
di Giulio Galetti
Come sia possibile che i palestinesi sostengano i macellai di Hamas contro ogni logica e contro ogni umanità.
È spiacevole constatarlo, ma il processo di progressivo superamento dei limiti è perfettamente riuscito a Gaza (e non solo a Gaza).
Hamas gode del sostegno popolare per il semplice fatto che chi esprime un pallido dissenso viene defenestrato o giustiziato senza processo, come accaduto nel giugno 2007.
È dal 25 Gennaio 2006 che Hamas opprime i palestinesi di Gaza. Quella notte il massimalismo ebbe la meglio e vinse le elezioni con il 44,5% contro il 41,4% dei suoi oppositori di Fatah (OLP) che erano favorevoli al processo di pace e ai due stati.
Il 15 dicembre 2006 Hamas attaccò militarmente Fatah a Gaza dando vita a una guerra protrattasi fino al 13 Giugno 2007, quando eliminarono tutti gli attivisti e i miliziani di Fatah.
196 vittime e un migliaio di feriti per la guerra civile palestinese che provocò la “cacciata” di tutti i moderati laici da Gaza, e la loro emigrazione verso la Cisgiordania. Da allora è l’integralismo islamico a prevalere con le sue leggi e le sue barbarie.
Quello fu il battesimo del fuoco per Isma’il Haniyeh, (recentemente evaporato a Teheran), che aveva pensato di garantirsi il dominio strappato ai laici di Fatah con l’aiuto di Teheran.
Questa è la ragione per la quale a Gaza non si vota da ormai 19 anni.
Questa pagina di storia poco conosciuta è del tutto ignorata da coloro che indossano impropriamente la kefiah. Le “capre” ignoranti ProPal che arrivano a inneggiare il martire Sinwar.





