Home Opinioni VACCINI, I NODI AL PETTINE E ALLE RESPONSABILITÀ DI URSULA

VACCINI, I NODI AL PETTINE E ALLE RESPONSABILITÀ DI URSULA

0

I segreti specialmente, se progettati da autentici imbroglioni, alla lunga non reggono mai. Il gioco, anche istituzionale, della protervia, anche se nascosto da un clima montante di paura non può reggere a lungo.

Oggi è iniziata la stagione della resa dei conti. I giochi di prestigio hanno le gambe corte anche per “un vaccino sperimentale” imposto senza le dovute preliminari informazioni sulla natura della “imposizione sperimentale” che ha leso i fondamentali diritti di limitazioni delle libertà individuali.

Al di là delle sceneggiate del presidente della Commissione europea, Baronessa Ursula Von der Leyen, capo commessa europeo nell’acquisto dei vaccini, che ha trafficato in lungo e in largo per mantenere segreto i contratti d’acquist, oggi arriva la notizia dal Sud Africa (Città del Capo) che ha imposto ha Pfizer di rendere pubblico il prezzo dei vaccini: i vaccini “sperimentali “ sono costati 10 dollari per dose, contro i 18,9 pagati a Bruxelles.

All’Unione Africana meno di 7 dollari.

E’ il capolavoro di un affare “anche questo sperimentale”, di un vizietto carsico fra Ursula dei miracoli e Bourla capo della Pfizer.

Era il miraggio sostenuto con le teorie, anche queste sperimentali: se non ti “vaccini muori e fai morire”.

Ora sarebbe molto opportuno, a consuntivo, vedere e conoscere nel dettaglio tutti gli “effetti “ della sperimentazione, applicata ma mai dichiarata, anzi fatta sottoscrivere prima della vaccinazione come un atto di libero arbitrio personale .

La trasparenza a fine percorso dovrebbe avere gli stessi diritti individuali delle furbizie manipolatorie più o meno istituzionali e affaristiche .

Il tutto fatto salvo il diritto primario alla tutela della salute di ogni individuo, perché informazione e salute dovrebbero andare di pari passo questo sul piano pratico e teorico della tutela della dignità di ogni persona, come pure a tutela e rispetto del primato della scienza ,che prevede, come regola fondamentale, per prassi, protocolli di rigide verifiche da rendere di pubblico dominio.

Autore

  • Pietro Imberti

    Pietro Imberti, sindacalista della UILM (metalmeccanici) di Brescia, Membro della Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) dal 1980 al 1992. Presidente del CREL (Centro Ricerche Economia del Lavoro) della Lombardia. Giornalista, ha contribuito attivamente al dibattito sociopolitico ed economico, firmando interventi e saggi.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui