John Kennet Galbraith, professore universitario di Princeton, Cambridge, Harvard, nel 2004 scrisse uno dei suoi più importanti libri, noto come “L’Economia della Truffa” dove irride alle speculazioni finanziarie vere devastatrici ma al tempo stesso quintessenza delle dinamiche di mercato. Ciò ci permette di commentare un brillante articolo pubblicato oggi sulle pagine culturali del Sole 24 Ore a firma di Luigino Bruni dedicato alla “Bolla delle Società di Consulenza “. Secondo l’ articolo l ‘autore cita alcuni aspetti delle cosiddette attività di consulenza che con i “power point” esprimono “enfatizzazione e outsourcing” delle competenze, traducendo per i seguaci di Platone ed Aristotele solo “aria fritta”. Si scrive, tra l’ altro, che questi consulenti assecondano ed asseverano le scelte degli azionisti delle società di capitali. Bene. Laddove si dovessero trovare le tante origini del dissesto culturale a livello finanziario, e chi scrive, con oltre 30 anni di settore, ne ha viste tante, si racconta quindi la Storia, perché deve essere scritta con la S maiuscola, di una delle più nobili componenti professionali mai operanti in Italia. Napoleone, si proprio il “Corso” nel 1808 fonda a Milano la “Borsa Valori” e crea presso la Camera di Commercio la figura dell'”agente di cambio” come operatore specializzato ad operarvi. Con R.D. L. 222 del 1925 viene riconosciuta a tale figura professionale la veste di “Pubblico Ufficiale” con potestà di autentica di fissati bollati e certificatore di bilanci con “tanto di timbro tondo”. La L. 402 del 1967 istituisce l'”Ordine degli Agenti di Cambio” nobilitando la figura professionale. Ma il mercato ha le sue regole, le sue speculazioni, e non può tollerare le competenze, quelle vere, in specie se i nuovi attori sono quelli “forti”. Nei fatti con la L. 2 gennaio 1991 n. 1 ,nota come legge sulle Società di Intermediazione Mobiliare (SIM) gli agenti di cambio vengono “abrogati” e nel 1992 per evitare fallimenti o chiusure viene imposto loro la trasformazione in predette Società demolendo ogni valenza professionale individuale. Chi scrive ha conosciuto gli agenti di cambio, quelli veri. Non erano brillanti plurilaureati del “nulla” ma erano eleganti Signori con Pipe Dunhill che quando redigevano un bilancio di Società quotate ricevevano gli applausi del Comando Generale della Guardia di Finanza. Cosa è successo dopo è sotto gli occhi di tutti. Le famose società di consulenza a doppio nome sono scomparse o rinominate creando illusioni e sciocchezze contabili. Ma il vero dramma è che se è vero come è vero, come scriveva Umberto Eco nel suo libro sulla Semeiotica, bisognava comprendere i “segni”, ed i segni ed i sintomi di quello che sarebbe accaduto vi erano tutti. Un capitolo a parte lo si dovrebbe scrivere sui Promotori Finanziari, sugli Intermediari puri, ma l’articolo concede la scena solo a loro, la più nobile figura professionale economica che mai abbia calcato il palcoscenico del mercato dei capitali in Italia. Il finale lo hanno scritto le Procure…..per scrivere di ciò che è successo dopo.
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