Home Opinioni ALLA RICERCA DEL SANTO GRAAL IN UN MONDO SMARRITO

ALLA RICERCA DEL SANTO GRAAL IN UN MONDO SMARRITO

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di Savino di Scanno

Nell’oscurità quotidiana, ove stupidità ed ignoranza dotta ammantano le desolate giornate del popolo italico, angustiato ed oppresso da una pubblica amministrazione corrotta ed inefficace in ogni forma di espressione, da costumi imbarbariti da oscenità insopportabili, attribuibili agli abomini del pensiero unico o della dottrina woke, di cui si è stanchi di ripetere come inutile litania, sembra smarrito l’orientamento del vivere civile, dell’interpretare le regole sociali più elementari ove la fedeltà è una eccezione ed il tradimento una costante comportamentale.

Da ingenui è attendersi soccorso dalla politica, grande circo Barnum, quindi si può ricercare nella letteratura, nel mito, nella Fede una sorta di salvagente, in questa deriva intellettuale.

Girovagando nella libreria di casa ho ritrovato qualcosa di affascinante che introduce provocatoriamente il tema dell’articolo titolato appunto  “Alla ricerca del Santo Graal”.

Secondo il mito il “Graal” è il “Calice utilizzato nell’Ultima Cena”, ovvero il Calice ove Giuseppe di Arimatea raccolse il “Sangue Reale” di Nostro Signore Gesù Cristo, quando sgorgò dal suo costato colpito dalla lancia di Longino.

Riguardo la tematica del Graal sono stato stati scritti migliaia libri e pubblicazioni, che certamente è impossibile elencare in un articolo.

Possiamo verosimilmente scrivere che il primario significato del Graal è la ricerca del Divino, come scriveva Etienne Gilson “la ricerca del Santo Graal è la ricerca dei Segreti di Dio, inconoscibili senza la Grazia”.

Ma anche la ricerca iniziatica si interessa del Graal come rinvenibile negli scritti di René Guenon.

Troviamo il Graal nel “Perceval ou le conte du Graal” di Chretien de Troyes” del XII secolo.

La mitologia anglosassone, nella saga di Re Artù attribuisce la ricerca del Graal come impegno di un giovane cavaliere, un cavaliere “puro” come Parsifal che rinnova, trovandolo, la dinastia del trono ormai immonda e pregiudicata dal vizio e dal tradimento.

Ma come possiamo attualizzare, in termini di idealità, ai giorni nostri in una società laica questo significato?

Proviamo a proporre qualche riflessione. 

Possiamo pensare che il Graal smarrito e di cui si va alla ricerca è il principio di Libertà nella Democrazia, eredità unica del pensiero occidentale. Significa che abbiamo perso questo sentimento che deriva da ben due guerre mondiali del ‘900, infangato da ultimi 30 anni di perenne abbandono del rispetto dei principi del Diritto utilizzato come maglio nelle lotte di potere divenendo sopruso, sostituendo il dominio della finanza alla cultura del lavoro e dell’economia, violando i principi del merito e delle competenze, sostituendo il sentimento al consumismo anche riferito all’amore, ormai declassato a sesso. Si è smarrito il senso della educazione scolastica con le menzogne delle connessioni su internet, ove si acclamano sedicenti influencer, ignoranti come capre e ciucci, considerati come esempi da seguire alle giovani generazioni.

Troppi gli esempi da proporre ma ad un certo punto bisogna fermarsi. Se è vero che non spetta a noi giudicare, è anche giusto “non accettare” ciò che non ci appartienee  ciò che ci disturba, ponendo fuori dalle nostre vite persone e modelli sociali, che non si condividono e dei quali  è tutto da dimostrare la validità ed efficacia.

Tornando al mito sarebbe necessario trovare un novello Parsifal, ma ciò è nei fatti impossibile.

Spetta ad ognuno di noi agire con comportamenti rispettosi di leggi e regolamenti, soprattutto specie quando questi vengono calpestati nell’indecoroso e costante “8 settembre” quotidiano.

Spetta ad ognuno di noi scegliere le persone con cui condividere le nostre battaglie, abbandonando al disprezzo del silenzio chi ci ha ingannato e tradito.

Spetta a noi, nel rispetto delle varie sensibilità e culture, ricercare il nostro “Santo Graal” con la certezza che il male non prevarrà.

Autore

  • Redazione

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