Home Opinioni UNIFIL NEI FATTI DISARMATA A COSA SERVE?

UNIFIL NEI FATTI DISARMATA A COSA SERVE?

0

di Mauro Del Bue

Ho già condannato l’uso delle armi contro tre postazioni Onu nel territorio libanese, due delle quali di italiani e lodato il ministro Crosetto per la decisa e dignitosa reazione del governo italiano, compresa quella di non poter ricevere ordini da Israele su dove posizionarsi.

Rimettiamo le cose a posto dall’inizio. Cioè dagli obiettivi della missione Unifil nel territorio libanese confinante con Israele. La missione Unifil risale alla fine degli anni settanta, e aveva il compito di garantire la pace tra i due contendenti, Israele, che l’aveva invasa per circa 20 chilometri, e l’Olp (fu Craxi a convincere Arafat a smettere la lotta armata) che continuava a sparare contro Israele. La missione fu più volte rinnovata e ad essa partecipano 1000 italiani, seconda forza di interposizione dopo quella indonesiana, 1200.

L’ultima mozione Onu fu la 1701 del 2006 che aveva il compito di disarmare la zona ormai completamente controllata da Hezbollah. Vi é da dire che la missione era di pace e poteva solo far uso di armi in caso di difesa e che l’unico abilitato a sparare era l’esercito libanese praticamente inesistente. Dunque, diciamolo chiaro, questa missione non é mai stata in grado di ripulire la zona dai terroristi di Hezbollah che infatti hanno continuato dai confini con Israele a sparare missili, ferendo e uccidendo civili e costringendo circa 65mila persone ad abbandonare la regione di confine.

Solo ieri l’altro un drone ha bucato lo scudo israeliano, che ha permesso di evitare tutte le stragi, comprese quelle dei missili inviati dall’Iran, ha colpito la base di Bymanina, presso Haifa, uccidendo diversi soldati e ferendone altri. Io non capisco cosa ci faccia ancora la missione Unifil in quel territorio di guerra, anche se le missioni Onu vanno sempre salvaguardate e l’attacco di Israele va certamente condannato.

Una missione di pace in un territorio di guerra é simile alla condizione di quel detto di Anatole France in base al quale “in mezzo non ci si sta se non per prendere le sassate della rivoluzione e le fucilate dell’ordine”.  Qui sono droni e missili che seminano morte. Può la missione Onu far finire lo sganciamento dei droni di Hezbollah verso Israele e può convincere Israele a non rispondere? In buona sostanza, se non può, cosa ci sta a fare? Forse per testimoniare che in quel mondo di morte c’e gente che lavora per la pace. Ma lavora come ? Un simbolo soltanto, certo, un’oasi che si deve e si può rispettare. Non di più.

Autore

  • Mauro Del Bue

    Mauro Del Bue

    Mauro Del Bue, politico, giornalista e storico italiano. Già deputato del PSI e del Nuovo PSI, è stato Sottosegretario al Ministero delle infrastrutture nel Governo Berlusconi III. Nel 2007 è stato uno dei principali protagonisti della rinascita del PSI. Dal 2013 al 2022 ha diretto la versione online de L'Avanti!. Dal 2023 dirige il quotidiano online La Giustizia.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui