Come noto, l’11 settembre del 1973 il generale Augusto Pinochet, dava corso al colpo di Stato per porre fine alla positiva esperienza di governo del socialista Salvador Allende, instaurando una feroce dittatura.
Tre giorni dopo dal colpo di Stato, Craxi si recò a Santiago a rendere omaggio al presidente assassinato. Si recò al cimitero e mentre stava per avvicinarsi alla tomba di Allende, fu fermato da un poliziotto che minacciò di sparargli. Sin dal 1972, quando fu eletto vice segretario del PSI e responsabile dei rapporti internazionali del partito, Craxi ha avuto modo di conoscere e stringere amicizia e relazione con i principali leader socialisti d’Europa, come: Willy Brandt (Germania) , Felipe Gonzales (Spagna), Francois Mitterand (Francia), Mario Soares (Portogallo), Michel Rocard (ex primo ministro Francese) e Andrea Papandreu (Grecia).
La carriera politica di Craxi è caratterizzata dal sostegno, anche finanziariamente, di questi partiti socialisti messi al bando dalle dittature dei rispettivi Paesi, come quello spagnolo, portoghese, greco e cileno. In occasione del cinquant’ anni del golpe in Cile, lo storico Gian Biagio Furiozzi, ha ricordato quando Craxi il 16 marzo del 1985, in vista negli Stati Uniti, viene invitato a parlare di fronte al Congresso.
Dopo Alcide De Gasperi, era il secondo presidente del Consiglio italiano che riceveva un tale onore. Lo storico Furiozzi, con un interessante articolo pubblicato su “Mondoperaio”, la rivista mensile fondata da Nenni, descrive i momenti che precedono l’intervento di Craxi, come segue: “Poche ore prima del discorso, l’ambasciatore italiano a Washington, Rinaldo Petrignani, avvicinò il consigliere diplomatico di Craxi, Antonio Badini, chiedendogli di convincere il presidente del Consiglio a togliere dal discorso il passaggio dedicato alla situazione cilena. Craxi non prese neppure in considerazione l’ipotesi di cambiare il suo discorso”.
Il prof. Furiozzi, autorevole docente di storia contemporanea, ricorda anche il pensiero di Antonio Ghirelli, altro consigliere di Craxi, il quale ha sostenuto: “Il pensiero della dittatura di Pinochet è stato costante nella politica estera di Craxi. Quando siamo andati da Reagan per la prima volta, a un certo punto il presidente Craxi gli chiese: ma che intenzione avete di fare con Pinochet? E Reagan disse: perchè, secondo lei si potrebbero fare le elezioni? Craxi rispose: le elezioni politiche no, ma c’è un uomo, che è l’uomo del cardinale, si chiama Frei, a cui il generale Pinochet non può dire di no.
Reagan chiese a Craxi: E allora? E Craxi disse: e allora se si fanno le elezioni presidenziali, Frei vince ed è un primo passo verso la fine di Pinochet. Reagan non rispose nulla, ma pochi anni dopo Frei era presidente del Cile”. Il 25 ottobre del 2009 il Festival del cinemalatino americano di Trieste ha assegnato a Craxi (alla memoria) il “Premio Salvador Allende”, che ogni anno è conferito ad una personalità del mondo culturale, artistico e diplomatico per la sensibilità dimostrata nei confronti della condizione sociale esistente in America latina.
L’11 marzo del 2018, nel piazzale antistante il cimitero generale di Santiago, è stata inaugurata una ” Piazzetta B. Craxi “, a ricordo della visita che egli aveva fatto nel mesi di settembre del 1973 e “come segno di gratitudine” – sta scritto nella lapide – per il sostegno alle battaglie di libertà e di democrazia del popolo cileno fornito dal leader socialista italiano, che anche nei momenti più bui e difficili della recente storia non mancò di aiutare tangibilmente e con atti di grande valore politico e istituzionale la causa cilena”.
Alla cerimonia era presente la senatrice Isabel Allende, presidente del Partito socialista cileno e terza figlia di Salvador Allende. La stessa Isabel Allende, nel gennaio del 2020 accettò di far parte del Comitato d’onore della manifestazione per il 20° anniversario della morte di Craxi e indirizzo a Stefania Craxi, la seguente lettera: “Accetto questa nomina, considerato il vincolo e l’appoggio che il popolo cileno ha ricevuto dal leader socialista italiano durante la dittatura militare che abbiamo patito dall’11 settembre 1973 a l’11 marzo del 1990”.
In Italia ancora si fanno polemiche quando si tratta di dedicare una piazza o una via a Craxi. Craxi aiutò, in maniera consistente, la causa di molti movimenti in lotta per la democrazia: dalla Spagna al Portogallo, dalla Grecia alla Polonia. Ma il suo aiuto al popolo cileno, come sottolinea lo storico Furiozzi ” fu quello più convinto e appassionato”.
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