
Sergio Marchionne lascia il mondo terreno il 25 luglio 2018. Figlio di un Maresciallo dei Carabinieri, come lo era Enrico Mattei e qualche “altro” ancora in circolazione in Italia, la settimana prima della Sua morte aveva consegnato al Comando Generale dell’Arma i primi prototipi della Jeep con le insegne della Benemerita. Resta un esempio di “Imprenditore” per la Sua lungimiranza,competenza e dedizione al lavoro. Restano agli “atti” i suoi forti dubbi circa la famigerata economia green, e fu inusuale la pronta tempestività ove fu convocata l’assemblea dei soci dopo l’infausto evento.Oggi si scriverà di Stellantis, come solita vicenda italiana.Stellantis N.V. è una holding internazionale con sede legale ad Amsterdam, ottenendo tutti i benefici fiscali consentiti circa le tassazioni sugli utili prodotti in tutto il mondo, mallevando la holding dei fastidi prodotti e subiti da buona parte dei cittadini italiani a causa dellla Agenzia delle Entrate Riscossioni.Stellantis fattura miliardi ed è tra i principali produttori al mondo di autoveicoli. La quota del 14% di Stellantis è in capo alla Exor (fonte Il Sole 24 Ore), che controlla anche la GEDI Gruppo Editoriale S.p.A: che controlla a sua volta testate come La Repubblica e La Stampa tanto per non farsi mancare nulla.La Exor trova natali nella famiglia Agnelli i cui lasciti oggi sono in dote a Lapo Elkann.In questo groviglio di partecipazioni e partecipate ci troviamo di fronta alla notizia delle dimissioni, in Stellantis, di Carlos Tavares, con conseguente crollo in Borsa dei titoli azionari di riferimento, oltre alle polemiche su reali o presunte cifre da capogiro circa la sua liquidazione.I giornalai “sinistrati” rilasciano comunicati da libro “Cuore”, i sindacalisti alla Landini emettono “grida manzoniane” dimenticando i decenni di sonnolenza sotto coltri di stipendi faraonici assicurati dai governi di centro sinistra, e nella buona sostanza, trattasi dell’ennesima sceneggiata all’italiana ove vi è chi ha preso i soldi (dello Stato Italiano ndr) e poi non ha fatto nulla per occupazione e produzione per questo Paese.Patetiche le richieste di udienze parlamentari per chi, alla meglio, dovrebbe essere convocato presso la locale sezione di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza e tenuto a verbale da un competente maresciallone che può mettere in fila per 3 con il resto di 2 divisioni quadrinate di esperti di intelligence economica.Non succederà nulla e niente. Non succede da oltre 50 anni nulla che possa compensare la distruzione di un tessuto economico che ha visto in passato l’Italia ai vertici dei Paesi Industriali al Mondo.Le cose, in ogni caso , cambiano sempre per spinte dall’esterno e dall’estero. E’ venuto meno il potere DEM statunitense con la caduta dei birilli, o come scrive il nostro direttore SIlvano Danesi, la caduta degli dei. che avrà conseguenze anche da noi.Anche la vicenda Unicredit con la sua OPS su BPM nel risiko finanziario potrebbe essere inquadrata in tale contesto, ma è vicenda troppo elaborata per menti che tutto sono tranne che raffinate e concentrate su vacanze natalizie e viaggi esotici ed erotici all’estero.L’Italia è finita il 27 ottobre del 1962 con la morte di Enrico Mattei, ha avuto un supplemento con la morte di Sergio Marchionne il 25 luglio 2018, nel mezzo abbiamo avuto la distruzione dell’IRI e la svendita al bazar europeo ed internazionale dei gioielli di famiglia.Rimane uno Stato costoso, inefficinte,compromesso in ogni suo ganglo ed aspetto, una politica che non riesce neanche a sostituire un usciere di qualsiasi ministero, ma alla fine l’importante è pensare al Natale.Restano i figli dei Marescialli dei Carabinieri, e ci dicono che come tutti i Carabinieri, quelli veri e non da barzelletta, hanno memoria.
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