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Epstein, colpevole depistaggio dei media di regime

Epstein, colpevole depistaggio dei media di regime

La pubblicazione di milioni di file relativi all’attività e alle relazioni del miliardario Jeffrey Epstein sta mettendo allo scoperto un sistema di potere del quale la questione dell’abuso sessuale, con l’aggiunta di crimini orribili (omicidio di bambini, cannibalismo) è solo la parte di vertice di una rete piramidale che va esaminata a fondo, in quanto è la struttura di un sistema di potere che ha prodotto conseguenze dirette sulle nostre vite ed è la causa del declino dell’Occidente, debosciato da un satanico disegno che è in gran parte nato molti decenni or sono e che ha le sue radici nel malthusianesimo, nell’eugenetica, nella distopia totalitaria fabiana ben descritta da Orwell e che ho, in parte, messo a fuoco nel mio “Il serpente ha due teste”.

COPERTINA SERPENTE

Disponibile al link

https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/721818/il-serpente-ha-due-teste-monarchia-colonialista-e-finanza-ebraica/

oppure su Amazon.

Dove sta il depistaggio dei media di regime? Sta nel fatto che ogni giorno vanno a pescare un nome nei file e ne fanno uno o più articoli in base a interessi politici e di bottega, mentre dovrebbero considerare il fatto che Jeffrey Epstein non è stato soltanto un predatore sessuale seriale, ma uno strumento di un sistema strutturato di abuso e potenziale ricatto ai danni delle élite occidentali. Un sistema che, da quanto emerge dalla valanga di file che sono ora a disposizione, era strutturato come una grande rete piramidale, alla cui base ci stavano affari leciti, relazioni lecite, persino donazioni lecite.

La Jeffrey Epstein VI Foundation (dove VI sta per Virgin Island) era, ad esempio, una fondazione privata fondata nel 2000 e chiusa nel 2019, nel cui consiglio figurava Cecile de Jongh, moglie dell'ex governatore delle Isole Vergini americane, John de Jongh.

Nel 2003, la fondazione ha promesso 30 milioni di dollari all'Università di Harvard per istituire il Programma per la Dinamica Evolutiva.

La fondazione ha anche supportato NEURO.tv, una serie di video con esperti che discutono di argomenti relativi al cervello e il progetto OpenCoq, un'iniziativa software open source per l’intelligenza artificiale.

Dal 2005 al 2007, la fondazione ha finanziato il lavoro del genetista George Church per “scienza e istruzione all’avanguardia” e nel corso degli anni, la fondazione ha convocato molti scienziati in conferenze per discutere il consenso su argomenti scientifici fondamentali come la gravità, le minacce globali alla Terra e il linguaggio.

In qualità di rappresentante della fondazione, Epstein ha fatto parte del Comitato consultivo sulla mente, il cervello e il comportamento presso l’Università di Harvard ed è stato coinvolto nel Santa Fe Institute, nella Theoretical Biology Initiative presso l’Institute for Advanced Study in Princeton e nel Quantum Gravity Program presso l’Università della Pensylvania.

Epstein ha anche fatto parte della Commissione Trilaterale e del Council on Foreign Relations.

Per capire questa parte di Jeffrey Epstein è interessante leggere il romanzo Il racconto dell’Anticristo di Solovev.

Anticristo

https://cinquepassi.org/wp-content/uploads/2016/11/il-racconto-dellanticristo.pdf

La Commissione Trilaterale è un’organizzazione internazionale non governativa volta a promuovere una più stretta cooperazione tra Giappone, Europa occidentale e Nord America ed è stata fondata nel luglio 1973, principalmente dal banchiere e filantropo americano David Rockefeller.

La Commissione Trilaterale è guidata da un comitato esecutivo e da tre presidenti regionali che rappresentano Europa, Nord America e la regione Asia-Pacifico, con sedi rispettivamente a Parigi, Washington, DC e Tokyo.

Le riunioni si tengono annualmente in sedi che ruotano tra le tre regioni; le riunioni regionali e nazionali si tengono durante tutto l'anno.

La Commissione Trilaterale rappresenta influenti interessi commerciali e politici. Nel 2021, contava circa 400 membri, tra cui figure di spicco della politica, dell'economia, dei media e del mondo accademico.

Il Council on Foreign Relations (CFR) è un think tank americano focalizzato sulla politica estera e sulle relazioni internazionali degli Stati Uniti. Fondato nel 1921, è un'organizzazione no profit, indipendente e apartitica con legami di lunga data con le élite politiche, aziendali e dei media.

Il CFR ha sede a New York City, con un ufficio aggiuntivo a Washington DC. Tra i suoi membri figurano politici di alto livello, segretari di Stato, direttori della Cia, banchieri, avvocati, professori, direttori aziendali, CEO e importanti personaggi dei media.

Le riunioni del CFR riuniscono funzionari governativi, leader aziendali globali e membri di spicco delle comunità di intelligence e politica estera per discutere di questioni internazionali.

Il CFR pubblica la rivista bimestrale Foreign Affairs dal 1922. Gestisce inoltre il David Rochefeller Studies Program, che formula raccomandazioni alle amministrazioni presidenziali e alla comunità diplomatica, testimonia davanti al Congresso, interagisce con i media e pubblica ricerche su questioni di politica estera.

Dovrebbe essere chiaro che, quando si affronta la questione Epstein, non si deve fare come fanno i giornali di regime (vediamo anche da chi prendono i soldi e chi sono gli editori) che vanno alla caccia del singolo nome per fare gossip o per macchiare questo o quel politico, ma si dovrebbe analizzare la rete, per capire quanto affonda le sue radici e dove e per capire anche quanto oggi ancora conta e pesa nel quadro della politica mondiale.

Qualcosa sapremo da due protagonisti. Bill e Hillary Clinton, secondo il New York Time, hanno, infatti, accettato di testimoniare nell'inchiesta della Camera su Epstein. Ciò avviene due giorni prima di un voto alla Camera per ritenerli colpevoli di oltraggio alla corte per aver ignorato la citazione in giudizio.

Molto possiamo sapere scavando nel passato e guardando ai files con l’occhio di chi vuol capire come funzionava la rete.

Da quanto emerge, la rete aveva una base legale, con una facciata filantropica. Epstein era ben inserito in ambienti economici, politici, istituzionali, universitari.

Frequentare Epstein non poteva avere, sicuramente, nulla di disdicevole.

Anche partecipare alle sue feste non poteva essere considerato disdicevole.

Però, ad un certo punto, la rete si stringeva e cambiava colore.

Essere invitato a incontrare giovani fanciulle per incontri sessuali cominciava a far sì che chi abboccava potesse cominciare ad essere ricattabile.

E il ricatto è il vero obiettivo della rete che, a questo punto, diventa interessante anche sotto il profilo dei giochi dei servizi segreti e non solo.

E questo è un altro livello.

C’è poi il livello dei progetti, come quello gender, quello della pandemia, quello dei bambini in provetta.

Qui siamo tornati all’Inghilterra dell’eugenetica, alla quale si è ispirato in nazismo.

Niente di nuovo. La regia è sempre la stessa. Il Serpente ha sempre due teste, ma un corpo solo.

Epstein è solo la versione moderna del serpente.

Epstein serpente

Il gradino finale è satanismo nazista puro. E qui, probabilmente, dobbiamo fare i conti con qualcosa che non ha molto di razionale e che andrebbe affrontato utilizzando la conoscenza delle correnti sataniche che hanno percorso nei secoli l’orbe terracqueo e che non sono mai morte, producendo, di volta in volta, orrori.

Qui si colloca il gradino più alto della compromissione e del ricatto: l’abuso dei bambini, l’infanticidio, il cannibalismo.

La configurazione delle residenze di Epstein, oltre ad essere simbolicamente evocante ritualità sataniche, fa registrare la presenza di dispositivi di sorveglianza.

Epstein raccoglieva materiale compromettente in modalità organizzata, in ragione di un sistema.

Il ricatto sessuale è una tecnica classica dell’Intelligence. Non appartiene a un singolo servizio, ma fa parte del repertorio storico di quasi tutti gli apparati di sicurezza.

In questo contesto, ipotizzare un’intersezione tra il sistema Epstein e ambienti dell’Intelligence è solo prendere atto di una realtà.

Una rete, se ben organizzata, può servire a più scopi.

Per capire, anche in questo caso, è necessario approfondire a fondo il ruolo dei Maxwell e dei loro legami.

I cosiddetti Epstein files non sono un unico dossier, ma un insieme di atti processuali resi pubblici in momenti diversi. Dentro questi fascicoli si trovano documenti di indagini civili e penali, inchieste giornalistiche collegate, accordi extragiudiziali siglati negli Stati Uniti. Tra gli elementi più discussi ci sono i registri di volo, spesso indicati come flight log, le deposizioni giurate delle presunte vittime e le e-mail sequestrate.

Per capire è guardare anche al contesto dei risultati.

La logica malthusiana è resa concreta dall’americana Planned Parenthood, che un report del 2017 di 451 pagine ha reso pubblica nei suoi disastri, come dimostrato dall’inchiesta del Congresso statunitense sulla compravendita di tessuti e organi di bambini abortiti. Inchiesta che contiene diverse accuse nei confronti di aziende, cliniche, organizzazioni e università in vario modo coinvolte in un mercato dalle dimensioni enormi.

L’inchiesta, durata oltre un anno, è stata condotta dal Select Investigative Panel on Infant Lives, una commissione parlamentare creata ad hoc per indagare sul caso.

Al centro dello scandalo, venuto alla luce grazie alla diffusione di una dozzina di video girati di nascosto da attivisti pro-life del Center for Medical Progress c’è, appunto, la multinazionale degli aborti Planned Parenthood Federation of America (Ppfa), che ogni anno riceve oltre 500 milioni di dollari in finanziamenti pubblici, pari a circa il 40% del suo fatturato.

Il colosso abortivo è uno dei principali finanziatori delle campagne elettorali della Clinton e di Obama.

“Il report – come scriveva Avvenire nel 2017 - svela quattro differenti modelli di business relativi alla raccolta di tessuti e organi fetali. Il primo è il “modello dell’intermediario”, basato su un mediatore che si procura il tessuto da una clinica abortiva o da un ospedale e poi lo rivende a un cliente. Il secondo e il terzo sono il “modello università/clinica” e il “modello azienda biotech/clinica”, che prevedono una stretta relazione con una vicina clinica abortiva, la quale vende periodicamente tessuto fetale ad aziende o università per asseriti scopi di ricerca. Il quarto modello, verso cui il panel esprime particolare preoccupazione, prevede un insieme di attività aberranti e illegali svolte da una data clinica, quali gli aborti tardivi realizzati tra il secondo e il terzo trimestre di gravidanza, gli aborti a nascita parziale (con l’aspirazione del cervello del feto vivo, fatto partorire parzialmente per estrarne un maggior numero di organi intatti) e il conseguente “trasferimento di tessuti o di interi cadaveri da quella clinica a enti di ricerca”.

Se aggiungiamo il proliferare di inviti all’eutanasia, così come avviene in alcuni Stati particolarmente sensibili ai richiami malthusiani (Canada, ad esempio), è chiaro che siamo di fronte ad un piano scellerato di sterminio ben nascosto dietro ideologie che si presentano come progressiste.

Dai files di Epstein emerge, ad esempio, un documento che svela come Robert Trivers, professore di biologia e sociobiologia, insignito del Premio Crafoord nel 2007 (equivalente al Premio Nobel), abbia spiegato a Epstein come può modificare sessualmente e ormonalmente uomini e donne, e potenzialmente bambini di appena tre anni.

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È quanto sta accadendo sotto in nostri occhi, con l’avallo di un mondo politico che sta attuando, punto per punto, un programma che emerge dalla fogna della cupola satanica dei pedofili che vorrebbero governare il mondo.

È del tutto chiaro che i media di regime abbiano come compito di inseguire i singoli, tentando di aggregarli alla rete. In fondo continuano il compito del gioco del ricatto. Un gioco al quale è necessario sottrarsi, non solo per serietà, ma anche per evitare di collaborare con chi, infangando chiunque, tenta di salvare la pelle.

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