Home Opinioni A PROPOSITO DI RICCARDO LOMBARDI

A PROPOSITO DI RICCARDO LOMBARDI

0
Greta e il bambino

di Raffaele Romano

Giorni fa sono stato invitato a partecipare, senza poter intervenire, ad un convegno per la presentazione di un libro “Tre interventi per tre stagioni. Dall’azionismo al socialismo critico” tre interventi di Riccardo Lombardi a cura di Jacopo Perazzoli, un ricercatore a tempo determinato in storia contemporanea presso l’Università di Bergamo. In sintesi il volume raccoglie tre dei più significativi, almeno per il curatore, interventi di Riccardo Lombardi. Il primo sul Partito d’AzioneCos’è e cosa vuole” opuscolo pubblicato nel dicembre ‘43, in cui presenta la novità e il programma del Partito d’Azione, antifascista, socialista liberale, democratico e repubblicano, in sintesi un purpuri di varie idee. Il secondoPer una società diversamente ricca”, dove quel diversamente ricca è difficile da comprendere in un intervento pronunciato a Torino il primo maggio 1967, nel pieno dell’esperienza dell’unificazione PSI-PSDI, dove riafferma lo scopo principale dell’azione politica socialista: “la costituzione di una società più ricca perché diversamente ricca” in quanto fondata su consumi non indotti dalle esigenze del capitalismo e se non dal capitalismo: da chi? Il terzo nel marzo ‘81, il discorso di Piacenza raffigura il tentativo di Lombardi di posizionarsi rispetto a Bettino Craxi, segretario del PSI, rilanciando ancora “l’alternativa di sinistra” che non era voluta dal Pci che ancora vagheggiava di un compromesso storico sognato oltre alla sostanziale indifferenza dal Pri al Psdi.

Che il personaggio meritasse un saggio è fuor di dubbio ma soffermarsi su discorsi o interventi non mi sembra, secondo il mio punto di vista, infatti si distinse nel governo di centro sinistra per l’aumento delle pensioni di circa il 30%, l’avvio di un’opera di urbanizzazione dell’Italia, tramite l’esproprio generale di terre ai Comuni, la nazionalizzazione dell’energia elettrica e la nascita dell’ENEL, l’istituzione della scuola media unica e l’elevazione dell’obbligo scolastico a 14 anni di età senza dimenticare la riduzione della leva militare obbligatoria da 18 a 15 mesi. Nel luglio del 1964 “la corrente lombardiana” da lui guidata decise di non entrare nel secondo governo Moro, denunciando l’involuzione conservatrice della politica del centro-sinistra, in particolare a seguito del rifiuto della DC a realizzare una vera riforma urbanistica. Politicamente e storicamente un errore poiché al “riformismo” quando ci si crede fino in fondo obbliga a rimane all’interno del sistema dove “solo gradualmente” si può cambiare e non sbattendo la porta perché non si è fatto “tutto e subito” solita tendenza massimalista. Per lui la costruzione di una vera alternativa di sinistra, doveva porre il PSI quale forza politica capace di sfidare da sinistra tanto la DC, quanto il Pci. Ma ciò era un sogno che cozzava contro la “realtà politica” di quel periodo dove comunisti e democristiani, insieme, avevano oltre il 73% dei consensi per cui sfidarli entrambi e prendersi una leadership era, a dir poco, irrealistico.

Ad un attento esame storico che, come ha insegnato il professor Renzo De Felice deve basarsi su documenti, il Lombardi aveva inciampato già altre volte. Come nel 1949 dove non si avvide della “penetrazione” del Pci col principio togliattiano della doppia tessera. Come risulta dalla documentazione agli atti subito dopo la scissione di Palazzo Barberini nella riunione del 19 gennaio del 1947 la direzione comunista, su proposta del segretario Palmiro Togliatti, fece approvare un provvedimento che prevedeva l’introduzione della “doppia tessera” come strumento di controllo e guida del Psi: “ove il Psi è più forte, si accettino nel partito quei socialisti che desiderano venire……. Non parlare di federazione; nei fatti essa esiste già con il patto di unità d’azione. È favorevole alla doppia tessera; essa serve ad impegnare di più quegli elementi che ci sono già vicini. Per il momento la sua ampiezza può essere limitata, ma successivamente dovrebbe essere sviluppata” dai verbali della direzione tra il V e il VI Congresso 1946-1948 editori Riuniti Roma 1992 a pagina 321. La direzione comunista approvò la proposta e, a seguito dei malumori da parte di diversi socialisti dopo la sconfitta elettorale del 1948, il Pci aumentò lo sforzo di penetrazione nel Psi, allo scopo dichiarato di “organizzare una frazione (corrente n.d.a.) di sinistra, anche con aiuti materiali” anche questo riportato dai Verbali del 24-25 maggio 1948 da Gozzini e Martinelli nella “Storia del Partito comunista italiano. Dall’attentato a Togliatti all’VIII congresso” Torino, Einaudi 1998 pag. 60-61.

Nonostante tutti questi sforzi a Genova, dove si tenne il 27° Congresso del Psi, l’ala autonoma dal Psi prevalse facendo approvare l’accettazione del Piano Marshall e la distinzione netta fra gli interessi della classe operaia italiana e quella dell’URSS. A capitanare l’intera operazione furono Lombardi, Jacometti e Santi che governarono il partito fino al successivo congresso socialista tenutosi a Firenze nel maggio del 1949 che, con forti finanziamenti sovietici, sovvertì il risultato di Genova e fece prevalere Pietro Nenni col 51% dei voti. L’ambasciatore Kostylev telegrafò a Mosca ciò che Agostino Novella, della direzione Pci, gli aveva raccontato: “Novella mi ha informato in maniera confidenziale che il Pci non accetta i nuovi membri provenienti dal Psi; al contrario alla vigilia del congresso del Psi per assicurare la maggioranza dei voti a Nenni, il Pci doveva iscrivere nel Psi migliaia di comunisti o semplicemente comprare la quantità necessaria di tessere socialiste. Molti comunisti sono diventati militanti e dirigenti locali del partito socialista. Dobbiamo avere ad ogni costo una direzione del partito socialista stabile e vicina alla nostra posizione”. Passo tratto da “Togliatti e Stalin” di Aga Rossi e Zaslavsky edizione Il Mulino 2007 nota 22 pag. 387. Con queste operazioni Togliatti portò al guinzaglio Nenni e il Psi fino ai carri armati di Budapest nel 1956. Di tutto ciò Lombardi non si avvide, quanto fosse gravemente accaduto e continuò nella sua ricerca socialista che non si accorse, nemmeno negli anni della riconquistata autonomia, del valore del gradualismo riformista. Nel frattempo la colonia socialista fu totalmente asservita.      

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui