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IMMIGRAZIONE, ALBANIA, NORMATIVA E LE SOLITE FURBIZIE IN UN PAESE ALLA ROVESCIA

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di Marforius

Ormai da giorni si discute della problematica relativa ai centri di accoglienza creati in Albania dal Governo italiano, con un accordo stipulato con detto paese. Soprattutto si polemizza sul fatto che i giudici, a quanto sembra, ritengono illeggittimi taluni trasferimenti in Albania degli immigrati che arrivano in modo illegale.

Come al solito, anche per detti accadimenti confermiamo di essere un paese alla rovescia. Tanto per cominciare non si ragiona circa la logica politica alla quale riferirsi, ovvero la scelta che chi governa deve fare per tutelare il proprio paese. Il punto è proprio questo. Un paese può subire l’immigrazione illegale, che peraltro ha raggiunto livelli dimensionali enormi? Può un paese aderente alla Unione Europea subire regole fatte prevalentemente  da altri paesi membri, i quali sono coinvolti marginalmente dal fenomeno? Certamente no, andrebbe chiesta una modifica immediata delle regole stabilite, anche perché a suo tempo le circostanze  erano diverse, come pure si dovrebbe distinguere tra norme e sentenze europee.

Certamente il governo non ha ben valutato la scelta adottata riguardo l’Albania, ma va almeno riconosciuto che sta cercando di limitare un fenomeno ormai ultradecennale, che talune forze politiche hanno ignorato, o peggio ancora hanno subito, in taluni casi anche con complicità e in pratica favorito. Basti ricordare quanto candidamente ha confessato la Bonino riguardo Renzi, il quale accettò, se non addirittura propose, di farsi carico dell’immigrazione in cambio della possibilità di accrescere il deficit pubblico.

Ora si discetta se le norme  europee possano essere sovraordinate rispetto a quelle nazionali. Ovviamente non dovrebbero esserlo, in quanto l’Unione Europea non è un soggetto statuale, né tanto meno federale o confederale. Sicuramente le modifiche costituzionali, a suo tempo adottate al riguardo, sono state inopportune e peraltro elaborate in modo superficiale ed approssimativo, come i fatti stanno dimostrando.

Qualcuno sostiene che le norme sono queste e quindi dobbiamo subirle. Ma una tesi genere non ha capo nè coda, se si è in buona fede. Qualora la fede sia mala tutto appare chiaro. Ridurre e limitare l’immigrazione danneggia tutta la filiera sottostante al fenomeno, ove tutta una serie di soggetti lucra e si arricchisce sulle spalle dei contribuenti e degli immigrati stessi. In un paese normale l’opposizione dovrebbe dire questo, qualora dica il contrario, o non è all’altezza del suo ruolo o pensa altro….

Come non ricordare che parte dell’attuale opposizione nei fatti mostra di mantenere retropensieri anti stato, come per decenni ha fatto la parte politica legata al Patto di Varsavia, fortunatamente travolta dal muro di Berlino; indegna opera muraria, figlia di un totalitarismo che non ha giustificazioni, del quale il PD, solo oggi, fuori tempo massimo, celebra la caduta.

Come è possibile cercare di utilizzare  cavilli, busillis e interpretazioni delle norme per cercare di ostacolare un fenomeno che l’Italia non può certamente sostenere. Indubbiamente spendere quasi un miliardo di euro non è una bella cosa, ma fino ad ora quanto abbiamo speso per l’immigrazione clandestina? Cifre immense, decine e decine di miliardi, se non centinaia.

Non può essere credibile chi ora si oppone minacciando denuncie, quando ha creato una voragine finanziaria con superbonus, reddito di cittadinanza, monopattini,  banchi a rotelle e via sperperando.

Tutti questi soggetti devono smetterla, i cittadini non possono e non vogliono, per fortuna, più sopportare questo continuo  oltraggio al buon senso. E’ ora che si cominci a tornare a un minimo di normalità e a tutelare i cittadini elettori.

Forse qualcuno ancora non ha capito perché Trump ha sbaragliato gli avversari. Se i politicanti nostrani non lo hanno capito lo capiranno a suon di legnate elettorali.

Poi ci lamentiamo che Elon Musk ci prenda in giro, può aver torto ma noi gli stiamo dando ragione.

 

 

 

 

Autore

  • Marforius

    MarforiusMarforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.

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