta ancora ratificata.
Se concluso, l’accordo aprirebbe scenari senza precedenti per l’export agroalimentare italiano verso un mercato da 1,4 miliardi di consumatori, con una classe media stimata tra 300 e 400 milioni di persone, in rapida espansione.
Vino e olio: i principali beneficiari
Attualmente l’India applica dazi complessivi fino al 150% sul vino importato e tariffe comprese tra il 35 e il 45% sull’olio extravergine d’oliva europeo. L’accordo UE–India prevede una riduzione progressiva di queste barriere tariffarie, rendendo i prodotti italiani altamente competitivi in un mercato in forte crescita.
Il consumo di vino in India registra tassi di crescita medi annui tra il 9 e il 12%, sostenuti dall’espansione della classe media urbana e dal mutamento degli stili di consumo.
L’Italia, secondo produttore mondiale di vino e primo produttore globale di olio d’oliva, è tra i paesi europei con il maggior potenziale di beneficio diretto. Settori sensibili tutelati
L’intesa esclude o mantiene forti limitazioni su comparti agricoli strategici, in particolare carne bovina, pollame, latticini e zucchero, settori considerati politicamente sensibili in India e fortemente protetti in ambito UE, evitando squilibri concorrenziali per i produttori europei. Impatto macroeconomico e strategico
Il commercio bilaterale UE–India ha superato i 120 miliardi di euro annui, rendendo l’Unione il secondo partner commerciale dell’India. Le stime ufficiali indicano una possibile crescita del 35–40% nel prossimo decennio grazie all’abbattimento tariffario e alla liberalizzazione dei servizi.
Per l’Italia, che esporta verso l’India oltre 7 miliardi di euro l’anno, l’accordo rappresenta una leva strutturale di internazionalizzazione per:







