
di Sergio Restelli
Nell’ultimo trentennio, l’evoluzione delle tecniche di indagine scientifica, come quelle elettroencefalografiche e di neuroimmagine, ha consentito di studiare in modo diretto le funzioni cerebrali superiori negli esseri umani mentre eseguono compiti complessi. Questi compiti includono l’ascolto e la produzione di frasi, calcoli aritmetici, compiti mnemonici e decisioni economiche. Questi avanzamenti hanno dato origine alla disciplina delle “neuroscienze cognitive”, che integra lo studio della mente utilizzando metodologie psicologiche sperimentali con ricerche neurofisiologiche mirate a identificare le strutture cerebrali e i meccanismi coinvolti nelle funzioni cognitive avanzate.Tra queste funzioni, rientrano anche le abilità cognitive-motorie. In passato, si riteneva che il sistema motorio fosse separato da quello cognitivo, ma ricerche recenti hanno dimostrato che le regioni motorie della corteccia cerebrale svolgono un ruolo fondamentale nella nostra comprensione del mondo.
Quando interagiamo con l’ambiente esterno fin dalla nascita, il cervello crea rappresentazioni motorie della realtà esterna, e il nostro movimento diventa una forma di conoscenza.Queste rappresentazioni motorie sono come memorie interne che utilizziamo quando compiamo azioni mirate o le immaginiamo mentalmente. Durante l’immaginazione, le rappresentazioni motorie interne si attivano, come dimostrato dagli studi di neuroimmagine. Le rappresentazioni motorie si sviluppano attraverso l’apprendimento e diventano parte permanente della nostra struttura cerebrale.Uno degli aspetti fondamentali dell’apprendimento è quello “implicito”, che è ampiamente utilizzato in compiti quotidiani e nell’acquisizione di nuove abilità, come sport, danza e musica.
Recentemente, grazie al progresso delle tecniche scientifiche, si è compreso meglio quali aree cerebrali sono coinvolte in questi processi di apprendimento e come si verificano le modificazioni plastiche nel cervello in risposta all’apprendimento.L’apprendimento non è sempre individuale basato sulla prova ed errore. L’imitazione è stata riconosciuta come una forma significativa di apprendimento sociale. La scoperta dei neuroni specchio nel sistema motorio dei primati ha spiegato come funziona l’imitazione: questi neuroni si attivano sia quando osserviamo le azioni altrui sia quando le eseguiamo, consentendoci di comprendere le azioni e le intenzioni degli altri automaticamente, senza riflessione.Gli studi attuali si concentrano su come le caratteristiche del movimento altrui possono essere utilizzate per apprendere abilità motorie. Queste conoscenze potrebbero contribuire al miglioramento delle metodologie di addestramento in diversi campi, come lo sport, la musica e la danza.
L’importanza dell’apprendimento per imitazione è stata riconosciuta anche nella riabilitazione. L’uso di tecniche basate sull’osservazione e l’imitazione può essere efficace nel migliorare le funzioni motorie danneggiate da lesioni cerebrali. Queste applicazioni terapeutiche si basano sulla plasticità cerebrale, dimostrando che il cervello può adattarsi e recuperare le funzioni motorie attraverso il trattamento.In sintesi, negli ultimi decenni, gli avanzamenti nella comprensione delle funzioni cerebrali superiori e nell’apprendimento motorio hanno rivoluzionato il campo delle neuroscienze cognitive e hanno aperto nuove prospettive per la riabilitazione e l’addestramento in vari campi.Le neuroscienze cognitive hanno reso possibile uno sguardo più profondo nell’entusiasmante connessione tra movimento e apprendimento.
Le rappresentazioni motorie non solo sono coinvolte nell’apprendimento delle abilità motorie, ma anche nell’apprendimento di abilità cognitive. Questo fenomeno è noto come “apprendimento incarnato” o “cognizione incorporata”. Quando impariamo nuove abilità, il nostro cervello utilizza le rappresentazioni motorie per aiutarci a comprendere e ricordare concetti e informazioni. Ad esempio, quando impariamo una nuova lingua, il modo in cui pronunciamo le parole e il nostro movimento facciale possono contribuire a rafforzare la memorizzazione delle parole stesse.Inoltre, il processo di apprendimento per imitazione è cruciale nello sviluppo umano, soprattutto durante l’infanzia. I bambini imitano instintivamente gli adulti e gli altri bambini mentre acquisiscono competenze motorie, linguistiche e sociali.
Gli studi sulle neuroscienze cognitive hanno dimostrato che i neuroni specchio, che si attivano sia durante l’osservazione che durante l’esecuzione di azioni, giocano un ruolo chiave nell’imitazione e nell’apprendimento sociale.Questi avanzamenti nella comprensione dell’apprendimento incarnato e dell’imitazione hanno importanti implicazioni nella pedagogia e nella riabilitazione. Ad esempio, nella formazione sportiva, nell’insegnamento musicale e nella terapia occupazionale, le metodologie basate sull’osservazione e l’imitazione possono essere integrate per migliorare l’apprendimento e la riabilitazione di abilità motorie. Inoltre, nel campo della terapia, l’uso di neuroni specchio e rappresentazioni motorie può essere sfruttato per aiutare pazienti con disturbi motori o del linguaggio a recuperare le loro abilità. La terapia basata sull’imitazione mira a rafforzare le connessioni cerebrali e promuovere il recupero funzionale.
In sintesi, la connessione tra movimento, apprendimento e cervello è estremamente complessa e affascinante. Le neuroscienze cognitive stanno continuamente contribuendo alla nostra comprensione di come il nostro cervello integra il movimento nelle nostre funzioni cognitive e come possiamo sfruttare queste conoscenze per migliorare l’apprendimento, la riabilitazione e lo sviluppo delle abilità umane.L’apprendimento incorporato suggerisce che il nostro corpo non è solo una macchina per l’esecuzione di azioni fisiche, ma è anche un veicolo per l’acquisizione e la memorizzazione di informazioni. Questo concetto sfida la tradizionale distinzione tra mente e corpo, sottolineando come il nostro cervello e il nostro corpo lavorino sinergicamente per elaborare informazioni e apprendere nuove abilità.Un esempio interessante di apprendimento incorporato è l’apprendimento basato sullo spazio.
Quando esploriamo un nuovo ambiente o luogo, il nostro cervellko crea rappresentazioni spaziali dettagliate. Queste rappresentazioni non solo ci aiutano a navigare fisicamente, ma anche a memorizzare informazioni e fare associazioni. Ad esempio, ricordiamo spesso dove abbiamo posizionato gli oggetti in casa o in ufficio, e questo spazio contribuisce alla nostra capacità di recuperare tali informazioni quando ne abbiamo bisogno.Nell’educazione, l’apprendimento incorporato può essere applicato attraverso approcci come l’apprendimento basato sul corpo. Questo coinvolge l’uso del movimento e dell’azione fisica per migliorare la comprensione e la memorizzazione di concetti complessi. Ad esempio, gli studenti possono imparare meglio la geometria attraverso l’uso di manipolativi fisici o eseguendo esperimenti pratici.Un’altra dimensione interessante dell’apprendimento incorporato riguarda l’importanza dell’interazione sociale nell’apprendimento. Gli studi hanno dimostrato che l’apprendimento sociale attraverso l’osservazione e l’imitazione può essere molto efficace, specialmente nei bambini. Questo tipo di apprendimento non si limita solo alle abilità motorie, ma può estendersi anche alle abilità linguistiche e sociali.
Le implicazioni dell’apprendimento incorporato sono rilevanti anche per la tecnologia dell’apprendimento. Le simulazioni computerizzate e la realtà virtuale possono offrire ambienti di apprendimento interattivi che coinvolgono attivamente il corpo degli studenti, consentendo loro di sperimentare in modo pratico i concetti e le informazioni.Inoltre, l’uso di neuroni specchio nell’apprendimento e nella riabilitazione può aprire nuove vie per la terapia. Ad esempio, la terapia fisica basata sull’osservazione e l’imitazione può aiutare pazienti con lesioni cerebrali a recuperare le loro abilità motorie in modo più efficace.In conclusione, l’apprendimento incorporato sottolinea l’importanza di considerare il corpo e il movimento come parte integrante del processo di apprendimento. Questo approccio amplia la nostra comprensione delle modalità attraverso cui il cervello acquisisce conoscenza e suggerisce nuove strategie per migliorare l’educazione e la riabilitazione.
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