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Governo e conti pubblici

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Governo e conti pubblici

Per uscire dalla crisi il Governo e l’opposizione imparino a fare il loro lavoro

L’allarme della Banca d’Italia sull’economia italiana alla vigilia di Pasqua non è un fatto rituale.

Può anche succedere che molti non se ne siano resi ben conto, ma quell’allarme sui rischi di inflazione e di stagnazione, per non dire di recessione, nel caso in cui il conflitto in Medio Oriente si prolungasse e il prezzo del petrolio e del gas dovesse impennarsi, è un messaggio chiarissimo alla premier Giorgia Meloni: “Cara Giorgia, galleggiare è servito: ma ora non basta più”.

Anche la tempistica non è casuale, perché il Governo è alla vigilia del Documento di programmazione economica e finanziaria.

Bene dunque ha fatto la Banca d’Italia a scuotere il Governo dal torpore; e ora tocca a Meloni muoversi.

Io concordo che tutto il lavoro fatto per stabilizzare e rinforzare i conti pubblici – del quale do merito, e non poco, a questo Governo – ora deve trovare uno sbocco. Si è in emergenza. L’Europa con le sue regole deve capirlo.

Ma anche noi dobbiamo capire bene.

Infatti, corollario del messaggio è: altro che immaginare per il nuovo anno una manovra di bilancio dal sapore elettorale. Anziché a qualsiasi forma di mance elettorali, ma anche di aiutini – magari giustificati, ma solo dal momento e comunque senza futuro, – gli italiani dovranno prepararsi a sacrifici.

Questa la premessa per una mia stringatissima conclusione.

Il Governo faccia il suo mestiere, certo. Che consiste nel programmare l’uscita dalla crisi senza accettare, dovunque sia possibile, la politica delle toppe ai buchi che si stanno creando.

Ma l’opposizione capisca che sparare nel mucchio, contestare qualsiasi cosa faccia il Governo senza controproposte compatibili con le situazioni che viviamo, al solo scopo di fare propaganda “contro”, non serve a nulla.

Anzi, ci fa correre un rischio: che il Governo decida di ignorare gli avvisi di pericolo, accetti queste proposte anche se populiste e ne aggiunga magari di proprie, si faccia “bello” con il “popolo” e poi lasci a chi – l’odierna opposizione – diventerà nuovo Governo il compito di cercare un filo di speranza di vita tra le macerie che si saranno create.

Per quel poco che potrò, dirò senza alcuna remora del mio giudizio sulla impraticabilità e le strumentalità delle proposte che sento affacciarsi sul tavolo: alcune vere e proprie cretinerie. E spero di poter, invece, plaudire a qualcosa di intelligente. Che sarebbe un viatico per il futuro.

Autore

  • Giuseppe Augieri

    Giuseppe Augieri, laureato in Economia e Commercio, Master alla SdA Bocconi, ha seguito corsi di alta formazione in statistica ed econometria. Progettista impianti, impiegato tecnico ENEL, Segretario Generale UIL – Energia, proprietario ed editore del giornale della Federazione, team leader dello start-up della società ENEL di formazione. Già Responsabile di analisi e controllo gestione di un'importante azienda e amministratore delegato di una sua costola internazionale.

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