Home Politica estera G 20, ALLA RICERCA DI UNA DIFFICILE SINTESI UNITARIA

G 20, ALLA RICERCA DI UNA DIFFICILE SINTESI UNITARIA

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di Sergio Restelli

G20 di New Delhi ha raggiunto un accordo sulla dichiarazione finale, ma ha evitato di condannare apertamente l’invasione russa dell’Ucraina.
La dichiarazione finale non parla di Ucraina ma condanna “le aggressioni all’integrità territoriale degli Stati”. Stretta di mano tra Biden e Bin Salman Arabia Saudita, India Brasile e Sudafrica hanno accettato il testo, e l’operazione di Biden isolare i due grandi assenti dal vertice, ossia Putin e Xi, sembra aver funzionato e anche se non condanna apertamente l’invasione russa dell’Ucraina, che sarebbe stato impossibile visto che Mosca è al tavolo del vertice, critica tutto quanto il Cremlino ha fatto finora contro Kiev.

Lo ha annunciato il premier indiano Modi, dopo un difficile negoziato che ha rischiato fino all’ultimo di fallire. Il testo ammonisce che «tutti gli Stati devono agire in modo coerente con gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite nella sua interezza». Questo è il primo punto dei piani di pace annunciati o pensati dalla stessa Ucraina e dagli Usa, che accusano Putin di aver violato le norme fondamentali dell’Onu. Quindi il documento aggiunge che «tutti gli Stati devono astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza, per cercare di acquisire territori contro l’integrità territoriale e la sovranità o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato».

Il testo critica le azioni russe contro l’integrità territoriale di altri stati e richiama tutti gli stati a rispettare il diritto internazionale. Questo solleva le questioni riguardanti l’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina, che è stata una preoccupazione costante nelle discussioni del vertice. Importante è l’isolamento di Putin e Xi Jinping da parte di Biden e Modi.  India, Brasile e Sudafrica hanno accettato il testo della dichiarazione finale, il che dimostra che gli sforzi degli Stati Uniti per isolare Russia e Cina sembrano aver avuto successo.

Un altro sviluppo significativo è l’avvio del progetto del grande corridoio ferroviario e navale dall’India all’Europa, passando per Arabia Saudita e Israele. Questo progetto mira a offrire un’alternativa alla Cina nella promozione dello sviluppo delle infrastrutture globali, ma gli Stati Uniti hanno enfatizzato che non è un’operazione anti-Cina. Tuttavia, questa mossa è chiaramente parte degli sforzi per bilanciare l’influenza cinese.

Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano, ha affrontato varie questioni internazionali durante il G20. L’Italia sta cercando di modificare l’accordo sulla Via della Seta con la Cina e sta cercando di rafforzare i legami con gli Stati Uniti e altri partner globali. Infine, la dichiarazione finale del G20 a New Delhi riflette le tensioni globali, in particolare riguardo all’Ucraina e alla crescente competizione tra Stati Uniti e Cina per l’influenza globale. Questi sviluppi avranno sicuramente un impatto sulle dinamiche geopolitiche future.

Nel corso dell’incontro si sono rivelate ulteriori tensioni globali riguardo all’Ucraina e alla posizione della Russia nel contesto internazionale. La dichiarazione finale, nonostante non abbia condannato direttamente l’invasione russa, ha evidenziato la preoccupazione per le azioni della Russia contro l’integrità territoriale degli stati, riaffermando l’importanza del rispetto del diritto internazionale. Questo ha posto l’Ucraina al centro delle discussioni, poiché gli Stati Uniti e i loro alleati cercano di controbilanciare l’espansionismo russo.

L’iniziativa del grande corridoio ferroviario e navale dall’India all’Europa, attraverso l’Arabia Saudita e Israele, rappresenta un passo significativo nella rivalità tra Stati Uniti e Cina. Mentre gli Stati Uniti cercano di offrire un’alternativa alla Cina per lo sviluppo delle infrastrutture globali, insistono sul fatto che non sia un’operazione anti-Cina. Tuttavia, questa mossa è chiaramente un tentativo di competere con la Cina nella promozione dello sviluppo economico e delle infrastrutture su scala globale.

L’iniziativa del grande corridoio ferroviario e navale dall’India all’Europa, attraverso l’Arabia Saudita e Israele, rappresenta un passo significativo nella rivalità tra Stati Uniti e Cina. Mentre gli Stati Uniti cercano di offrire un’alternativa alla Cina per lo sviluppo delle infrastrutture globali, insistono sul fatto che non sia un’operazione anti-Cina. Tuttavia, questa mossa è chiaramente un tentativo di competere con la Cina nella promozione dello sviluppo economico e delle infrastrutture su scala globale.

Giorgia Meloni sta cercando di rafforzare i legami internazionali del nostro paese, in particolare con gli Stati Uniti, cerca anche di
modificare l’accordo sulla Via della Seta con la Cina. Questo rappresenta un cambiamento di politica estera significativo e indica il desiderio dell’Italia di allinearsi con gli alleati occidentali.Un ultimo sforzo Giorgia Meloni l’ha compiuto per ottenere una vittoria in una partita sfavorevole.

La premier italiana ha cercato di convincere i suoi colleghi europei all’interno del G20 a sostenere la candidatura dell’ex ministro dell’Economia, Daniele Franco, per la guida della Banca europea degli investimenti (BEI). Tuttavia, Meloni era consapevole fin dall’inizio che questa sarebbe stata una sfida impegnativa, dato che due donne, la danese Margrethe Vestager e la ministra spagnola dell’Economia Nadia Calviňo, sono favorite per la presidenza de lla BEI,e Vestager aveva temporaneamente lasciato il ruolo di commissario europeo alla concorrenza per concorrere a questa posizione.

Inoltre, nelle settimane precedenti si era diffusa l’ipotesi che Daniele Franco potesse essere “dirottato” verso il consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE), al posto di Fabio Panetta, nominato governatore di Bankitalia. Tuttavia, dopo un colloquio tra il ministro Giancarlo Giorgetti e Franco, è stata confermata la candidatura di Franco alla BEI. Nel frattempo, il governo italiano ha designato Piero Cipollone, vice direttore generale della Banca d’Italia, per il ruolo precedentemente occupato da Panetta.

Questi sviluppi hanno evidenziato le difficoltà dell’Italia nel guadagnare posizioni di rilievo nelle istituzioni economiche europee. La competizione per i ruoli di leadership in queste istituzioni è stata sfavorevole per l’Italia, e questo potrebbe tradursi nell’assenza del tricolore italiano in posizioni di rilievo nelle autorità economiche europee. Va notato che questa situazione non è un fenomeno recente, ma è iniziata prima dell’insediamento del governo Meloni. Tuttavia, è emerso che l’attuale esecutivo non è stato in grado di migliorare la costruzionedi  relazioni efficaci per promuovere le nomine italiane in queste istituzioni. Ciò solleva importanti questioni sul ruolo dell’Italia nella politica economica europea e sulla sua influenza nelle dinamiche europee.

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