Home Opinioni UNIVERSITA’ IN DEGRADO LIBERO

UNIVERSITA’ IN DEGRADO LIBERO

0

di Savino di Scanno
Carducci in una Sua lode scrisse dell’Alma Mater Studiorum “La Scuola di Bologna si compose per movimento proprio, sorse e grandeggio’ privata”. Una più raffinata definizione della più antica Università di Occidente sorta nel 1088 non poteva essere enunciata. Lo scrivente se la ritroverà nel testo “Medio Evo del Diritto” di Francesco Calasso studiando i “glossatori della Scuola di Bologna”. Federico II, Imperatore Svevo e Re di Sicilia, il 5 giugno 1224 da Siracusa emano’ un editto imperiale per fondare a Napoli una Università con il dichiarato intento di creare la classe dirigente per il Suo Impero, ateneo che vedrà tra i suoi insigni studenti personaggi come Boccaccio e Petrarca.
Università e classe dirigente. Un tema profondo per la tenuta di una società.
Ciò che è accaduto negli ultimi decenni in Italia, ma volendo in tutto l’emiciclo occidentale è vergognoso. È pur vero che ciclicamente l’ umanità attraversa periodi di oscurantismo intellettuale, che si traduce in conflitti sociali e guerre, come sta’ avvenendo oggi, ma la Cultura, scritta in maiuscolo, ha sempre trovato asilo in atenei che professavano il libero pensiero, la ricerca scientifica, il Sapere scritto come termine ancora in maiuscolo.
Cosa ci ritroviamo oggi? Il “pensiero unico” espressione di una élite intellettuale che ha perso i migliori anni della propria vita proprio in quelli che venivano considerati gli atenei di “grido”. E cosa scrivere dei movimenti del “cancel culture”? Vogliamo scrivere di apologia dell’idiozia? E l’oltraggio del Metaverso in questo momento dove in Europa e Medio Oriente si muore per guerre di stampo “classico”?
Si è confuso l’attribuzione di un titolo scolastico superiore ad una equiparata cultura superiore creando l’inganno della mediocrità, ed i risultati li vediamo nella pubblica amministrazione con una classe dirigente di livello inferiore al costo della sua remunerazione, per non scrivere delle libere professioni, un tempo bacino di classi dirigenti, ridotte a saltimbanchi e giocolieri dei potenti di tutto.
Scriviamo di fatti. I nostri migliori giovani ci abbandonano per essere valorizzati in enti ed aziende estere. Le nostre migliori menti in tutti i campi trovano riconoscimenti importanti nelle nazioni occidentali con la consapevolezza che se fossero rimasti in Italia avrebbe vissuto una vita da precari.
Se poi ci ritroviamo una classe politica come la attuale, senza alcuna esclusione, diventa un ulteriore fatto.
Non possiamo rassegnarci al declino.
Quindi che fare? “Ab initio” non aspettarsi nulla dalla attuale dirigenza intesa in senso lato. In funzione di ciò continuare a lavorare con la certezza che solo le opere possono qualificare le nostre idee.
È una “battaglia culturale” e dobbiamo combatterla. L’alternativa è l’ignavia. Una osservazione. Non dobbiamo lamentarci ma continuare a lavorare. Un invito. Non bisogna cedere. Guardate che vita “fanno” chi vive questo sistema. Mediocri che subiscono, a causa di desideri di carriere e privilegi, umiliazioni continue, compromessi non solo ideologici, vessazioni morali.
La Cultura rende “liberi”. Forse solo questo potrebbe essere un eccellente motivazione di vita.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui