
di Ugo Busatti
Secondo Stefano Ciafani presidente nazionale di Legambiente, “é’ una fake news dire che il Green Deal possa provocare danni economici a livello europeo e all’attività agricola italiana. Ciò che chiede l’Europa è esattamente ciò di cui l’agricoltura ha bisogno per poter sopravvivere”. Io penso esattamente il contrario.
Ma cosa é questo Green Deal? Il progetto normativo ha lo scopo di “favorire una transizione equa e giusta verso un’economia sostenibile e con impatto ambientale zero in tutti i Paesi membri.”
Quando si vede la politica usare gli aggettivi “equo e giusto” o si riferiscono ad una delle tante guerre che vanno in giro per il mondo a fare, o la preparazione ad una orgia di regali per gli imprenditori.
E qui stiamo parlando di mille miliardi.
Che non andranno a curare i cittadini europei senza denti (faccio sempre questo esempio per renderlo sistemico, un cittadino senza denti per mangiare é un oltraggio) ma andranno agli imprenditori sotto forma di regali per fare nuovi investimenti (noi paghiamo, lui guadagna, come la cassa integrazione) o di bonus per comperare, comperare, comperare al grido di viva l’ambiente.
Vogliamo, giustamente, un ambiente piú pulito? Allora cominciamo a fare leggi che determinano i criteri di costruzione degli edifici. I soldi ce li metteranno i nuovi proprietari. Dobbiamo ricondizionare i vecchi? Se effettivamente ci sará un risparmio, come dovrebbe essere, si tratterá di trovare una formula di finanziamento bancario conveniente per tutti. Perché la collettivitá deve regalare i soldi a chi si rifá la casa? Volete auto piú pulite? Lasciate perdere la mania delle elettriche che hanno tanti problemi connessi, e fate leggi che obblighino i produttori a fare auto meno inquinanti. Anche con i motori endotermici. Oggi é possibile. L’agricoltura? Si stanno mettendo troppi paletti per favorire i grandi gruppi, la grande distribuzione, e tutti coloro che mangiano sulla pelle degli agricoltori. Favorite la rinascita dei mercati generali locali, molto diffusi, e dei negozi che possano smerciare prodotti freschi e buoni come una volta, e non sanpietrini da tirare in testa alle suocere. E riportiamo i prezzi ad un livello dove tutti guadagnino il giusto: l’agricoltore che produce, il negoziante che vende, ed il consumatore che finalmente ritorna ad avere prodotti freschi e buoni a prezzi decenti. Basta con questa moda del “bio” che fa diventare un chilo di zucchine un prodotto da gioielliere.
Ed i mille miliardi, diamoli ai dentisti che rimettono i denti a chi non li ha….





