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ARTICOLI DEL DIRETTORE

INFORMAZIONI SU GAZA E HAMAS COME FARMACO PER LA SETTA DEI MARCHIATORI

INFORMAZIONI SU GAZA E HAMAS COME FARMACO PER LA SETTA DEI MARCHIATORI

Piccolo esercizio per la setta dei marchiatori, ossia per quelli che devono per forza etichettarti come fascista, putiniano, sionista e via discorrendo. Da prendersi con un cucchiaino da caffè tre volte al dì.

Ieri un take dell’agenzia ANSA così scriveva: “Il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar, del partito al governo Likud, afferma che Gaza appartiene a Israele e che i palestinesi nel territorio sono "ospiti" a cui Israele si limita a permettere di vivere lì per ora. «Gaza è anche nostra. Li lasciamo lì come ospiti fino a un certo punto, ma Gaza è nostra», afferma Zohar in un'intervista all'emittente pubblica Kan, ripresa dal Times of Israel. Zohar aveva espresso opinioni simili in passato. Il ministro stava spiegando perché sta valutando la possibilità di negare fondi all'industria cinematografica israeliana per aver assegnato il premio Ophir, il più prestigioso premio cinematografico israeliano, a un film su un ragazzo palestinese della Cisgiordania a cui viene negato il permesso di ingresso per visitare una spiaggia in Israele. Sebbene Zohar ammetta di non aver visto il film, sostiene che ritrae l'Idf in modo negativo e presenta Israele come un occupante. «La Giudea e la Samaria sono nostre», afferma, usando il termine biblico per la Cisgiordania. «Non siamo occupanti nella nostra terra». Aggiunge che i registi che desiderano ricevere fondi governativi dovrebbero «produrre film che gli israeliani amano vedere. Non quelli che gli europei amano vedere»". 

Pessimo discorso quello del ministro israeliano. Il fatto è che in queste settimane non s’è visto alcun accenno, sulle agenzie italiane, al documento Alluvione di Al-Aqsa: due anni di tenacia e volontà di liberazione ", un manifesto di 42 pagine pubblicata nel dicembre 2025 dall'Ufficio Stampa di Hamas che costituisce la seconda parte della narrazione ufficiale di Hamas sul 7 ottobre e sulla guerra a Gaza.

https://palinfo.com/wp-content/uploads/2025/12/OurNarrative.pdf

https://www.infopal.it/wp-content/uploads/2024/01/La-Nostra-Narrazione-Al-Aqsa-Flood.pdf

Se cerchiamo notizie sul documento di Hamas arriviamo a questo link: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/01/21/il-7-ottobre-colpiti-solo-soldati-la-versione-di-hamas_6b9f45f0-e3b6-4410-9c44-1dbf041b7c2b.html

L’Ansa in un take titolava: «'Il 7 ottobre colpiti solo soldati ', la versione di Hamas».

Sottotitolo: «'Né bambini decapitati né stupri. L'Islam vieta abusi su civili' si legge in un documento diffuso da Hamas».

Nel testo dell’agenzia si legge:«"Icombattenti palestinesi" durante "l'operazione" del 7 ottobre "hanno colpito solo i soldati dell'occupazione e coloro che portavano armi contro il nostro popolo" secondo "i valori islamici che impediscono di far del male "a civili, specialmente donne, bambini e anziani". Lo ha ribadito Hamas in un lungo documento diffuso su Telegram intitolato 'La nostra narrativa...Alluvione Al-Aqsa'. "I combattenti palestinesi - ha continuato il documento - hanno desiderato evitare di danneggiare i civili nonostante la resistenza non possieda armi di precisione". "Se ci sono stati casi in cui sono stati colpiti civili, questo - ha continuato - è accaduto accidentalmente e nel corso dello scontro con le forze di occupazione". Dopo aver rifiutato ogni accusa di "decapitazione di 40 bambini" e di "stupri contro le donne israeliane" addossando all'esercito e alla polizia l'uccisione dei civili israeliani durante "la confusione" del 7 ottobre, Hamas ha sostenuto che quella "operazione è stata un passo necessario e una normale risposta a fronte delle cospirazioni israeliane contro il popolo palestinese e la sua causa". "Un atto difensivo - ha aggiunto - nel quadro dell'eliminazione dell'occupazione israeliana. Hamas ha quindi chiesto "l'immediato stop dell'aggressione israeliana a Gaza, l'apertura dei valichi e il passaggio degli aiuti umanitari, compresi i mezzi per la ricostruzione". La fazione islamica ha concluso rigettando "categoricamente ogni progetto internazionale o israeliano di decidere il futuro di Gaza che solo serve a prolungare l'occupazione"». 

Fine della trasmissione. No.

Andiamo ad un altro link: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/10/06/7-ottobre-il-dramma-da-gaza_891add47-8664-4edf-9111-0e1b1bc12768.html

Siamo al 10 giugno 2025. Nel take di Ansa si legge: “Due anni dopo l'attacco di Hamas nel sud di Israele, la Striscia di Gaza è una distesa di macerie, morte e fame. Gaza City è ormai una città fantasma, due milioni di palestinesi sono stati costretti a sfollare più volte, ammassandosi ormai quasi tutti nel sud, gli aiuti umanitari sono ridotti al minimo e, nonostante le trattative in corso, è difficile per la popolazione civile intravedere la fine della guerra”.

Il take prosegue: “Quel 7 ottobre, Hamas attaccò i villaggi israeliani attraverso le recinzioni che circondano la Striscia, uccidendo 1.200 persone, tra israeliani e stranieri, e sequestrando 251 ostaggi. I miliziani chiamarono l'operazione 'Diluvio di Al-Aqsa'. Il giorno dopo Israele rispose con l'operazione 'Spada di Ferro' a Gaza nel tentativo di liberare i rapiti e distruggere Hamas, lanciando raid aerei anche nelle aree più affollate. Dopo una settimana di attacchi, il 13 ottobre l'esercito israeliano ordinò agli abitanti del nord di Gaza City di spostarsi verso sud, evacuando oltre un milione di persone, nel più grande sfollamento di palestinesi dalle loro case. Il 27 ottobre l'Idf cominciò l'invasione di terra, separando il nord dal sud della Striscia e lanciando l'offensiva più sanguinosa di sempre, con la distruzione di grandi città e villaggi. Chi si è rifiutato di sfollare ha assistito a uccisioni di massa, fame, arresti”.

Il take prosegue con la descrizione di tutti i disastri fatti da Israele, dopo aver dedicato tre righe al 7 ottobre.

Nessun accenno sulle agenzie italiane al documento del dicembre 2025 nel quale, in piena trattativa per mantenere la pace a Gaza e per tentare di ricostruirla, anche in base a delle determinazioni dell’Onu, si chiude ogni possibile soluzione. 

Documento nel quale il 7 ottobre 2023 è descritto come "il momento della verità che ha rimodellato l'equazione del conflitto dopo anni di assedio e negligenza internazionale" e come "passo calcolato" piuttosto che "un'avventura o un atto emotivo".

L'operazione condotta il 7 ottobre è descritta come condotta con "consapevolezza, pianificazione, fede in Dio e fiducia nella giustizia della propria causa", definendo i palestinesi "non vittime per sempre, ma un popolo che lotta per la propria dignità".

Il 7 ottobre è, inoltre, caratterizzato come "un giorno cruciale nella storia palestinese", durante il quale la resistenza "ha violato e controllato con successo tutte le linee dell'esercito di occupazione che circondavano la Striscia di Gaza", lasciando Israele "in stato di shock" e minando l'immagine di un esercito "invincibile".

Piena rivendicazione, pertanto, di quanto avvenuto il 7 ottobre, in un testo che brilla per chiarezza rivendicativa e che mette in discussione, nel suo capitolo finale, tutta la strategia dell’Onu per dare un nuovo assetto a Gaza.

Hamas, nel capitolo 8, definisce "le priorità della fase attuale", invocando "una visione nazionale globale che ricostruisca la vita con dignità e sovranità" e affermando che "ciò che è stato ottenuto sul campo di battaglia deve essere completato nella politica, nella società e nell'amministrazione".

Gli obiettivi immediati elencati includono "il completo ritiro del nemico dalla Striscia di Gaza", "il rilascio di tutti i prigionieri", "la rottura dell'assedio", l'apertura dei valichi e l'avvio di "un processo di ricostruzione globale ed efficace" per fornire riparo, cibo, acqua e medicine.

La governance di Gaza è descritta come "una questione esclusivamente palestinese", con il rifiuto della "tutela politica" come "una forma di occupazione" e l'insistenza sul fatto che il futuro di Gaza sia determinato da "una volontà palestinese indipendente" attraverso la partecipazione nazionale collettiva.

Ulteriori priorità includono la salvaguardia di Gerusalemme, della Moschea di Al-Aqsa e della Cisgiordania da ciò che viene descritto come annessione e giudaizzazione, la ristrutturazione della politica palestinese attraverso la ricostruzione dell'OLP, lo svolgimento di "elezioni libere ed eque", il rafforzamento del sostegno arabo, islamico e globale, resistendo al contempo alla normalizzazione.

Nel testo, un vero e proprio manifesto politico e un messaggio strategico di Hamas, che, ripeto, è reperibile al link: https://palinfo.com/wp-content/uploads/2025/12/OurNarrative.pdf

la guerra a Gaza viene descritta come un genocidio perpetrato con il sostegno occidentale, in particolare americano e Hamas viene presentato come un movimento di resistenza legittimo e socialmente radicato, che non può essere politicamente isolato.

La guerra a Gaza è definita "genocidio" e "una delle più brutali guerre di sterminio conosciute nell'era moderna", radicata in un progetto coloniale di insediamento che risale alla Nakba del 1948.

Israele viene descritto come uscito dalla vicenda del 7 ottobre, con "una sconfitta psicologica e una perdita di deterrenza", cosa, peraltro vera, in quanto l’operazione del 7 ottobre ha mostrato la possibilità di attaccare Israele nel suo territorio non con azioni terroristiche isolate, ma con un’operazione militare vera e propria, pianificata e studiata.

Il documento afferma poi che i palestinesi "non possono essere estinti" e che una lotta che dura da 77 anni non vede "altro all'orizzonte se non la liberazione, il ritorno e Gerusalemme".

La politica israeliana è descritta come un progetto di sterminio coloniale, che pratica "apartheid e pulizia etnica", sostenuto dalla "copertura occidentale, in particolare dell'amministrazione statunitense".

Interessante anche qualche cenno al documento politico-ideologico pubblicato da Hamas: “La nostra posizione. L’Operazione Al-Aqsa Flood” nel gennaio del 2024.

Dopo una ricostruzione storica della Palestina dal colonialismo britannico in poi, il documento accusa gli Usa di aver solo deplorato “l’uccisione di soldati israeliani avvenuta il 7 ottobre” e di essersi schierati “dietro la narrazione israeliana nel condannare un presunto attacco ai civili israeliani”.

Qui è del tutto evidente che Hamas mente sapendo di mentire, in quanto l’attacco del 7 ottobre ha colpito centinaia di civili inermi, come è stato ampiamente dimostrato da migliaia di testimonianza, di fotografie, di video.

Dopo aver descritto tutte le azioni israeliane considerate come contrarie agli accordi di Oslo e alla determinazione di uno Stato palestinese, il documento descrive l’Operazione Al-Aqsa Flood del 7 ottobre come “un passo necessario e una risposta normale per affrontare tutte le cospirazioni israeliane contro il popolo palestinese e la sua causa. È stato un atto difensivo nel quadro della liberazione dall’occupazione israeliana, della rivendicazione dei diritti dei palestinesi e del cammino verso la liberazione e l’indipendenza, come hanno fatto tutti i popoli del mondo”.

Interessante la descrizione dell’operazione del 7 ottobre fatta dal documento del 2024.

Questo il testo: “1. L’operazione Al-Aqsa Flood del 7 ottobre ha preso di mira i siti militari israeliani e ha cercato di arrestare i soldati del nemico per fare pressione sulle autorità israeliane affinché rilasciassero le migliaia di palestinesi detenuti nelle carceri israeliane attraverso un accordo di scambio di prigionieri. Pertanto, l’operazione si è concentrata sulla distruzione della Divisione Gaza dell’esercito israeliano e i siti militari israeliani di stanza vicino agli insediamenti israeliani intorno a Gaza. 2. Evitare di fare del male ai civili, specialmente ai bambini, alle donne e agli anziani, è un impegno religioso e morale di tutti i combattenti delle Brigate Al-Qassam. Ribadiamo che la resistenza palestinese è stata del tutto disciplinata e impegnata nei valori islamici durante l’operazione e che i combattenti palestinesi hanno preso di mira solo i soldati dell’occupazione e coloro che portavano armi contro il nostro popolo. Allo stesso tempo, i combattenti palestinesi hanno cercato di evitare di danneggiare i civili, nonostante il fatto che la resistenza non possieda armi precise. Inoltre, se c’è stato qualche caso di attacco ai civili, è avvenuto accidentalmente e nel corso del confronto con le forze di occupazione. […]. 3. Forse si sono verificati alcuni errori durante l’attuazione dell’Operazione Al-Aqsa Flood, a causa del rapido collasso del sistema di sicurezza e militare israeliano e del caos provocato lungo le zone di confine con Gaza”.

Il documento sostiene che “le affermazioni promosse dall’occupazione israeliana, secondo cui le Brigate Al-Qassam il 7 ottobre avrebbero preso di mira i civili israeliani, non sono altro che bugie e falsificazioni” e che i “ filmati girati quel giorno – il 7 ottobre – insieme alle testimonianze degli stessi israeliani che sono state rilasciate in seguito, hanno dimostrato che i combattenti delle Brigate Al-Qassam non hanno preso di mira i civili e che molti israeliani sono stati uccisi dall’esercito e dalla polizia israeliana a causa della loro confusione”.

In buona sostanza, i massacri di civili avvenuti quel giorno sarebbero stati perpetuati dagli stessi israeliani a causa della loro confusione.

Gli israeliani, confusi, sarebbero piombati in un campo dove si teneva una festa e avrebbero ammazzato tutti quanti?

Questi soni i documenti, scaricabili, leggibili, valutabili.

Siamo per questo degli inguaribili sionisti, fascisti, trumpiani? Essere trumpiani è il peggio del peggio, in quanto il trumpista è un putiniano fascista e sionista.

La setta del marchio si abbeveri ai documenti di Hamas, li legga e se ne faccia una ragione. Noi li pubblichiamo e, se è consentito, ne traiamo la conclusione che sono infarciti di evidenti menzogne e che dimostrano come Hamas non abbia alcuna intenzione di assecondare il piano dell’Onu.

Nel frattempo la cronaca ci consegna notizie sempre più precise sulla rete di finanziamenti e di connivenze con l’organizzazione terrorista palestinese, condannata dagli stessi arabi e dall’Autorità palestinese.

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