
di Giuseppe Augieri
Difficile mettere assieme una tale sequela di demagogie, spacciate per “indignazione” – con annesso ritornello di “al lupo al lupo” – parlando di una questione molto seria quale quella dell’ordine pubblico. E’ la convinzione che mi sono fatta leggendo alcuni articoli di giornale rinvenuti sui social. Il problema è di una serietà assoluta ed è anche – e su questo condivido l’osservazione – il segno della deriva politica in atto. Ma, al contrario di quanto sostenuto da questi articoli, non tanto nella deriva a destra quanto nella incapacità di giudizi di chi pensa di fare opposizione e fa invece graditi regali alla maggioranza.
Mi riferisco al “decreto sicurezza”. Leggo: «DDL 1660 = criminalizzare qualsiasi forma di dissenso» come titolano alcuni giornali e molti social. Anche leggendo approfonditamente il ddl per ora passato solo alla Camera, a me sembra che nessuna forma di dissenso legittimo – nel senso di consentito dalle vigenti leggi – viene toccato. Ma il problema è proprio qui: accettare che sia consentito dalle leggi significa soggiacere all’autorità dello Stato. Che non viene riconosciuto.
Il “bello” infatti viene dall’analisi del testo fatta dagli autori. «In questo DDL l’unica “Sicurezza” tutelata resta dunque quella dello Stato»: poiché infatti viviamo una rivoluzione, (che si fa ovviamente sui divani e dietro le scrivanie, con pausa per il pranzo garantita) la sicurezza dello Stato è da tenere in considerazione molto relativa, limitata per garantire altre sicurezze che evidentemente (e se no che rivoluzione sarebbe) valgono più dello Stato. Che è di fatto il nemico, specie se il Governo non è del segno che si preferisce. E quest’ultima affermazione esce dal campo dell’ironia che ho utilizzata: e diventa sarcasmo. Mi fa paura.
Tra le “sicurezze” messe in forse vi sono il “diritto al blocco stradale”, il “diritto di occupazione abusiva”, il “diritto alla rivolta” in carcere o nei CPR, il “diritto a comprendere, nelle dazioni statali, le SIM per chi non ha reddito, ma solo se si è immigrato irregolare”: tutti “diritti” che sono alla base della richiesta italiana di far governare la destra proprio per vietarle. E non averlo capito sinora è davvero stupefacente.
E poi vi sono le concessioni fatte alla forze di polizia, quei lavoratori che non hanno capito come mai, a giorni alterni, da lavoratori degni di tutele diventano strumento di repressione quando lavorano ed eseguono ordini che sono quelli per il rispetto di leggi vigenti. E ci risiamo con il termine “leggi”. Orpelli.
In questo modo l’attenzione verso la parte di normativa davvero pericolosa, e comunque da affrontare diversamente da come previsto, si perde quasi del tutto: l’inquinamento di accuse da parte dei “difensori contro la destra” per questioni come quelle citate, che sono invece indifendibili, rende facile scivolare nel “dicono solo fesserie”, anche se nel merito non è vero del tutto. E la gente volta pagina. E tutti noi perdiamo un’altra occasione.





