Home Politica DISINFESTARE L’ITALIA DALL’INFLUENZA DI SOROS

DISINFESTARE L’ITALIA DALL’INFLUENZA DI SOROS

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La disinfestazione del Bel Paese dall’influenza di Soros e di tutti coloro che appartengono alla cupola finanziaria speculativa che voleva, vuole, vorrebbe, tenta in ogni modo di reintrodurre il feudalesimo in questo Occidente ormai morente per mancanza di cervello, è una sanificazione necessaria per evitare, con la fine della civiltà occidentale, anche di quel che resta dell’umanità, della democrazia e della libertà.

L’indagine condotta da Adnkronos sui contributi economici di Agenda, dati a esponenti del Pd, i cui nomi ormai sono troppo noti (ne hanno parlato molti giornali) perché li debba ripetere, fa capire come ci sia una tela del ragno che va spazzata via, prima che il ragno ci stritoli.

‘Agenda’, è una fondazione no profit, fondata nel 2022, dall’ambientalista americana ed ex guru elettorale di Barack Obama, Jessica Shearer, con sede a Roma e finanziata con oltre un milione di euro tra il 2022 e il 2023 dalla Democracy & Pluralism, fondazione svedese vicina al magnate ungherese George Soros.

Non appena uscita la notizia Agenda ha smentito i legami con Soros, ma il dibattito politico si è infiammato dopo le rivelazioni dell’Adnkronos, che parla di finanziamenti arrivati dalla Svezia da ambienti vicini al noto George Soros alla fondazione fondata da Jessica Shearer.

Tutto avviene formalmente nel rispetto delle procedure, niente di illegale, ma mette in luce la ragnatela entro la quale siamo avvolti e in evidenza la colonizzazione del Pd da parte della cordata clintonian-obamiana della quale è parte anche la segretaria Elly Schlein.

Al momento della sua elezione da “El País” al “Guardian”, dallo “Spiegel” alla “Ap”, tutti i media internazionali ricordarono la sua esperienza nella campagna dell’ex leader della Casa Bianca.

Elly Schlein compare in una mappatura fatta da KumquatConsult per Open Society European Policy Institute.

In esordio di presentazione della mappatura si legge: “Questa mappatura fornisce all’Open Society European Policy Institute e alla rete Open Society informazioni sui membri dell’ottavo Parlamento europeo che potrebbero sostenere i valori della società aperta durante la legislatura 2014-2019”.

Anche in questo caso niente di illegale, ma significativo di una ragnatela politica che gira attorno a Soros e al Clan Clinton-Obama, ossia ad un mondo che ha prodotto, in tutti questi anni, ideologie come il green, la fuffa climatica, il woke.

Spulciando la lista dei ’contributi’ percepiti dai partiti tra il 2022 e il 2023 e resi pubblici in base alla cosiddetta legge spazza-corrotti sul sito Parlamento.it, riporta Adnkronos, balza agli occhi il finanziamento record di 1 milione e 75mila euro diviso in due tranche (la prima di 800mila euro, il 19 agosto di due anni fa, e la seconda di 275mila euro, il 6 ottobre scorso) ricevuto dall’associazione ’Agenda’ con sede a Roma, fondata, come s’è detto, dall’ambientalista americana Jessica Shearer e da alcune esponenti del Pd.

In base alle risultanze (ovvero, l’elenco delle erogazioni ai partiti politici iscritti nel registro nazionale), si scopre che a staccare i due assegni a favore di questa associazione creata nel 2022 (come certificato dall’atto costitutivo firmato davanti al notaio di Civitavecchia Gianfranco Capocasale il 13 luglio e registrato cinque giorni dopo), è stata una fondazione svedese, la ’Demokrati Pluralism Stiftelsen’ (Democracy & Pluralism in inglese), guidata dall’imprenditore Daniel Sachs, vice chair della Open Society, fondazione che fa capo al magnate George Soros. Secondo quanto riportato nell’elenco delle donazioni, la fondazione svedese ha finanziato l’associazione ’Agenda’ nel 2022 e 2023 con oltre un milione di euro.

Sempre in tema di ingerenze, anche si altro tenore, va segnalata la lettera, riportata dall’Indipendente, di Yehoshua Bubola Lévy de Rothschild, ereditiera dell’omonima famiglia, inviata tramite la propria fondazione all’Università La Sapienza per fare pressioni sui membri del Senato accademico affinché non approvassero la mozione che chiedeva lo stop al bando di cooperazione accademica con Israele, come richiesto dagli studenti.

La lettera è stata rivelata da alcuni professori e al suo interno, pur in linguaggio formalmente cordiale e misurato, si avvisa che la mancata collaborazione con le università israeliane comporterebbe una diminuzione del rating internazionale della Sapienza e quindi «un evidente danno significativo» per l’ateneo romano.

Nessun commento in merito è arrivato dalla rettrice, Antonella Polimeni, tuttavia va annotato come, mercoledì 17 aprile, il Senato accademico abbia votato nel senso desiderato dalla fondazione Rothschild, confermando la cooperazione con le università israeliane.

Detto che il Senato accademico ha fatto benissimo a votare per la prosecuzione dei rapporti con le università israeliane e che chi vuole politicizzare i rapporti tra le università compie un errore madornale, non si capisce per quale motivo la fondazione Rothschild faccia pressioni su un’università italiana.

E’ora di chiudere la fase dei banchieri e delle loro fondazioni che si sovrappongono alla politica ed è altrettanto ora di riportare al centro di questo Occidente in decadimento fisico e cerebrale la politica, la democrazia, la partecipazione, disinfestandolo da un’oppressione che in questi ultimi decenni ha causato la quasi morte per asfissia della civiltà occidentale.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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