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Il giardino della Nuova Yalta

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Il giardino della nuova Yalta

Xi: visita storica – Trump: non voglio che qualcuno a Taiwan dichiari l’indipendenza

I simboli contano molto più di tante parole.

Nella sua visita a Pechino Donald Trump è stato condotto da Xi Jinping nei giardini di Zhongnanhai .

Il Giardino di Zhongnanhai (letteralmente “Mare Centrale e Meridionale”) è un complesso storico e paesaggistico di Pechino, situato immediatamente a ovest della Città Proibita ed è la sede centrale del Partito Comunista Cinese e del Consiglio di Stato, equivalente cinese della Casa Bianca o del Cremlino.

Il sito risale alle dinastie Liao e Jin (secoli X-XIII), ma la sua forma attuale si è definita soprattutto durante la dinastia Ming (sotto l’imperatore Yongle) e Qing. Faceva parte del Xiyuan (Giardino Occidentale o Parco Occidentale), un grande complesso di giardini imperiali con laghi artificiali (Taiye Lake, diviso in Zhonghai e Nanhai). Gli imperatori lo usavano come residenza di piacere, per sfuggire al calore estivo e al formalismo della Città Proibita, circondati da salici, padiglioni e viste sui laghi. Dopo la fine dell’impero (1912) fu usato come residenza presidenziale e dal 1949-1950 divenne il cuore del potere comunista.

Ieri il presidente cinese Xi Jinping ha accompagnato il presidente statunitense Donald Trump in una rara visita e passeggiata informale nei giardini di Zhongnanhai, dopo i colloqui ufficiali. I due leader hanno passeggiato tra gli alberi secolari, parlato in modo disteso e Trump ha apprezzato il luogo (“Nice place, I could get used to this”). Xi ha illustrato la storia degli alberi antichi e il sito è stato usato anche per momenti diplomatici più privati.

Donald Trump ha chiesto all’interprete di domandare a Xi Jinping se sia solito portare altri capi di Stato e ministri in visita. Xi ha fatto cenno di no. Per la cronaca, soltanto due anni fa Xi Jinping ospitò nei giardini anche Vladimir Putin.

Stando al linguaggio dei simboli, il Giardino di Zhongnanhai ha fatto sintesi di un vertice che si va consolidando e che è ormai la Nuova Yalta.

Donald Trump, parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One al rientro dalla missione in Cina, afferma che lui e Xi “hanno parlato a lungo di Taiwan” a Pechino.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha inoltre affermato di aver concluso “fantastici accordi commerciali” con Xi Jinping, che ha descritto come un “grande leader” e un “amico”.

“Abbiamo concluso alcuni accordi commerciali fantastici, ottimi per entrambi i Paesi”, ha detto, mentre Xi lo accompagnava attraverso i giardini di Zhongnanhai.

Xi Jinping, a sua volta, come riferisce Xinhua ha detto: “Abbiamo raggiunto importanti intese comuni sul mantenimento di legami economici e commerciali stabili, sull’espansione della cooperazione pratica in vari campi e sull’affrontare in modo adeguato le reciproche preoccupazioni”.

Per Xi la visita è stata storica e di grande importanza e ha affermato che è stata definita una nuova visione per la costruzione di un rapporto costruttivo basato sulla stabilità strategica. Accordo anche su rafforzare comunicazione e coordinamento su questioni internazionali e regionali.

Importante la dichiarazione di Trump su Taiwan: Non voglio – ha detto – che qualcuno dichiari l’indipendenza e che gli Usa debbano percorrere 15.000 chilometri per andare in guerra”.

In un’intervista a Fox News a proposito di Taiwan Trump ha detto: “Non è cambiato nulla” nella politica degli Stati uniti verso Taiwan. “Voglio che si calmino. Voglio che la Cina si calmi. Non vogliamo scatenare guerre. Se si mantenesse lo status quo, credo che la Cina non avrebbe nulla da obiettare. Ma non vogliamo che qualcuno si senta autorizzato a dire: ‘Dichiariamo l’indipendenza, tanto gli Stati Uniti ci coprono le spalle'”.

 

Autore

  • Desina Novalis

    Segretaria di professione, detective per passione, ama far luce sui punti oscuri di cronaca, politica nazionale ed estera.

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