Un'uscita di emergenza del bar Le Constellation risultava chiusa a chiave nella notte del devastante incendio che causò la morte di 40 persone durante i festeggiamenti di Capodanno.
Lo riporta il quotidiano svizzero in lingua tedesca Neue Zurcher Zeitung (Nzz), sulla base degli elementi emersi nell'indagine. La news viene diffusa mentre il proprietario del locale, Jacques Moretti, lascia il carcere dopo il pagamento di una cauzione da 215mila euro.
Secondo il giornale, la porta al piano terra del bar, nella località alpina di Crans-Montana, avrebbe dovuto consentire l'evacuazione dell'edificio in caso di emergenza, ma era chiusa al momento del rogo.
L'Nzz evidenzia che negli atti relativi al permesso edilizio rilasciato nel 2015 per la realizzazione di una veranda in vetro davanti all'ingresso principale, era indicata anche una porta sul lato ovest dell'edificio, che doveva essere segnalata come uscita di emergenza, come condizione per l'approvazione del progetto. Durante l'interrogatorio, tuttavia, il titolare dell'attività, Jacques Moretti, avrebbe definito quella porta una 'porta di servizio'.
La notte dell'incendio, diverse persone avrebbero tentato invano di fuggire attraverso quella porta, che non era segnalata come uscita di emergenza, prima che venisse infine sfondata dall'esterno.
Il quotidiano riferisce che non è chiaro se Moretti sapesse che la porta dovesse essere indicata come uscita di emergenza e mantenuta libera. La richiesta del permesso edilizio era stata presentata dal proprietario dell'edificio e non da Moretti.
Dopo la tragedia, il sindaco Nicolas Feroud ha dichiarato che il bar disponeva di due uscite di emergenza, come previsto per il numero massimo autorizzato di 100 persone tra piano terra e seminterrato. La porta sul lato ovest avrebbe rappresentato una terza uscita.
Dura la posizione di Giorgia Meloni, la quale ha detto: “Chiedo che almeno adesso, dopo quanto accaduto, sia costituita senza ritardo e senza ulteriori resistenze una squadra investigativa comune, che utilizzi la competenza e la professionalità degli appartenenti alle forze di polizia italiani".
“Provo profonda indignazione e sconcerto per una decisione che infligge un ulteriore, indicibile strazio alle famiglie delle vittime e dei tanti feriti – ha aggiunto - Lo Stato italiano, e io personalmente, resteremo giorno per giorno al loro fianco nel percorso di ricerca della giustizia e della verità. Il governo non lascerà mai sole queste famiglie”.
Giorgia Meloni entra nel merito dell’inchiesta: “Fin dall’inizio – spiega – l’Italia ha offerto collaborazione alle autorità elvetiche per fare piena luce su quanto accaduto. La nostra polizia giudiziaria ha consolidata esperienza per svolgere tutte le investigazioni necessarie: mi rammarico che questa disponibilità finora non sia stata raccolta, e che anzi le indagini abbiano conosciuto incertezze, ritardi e lacune, al punto che non sono state svolte neanche le autopsie di giovani deceduti che non presentavano ustioni”.







