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IL SERPENTE HA DUE TESTE (5) – IL PARADIGMA INGLESE

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Serpente a due teste

Segue da: IL SERPENTE HA DUE TESTE (4) – LEOPOLDO II DEL BELGIO, FILANTROPO ASSASSINO

https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/20634-il-serpente-ha-due-teste-4-leopoldo-ii-del-belgio-filantropo-assassino.html

Dopo esserci occupati dello schiavismo, uno degli elementi sottostanti alle logiche malthusiane del wokismo transumanista, riprendiamo da dove siamo partiti, ossia dalle esternazioni di Elon Musk a Tuker Carlson.

Elon Musk, lo ricordo, ha concesso un’intervista all’ex anchorman di Fox News, Tucker Carlson, nella quale ha affermato che i miliardari che sostengono e finanziano la campagna elettorale della vicepresidente Kamala Harris, tra cui Reid Hoffman e Bill Gates, temevano che Donald Trump potesse, vinte le elezioni presidenziali, diffondere  la “lista dei clienti” del magnate-pedofilo Jeffrey Epstein, morto per un apparente suicidio nell’agosto 2019 presso il Metropolitan Correctional Center di Manhattan.

Musk ha dichiarato apertamente che “alcuni dei miliardari che stanno dietro Kamala Harris sono terrorizzati da una vittoria di Trump”, in quanto, se Trump dovesse vincere, uno degli effetti più temuti sarebbe la pubblicazione della famigerata lista dei clienti di Jeffrey Epstein, il finanziere legato a uno scandalo di traffico sessuale di minorenni.

Ora ha vinto e per ora non è arrivata alcuna lista. Vedremo in seguito.

Considerato che a gennaio di quest’anno, secondo quanto disposto dalla giudice di New York, Loretta Preska, erano stati desecretati i nomi di persone associate al finanziere Jeffrey Epstein e che alcuni nomi, come Bill Clinton o il principe Andrea Windsor, sono noti da tempo, è da presumere, ho scritto nel primo articolo di questa serie, che il possibile “terrore” di cui parlava Elon MUsk non riguardi solo una questione di scandali sessuali, ma qualcosa di ben più inquietante, come potrebbe essere, ad esempio, una setta.

Non sarebbe la prima volta che dietro a partiti e movimenti politici e a blocchi di potere ci siano sette. Il nazismo, ad esempio, si è abbeverato alla Sacra Thule e alle teorie degli Huxley.

Da qui l’esigenza di una riflessione che non ha altra pretesa che quella di mettere in ordine alcuni fatti storici e alcuni incroci significativi. Carrefour, carrobi, incroci, intersections. Niente di più. Giusto per pensare.

Con Agatha Christie sono però tentato di dire: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova».

Uno degli incroci è stato quello con la setta frankista, i cui esponenti hanno associato gli affari con le menzogne messianiche e l’utilizzo del sesso a fini di potere.

La setta frankista è sbarcata negli Stati Uniti e non è detto che non sia ancora attiva.

https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/20429-il-serpente-ha-due-teste-2-i-frankisti-alla-corte-suprema-usa.html

Ora, un incrocio che vede associato il sesso con la cultura e con il potere lo troviamo nel paradigma inglese che ha come protagonista Virginia Woolf, la quale faceva parte, assieme al marito, della Fabian Society e anche di due gruppi esclusivi della società britannica: il Gruppo di Bloomsbury e gli Apostoli di Cambridge. Società nate in ambito universitario, di orientamento socialista, ma chiuse ed elitarie.

Società che, scrive Davide Rossi, “erano caratterizzate da attività culturali, ma anche da tante relazioni omosessuali o bisessuali: quasi come regola, gli aderenti al Bloomsbury avevano relazioni con più di un partner, per lo più di entrambi i sessi. Insieme agli intrecci sessuali, che spesso disfacevano i nuclei famigliari, ci furono anche suicidi e tragedie che colpirono gli appartenenti al gruppo. La stessa Virginia Woolf si tolse la vita nel 1941”. [i]

Siamo negli anni Venti del secolo scorso, periodo di fioritura di Bloomsbury.

Virginia Woolf stava scrivendo e pubblicando i suoi romanzi e EM Forster completò “Passaggio in India”, un romanzo molto apprezzato sull’imperialismo britannico in India.

Il gruppo vantava personaggi divenuti famosi. Forster divenne uno dei saggisti più influenti d’Inghilterra. Duncan Grant, e poi Vanessa Bell, tennero mostre monografiche. Lytton Strachey scrisse le sue biografie di due regine, Queen Victoria (1921) ed Elizabeth and Essex: A Tragic History (1928). Desmond MacCarthy e Leonard Woolf si impegnarono in una rivalità amichevole come direttori letterari, rispettivamente del New Statesman e di The Nation and Athenaeum, alimentando così le animosità che videro Bloomsbury dominare la scena culturale. Roger Fry scrisse e tenne numerose conferenze sull’arte. Clive Bell applicò i valori di Bloomsbury al suo libro Civilization (1928).

Negli anni Trenta, Bloomsbury cominciò a scemare in ragione della morte di alcuni dei suoi membri.

Un anno dopo aver pubblicato una raccolta di brevi vite, Portraits in Miniature (1931), Lytton Strachey morì. Poco dopo Carrington si sparò. Roger Fry morì nel 1934.  Il figlio maggiore di Vanessa e Clive, Julian Belle fu ucciso nel 1937 durante la guerra civile spoagnola. Virginia Woolf con l’arrivo della guerra vide aumentare la sua instabilità e si annegò nel 1941. 

Nel marzo 1920 Molly MacCarthy fondò il Memoir Club per aiutare Desmond e se stessa a scrivere le loro memorie e anche per far sì che i loro amici si riunissero dopo la guerra. Il Club si riunì fino al 1956 o, secondo altre informazioni’, al 1964.

La critica più significativa al Group venne dall’interno, quando alla vigilia della guerra Keynes diede un resoconto nostalgico e disilluso della fede nell’individualismo indisturbato, dell’utopismo basato sulla fede nella ragionevolezza e nella decenza umana, del rifiuto di accettare l’idea di civiltà come una crosta sottile e precaria.

Il Bloomsbury Group è promanazione e sviluppo, a sua volta, di uno dei circoli più esclusivi (e selettivi) dell’università di Cambridge ovvero la Società della Conversazione, detta anche Società degli Apostoli, viva già nel 1905.

Le riunioni della Società avevano luogo ogni sabato sera nella stanza dello studente Strachey; qui veniva introdotto un argomento, su cui Apostoli (i membri attivi) e gli Angeli (i membri non più attivi) disquisivano, consumando tartine di acciughe, tè e caffè.

La Società si avviò a diventare Bloomsbury Group quando i giovani fratelli Stephen – Vanessa, Virginia (poi sposata in Woolf), Thoby e Adrian – vararono i loro giovedì sera “At Homes” al 46 di Gordon Square, a Bloomsbury. Gli studenti fuoriusciti da Cambridge si aggiunsero subito dopo ed erano: Thoby Saxon Sidney-Turner, Clive Bell, Litton Strachey, Desmond MacCarthy; ma anche John Maynard Keynes e Leonard Woolf; e poi anche E. M. Forster ed altri scrittori.

Virginia Woolf era, con la sorella Vanessa, il nucleo femminile.

Gli atti della Società venivano custoditi in un baule di cedro (“l’arca”) donato da Oscar Browning, il personaggio più in vista di Cambridge. Browning era un educatore eccentrico e snob, che non nascondeva la sua omosessualità. Nominato tutor di storia nel 1880, era famoso per assopirsi durante le lezioni e adorava insegnare musica ai suoi domestici proletari. Ma era anche un beniamino degli studenti, per il suo anticonformismo e per le memorabili feste che organizzava a casa sua.

A Bloomsbury si parlava di arte, letteratura, sesso.

Gli Apostoli amavano la sregolatezza, soprattutto sessuale, e bandirono il galateo, ritenendolo una «ridicola limitazione» alla ricerca della verità; e questa smise di avere una consistenza monolitica, per diventare flessibile, policroma, liquida.

Qui arriviamo al crocevia che ci riporta all’attualità che, del paradigma inglese è la realizzazione su vasta scala.

Attenzione: flessibile, policroma, liquida .

Sono le parole che sottendono le teorie attuali del wokismo che si tenta di imporre come pensiero unico politicamente corretto.

Così era anche il rapporto sessuale confuso in vigore: liquido. Liquido cone l’attuale gender.

La normalità era ritenuta talmente fuori luogo che Clive Bell, futuro marito di Vanessa Stephen, venne sempre tenuto a distanza a causa della sua ostinata eterosessualità, sintomo di una malattia incurabile: l’indifferenza all’anticonformismo. L’emotività esclusivamente maschile che Bell esprimeva, infatti, male si accordava con i gusti degli altri uomini presenti, tutti omosessuali.

Virginia Woolf scriverà nei suoi diari che le riunioni furono in qualche modo liberatorio prodromo della sua arte di scrittrice. Gli snob intellettuali che frequentavano il Gruppo coltivarono il seme della più cruda sincerità nei rapporti personali, della passione per la letteratura e le arti figurative, del ripudio delle convenzioni sessuali borghesi, dell’ostilità nei confronti delle fedi religiose, al fine di orientare l’élite culturale del Paese.

Morte e sesso si intrecciarono continuamente nelle vite degli appartenenti al Gruppo, tra suicidi e triangoli.

La stessa Virginia Woolf, celebre anche per le sue tante relazioni omosessuali, scrisse un giorno nel suo romanzo Mrs Dalloway: «la morte è un amplesso» e, non a caso, si suicidò nel 1941.

Gli appartenenti al Gruppo si dichiaravano socialisti e rappresentano il paradigma di quel socialismo elitario woke che oggi si presenta sulla scena politica come sinistra, ma che non è altro che rivolta di borghesi nei confronti delle convenzioni sociali.

Quando andiamo cercando le radici di quanto i media mainstream ci propinano ogni giorno e di quanto le élite pseudo culturali ci vorrebbero imporre, dobbiamo tornare al paradigma inglese.

Paradigma britannico che non è il solo. Ne analizzeremo altri.

segue

 

[i] Davide Rossi, La Fabian Society e la pandemia, Arianna Editrice

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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