Delimitare il diritto di asilo
Se c’è un problema di immigrazione irregolare che crea tensioni, difficoltà, di assistenza (per quanti bisogna prepararsi?), questioni di ordine pubblico non si può rispondere che abbiamo bisogno di immigrati perchè c’è bisogno di lavoratori.
È vero che ce n’è bisogno, ma la via giusta è quella che si sta iniziando a praticare di corsi di lingua e di formazione nei luoghi di origine e poi ingressi regolari in base alle esigenze effettive. Questa deve essere l’unica via di accesso in Italia e in Europa.
Far entrare ogni mese tot mila persone (in pratica tutti quelli che riescono ad arrivare) al di fuori di queste modalità è un errore.
Per decenni, però, si è seguita questa via, confidando negli spostamenti verso altri Paesi e pescando tra questi alcuni lavoratori, lasciando che altri diventassero manovalanza criminale.
Oggi c’è un rifiuto di massa di questa strada, perchè se ne sono visti gli effetti. Il razzismo è un’accusa che lancia chi vorrebbe continuare così in base a una sua illusione e alla passività verso i problemi del mondo.
Nel mondo, però, ci siamo anche noi e abbiamo il diritto di decidere chi ammettere e chi no.
I Paesi occidentali hanno costruito una gabbia di norme pensata in altri contesti storici. Oggi il diritto di asilo va delimitato perchè se si aprissero le porte a tutti salterebbe il nostro mondo.
Solo dall’Africa, in base allo sciagurato art. 10 della Costituzione, potrebbero chiedere asilo centinaia di milioni di persone, ma si sa che la richiesta di asilo è il modo più semplice per qualunque straniero irregolare per prolungare la sua permanenza qui.
Il sistema di gestione dell’immigrazione dei Paesi europei non funziona più e va riscritto ben oltre il Patto entrato in vigore a giugno.





