La produttività resta uno dei principali punti deboli dell’economia spagnola
Negli ultimi mesi si è diffusa l’idea che la Spagna sia diventata la nuova locomotiva economica d’Europa, l’enfasi dei nostri media è straripante.
È vero che Madrid cresce più della media dell’Eurozona, ma fermarsi al dato del PIL significa osservare solo la punta dell’iceberg.
Nel 2025 il PIL spagnolo è aumentato del 2,8%, contro lo 0,5% dell’Italia e lo 0,8% della Francia.
Anche per il 2026 Commissione europea, FMI e OCSE prevedono una crescita attorno al 2,1-2,4%, nettamente superiore alla media dell’Eurozona. Fin qui la narrazione è corretta.
Ciò che spesso viene omesso è la composizione di quella crescita. Negli ultimi anni la Spagna ha registrato uno dei maggiori incrementi di popolazione dell’Unione europea grazie ai flussi migratori e ai programmi di regolarizzazione.
Reuters ricorda che il programma lanciato dal governo Sánchez ha raccolto circa 1,2 milioni di domande di regolarizzazione, molto più delle attese iniziali.
Più persone significano inevitabilmente più consumi, più affitti, più supermercati, più trasporti, più edilizia e più servizi. Tutto questo fa aumentare il PIL totale, ma non implica automaticamente che ogni cittadino sia diventato più ricco.
L’indicatore decisivo è, infatti, il PIL pro capite.
Secondo la Banca Mondiale, nel 2025 il PIL pro capite della Spagna è stato di circa 38.600 dollari, contro oltre 43.300 dell’Italia e quasi 49.000 della Francia.
Anche la Banca di Spagna riconosce che tra il 2022 e il 2024 una quota significativa della crescita del PIL pro capite è stata direttamente collegata al contributo della popolazione straniera.
L’OCSE e la Commissione europea aggiungono un altro elemento: il motore della crescita resta soprattutto la domanda interna, sostenuta dai consumi, dagli investimenti del programma Next Generation EU e dal turismo, non da un improvviso balzo della produttività industriale.
La Spagna continua ad avere un’economia fortemente concentrata in turismo, commercio, costruzioni e servizi, comparti fondamentali ma caratterizzati da una produttività mediamente inferiore rispetto alla manifattura avanzata.
Persino BBVA Research sottolinea che, nonostante la crescita vicina al 3% e il calo della disoccupazione, la produttività rimane uno dei principali punti deboli dell’economia spagnola.
Nel frattempo l’Italia rimane la seconda manifattura in Europa…
Definire, quindi, la Spagna la “locomotiva d’Europa” è un eufemismo, molta politica e poca sostanza.
Crescere perché aumenta rapidamente la popolazione, per naturalizzazione poi, è diverso dal crescere perché aumentano produttività, innovazione, investimenti e valore aggiunto.





