Home Politica A PROPOSITO DI DISINFORMAZIONE: CONTRATTI PFIZER, VIETATO INDAGARE

A PROPOSITO DI DISINFORMAZIONE: CONTRATTI PFIZER, VIETATO INDAGARE

0

 Schema disisnformazione

Giocare d’anticipo val sempre la pena è così, Ursula von der Leyen a Davos ci ha spiegato che la priorità dei prossimi anni è combattere la disinformazione e la misinformazione (capire male le informazioni.

La disinformazione, relativamente a quanto è avvenuto lo scorso 17 gennaio al Parlamento europeo, sarebbe, pertanto, quella di chi vorrebbe la verità sui contratti dei vaccini e chi capisce male è chi continua a volere la trasparenza.

Vale a tutti gli effetti il quaternio che vedremo sempre più applicato da una classe politica ormai in caduta libera di credibilità: disinformazione, misinformazione, censura, omertà.

Ecco: censura e omertà sono i due concetti che la signora Ursula von der Leyen si è dimenticata di aggiungere a disinformazione e misinformazione.

Quanto è accaduto al Parlamento europeo, considerati gli schieramenti in campo, ci fa capire anche per quale motivo ci sia ancora molta reticenza anche a livello nazionale su tutta la partita pandemica.

Vediamo i fatti.

Il Parlamento europeo, lo scorso 17 gennaio, ha votato una risoluzione che dava mandato a Emily O’Reilly, il difensore civico europeo – soggetto, anche detto “ombudsman”, che ha il compito di accogliere i reclami non accolti in prima istanza dal soggetto che eroga un servizio – di pubblicare, senza omissis, i testi degli accordi per le forniture dei vaccini.

La richiesta era declinata secondo una duplice direttiva, nel senso che si chiedeva la divulgazione tanto degli Sms quanto dei contratti stessi. Ebbene, Strasburgo ha bocciato la proposta avanzata dal gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, in cui ricade Fratelli d’Italia.

Nulla di fatto, dunque, sebbene Emily O’Really abbia da sempre criticato in maniera netta la gestione di Sms considerati di importanza rilevante per l’Ue da parte della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.

La vicenda risale all’aprile 2021, allorché il New York Times rivelò che l’intesa per una maxi-fornitura di vaccini tra l’Ue e Pfizer fosse avvenuta sulla base di un sms tra von der Leyen e il ceo dell’azienda farmaceutica.

“L’accesso ai documenti Ue è un diritto fondamentale. Se da un lato si tratta di una materia complessa dall’altro le pratiche della Commissione dovrebbero evolversi, stare al passo con i tempi e modernizzare le loro forme di comunicazione”, aveva dichiarato nel gennaio del 2022 proprio Emily O’Really.

I contratti sono ancora sottochiave, così come i messaggi di chat tra Ursula e Pfizer, debbono rimanere sigillati.

Ecco chi ha “affossato” la risoluzione

Nella votazione sul rilascio, in 349 hanno votato contro. Solo 254 deputati si sono espressi a favore della pubblicazione dei contratti.

I voti contrari alla pubblicazione sono giunti dai gruppi del Ppe, Renew Europe (il partito di Macron ne è la componente principale) e Socialisti e Democratici.

Considerati i numeri, in relazione alle forze politiche italiane, hanno votato “No” Forza Italia, Pd, Italia Viva e Azione.

La tesi della Commissione resta sempre la stessa: delle conversazioni private non vi è più traccia e, non essendo “documenti ufficiali”, non vi era obbligo di conservarle. Il difensore civico europeo, Emily O’Really, sostiene invece che quegli Sms avevano i crismi degli usuali documenti e parla di “mala amministrazione”.

Di seguito il link del Mediatore europeo: https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2024-0035_IT.html

https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2024-0035_EN.html

Al punto 21 si legge: “riconosce l’indagine della Mediatrice sulla mancanza di identificazione e pertanto di valutazione della potenziale divulgazione, da parte della Commissione, dei messaggi di testo scambiati tra la Presidente della Commissione e l’amministratore delegato di un’azienda farmaceutica in merito all’acquisto di un vaccino contro la COVID-19; esprime preoccupazione per il fatto che l’approccio della Commissione abbia costituito cattiva amministrazione; sottolinea che i messaggi di testo e la messaggistica istantanea concernenti il lavoro sono “documenti” ai sensi del regolamento (CE) n. 1049/2001 e che il rispetto di tale principio riveste particolare importanza; accoglie con favore le raccomandazioni della Mediatrice per l’amministrazione dell’UE sulla registrazione di messaggi di testo e messaggistica istantanea concernenti il lavoro; sottolinea l’importanza che le istituzioni dell’UE rispettino appieno tali raccomandazioni al fine di allineare le pratiche dell’amministrazione dell’UE ai moderni metodi di comunicazione; prende atto del fatto che la Commissione abbia risposto che emanerà ulteriori orientamenti sui moderni strumenti di comunicazione, come i messaggi di testo. ;

Al punto 22 si “invita il Consiglio a trarre una lezione dall’indagine della Mediatrice sul suo rifiuto di dare pieno accesso pubblico ai documenti relativi ai negoziati sul progetto di regolamento sui mercati digitali che, nel 2022, ha portato la Mediatrice a concludere che vi è stata cattiva amministrazione; invita il Consiglio ad applicare le più rigorose norme di trasparenza in questi casi, soprattutto quando la Mediatrice ha già individuato problemi in precedenti indagini strategiche riguardanti la trasparenza del suo processo legislativo e del suo processo decisionale durante la crisi della COVID-19; ricorda che la trasparenza è uno dei principi fondamentali sanciti dai trattati dell’UE e che la mancanza di trasparenza rischia di ridurre la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee e nell’UE nel suo complesso.

Un primo squarcio di verità lo aveva dato report il 17 aprile 2021”.

Scriveva report: “L’Unione Europea li ha tenuti nascosti per mesi, prima rifiutandosi di pubblicarli, poi coprendo con una serie di omissis i dati sensibili. Ma Report ne è venuta in possesso e pubblica integralmente i primi contratti per l’acquisto dei vaccini anti-Covid stipulati da Bruxelles a fine 2020 con Pfizer e Moderna, che ancora mancavano all’appello. Sono gli accordi con cui l’Europa ha versato un anticipo di 700 milioni di euro a Pfizer e 318 milioni a Moderna, per prenotare rispettivamente 200 e 80 milioni di dosi”.

Nel link i contratti pubblicati da Report.

https://www.rai.it/dl/doc/2021/04/17/1618676600910_APA%20BioNTech%20Pfizer__.pdf

“I contratti – affermava al tempo Report – rivelano nuovi dettagli interessanti. Ad esempio, il prezzo del vaccino Pfizer. La cifra di 15,50 a dose per il vaccino di Pfizer-Biontech di cui si parla da mesi non è propriamente corretta: quella è soltanto la media fra due prezzi differenti concordati con la casa farmaceutica. L’azienda infatti ha venduto il suo siero a 17,50 euro per i primi 100 milioni di dosi, e 13,50 euro da 100 a 200 milioni di dosi. Poi però il prezzo risale: per tutti gli ordini ulteriori fatti entro 3 mesi dall’autorizzazione concessa da Ema (dunque fino al 21 marzo), si passa a 15,50 euro a dose. Dopo, di nuovo a 17,50 euro. E il prezzo sembra destinato ad aumentare ancora in futuro. Per il momento, però, il primato di vaccino più caro sul mercato resta di Moderna: 18.80 a dose”.

“I contratti – continuava Report – confermano anche che, in caso di danni da effetti collaterali, gli indennizzi ricadranno quasi esclusivamente sugli Stati. Sulle concessioni fatte alle case farmaceutiche in materia di responsabilità civile si discute da mesi in tutta Europa. Ma il testo ribadisce che l’utilizzo “avviene in periodo di condizioni epidemiche e l’amministrazione dei prodotti sarà condotta sotto la sola responsabilità degli Stati membri”. Le case farmaceutiche rispondono soltanto in caso di dolo o di dimostrata violazione delle Good manifacturing practice (le buone pratiche di produzione che tutte le aziende sono tenute a rispettare). I brevetti, invece, restano in mano ai privati, nonostante la manleva e i finanziamenti pubblici”.

Il tema, dunque, è ancora una volta censura e omertà.

 

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui