Home Politica estera GOLPE MILITARE IN GABON, ALTRO COLPO DURO PER LA FRANCIA

GOLPE MILITARE IN GABON, ALTRO COLPO DURO PER LA FRANCIA

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Un gruppo di militari del Gabon ha annunciato oggi l’annullamento delle elezioni e lo scioglimento di “tutte le istituzioni della Repubblica” del paese dell’Africa centrale, poco dopo l’annuncio della rielezione per un terzo mandato per presidente Ali Bongo Ondimba, al potere da 14 anni.

 Con un comunicato stampa, letto sul canale televisivo statale Gabon 24, i militari hanno detto che dopo aver constatato “un governo irresponsabile e imprevedibile, che provoca un continuo deterioramento della coesione sociale e  che rischia di portare il Paese nel caos, abbiamo deciso di difendere la pace ponendo fine all’attuale regime”, intervenendo a nome del Comitato per la transizione e il ripristino delle istituzioni.

Successivamente, il Comitato ha anche annunciato la “chiusura delle frontiere fino a nuovo ordine”.

Il colpo di stato in Gabon costituisce un altro duro colpo per la Francia, la quale “condanna il colpo di Stato militare in corso” in Gabon, e raccomanda ai suoi connazionali nel paese africano a “non uscire di casa”.   Dopo che la premier Elisabeth Borne ha detto che Parigi “segue con attenzione” la situazione nel paese africano -nel suo discorso alla Conferenza annuale degli ambasciatori di Francia, riuniti a Parigi – il portavoce del governo, Olivier Véran, ha sottolineato che la Francia “ribadisce il suo auspicio che il risultato dell’elezione, quando sarà annunciato, possa essere rispettato”

Intanto, il leader dei radicali di sinistra de La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, ha accusato il presidente Emmanuel Macron di aver “compromesso la Francia” con il suo appoggio a Bongo.

Né l’Eliseo, né il Quai d’Orsay hanno reagito da ieri all’annuncio della rielezione di Ali Bongo con il 64,27% dei voti e al successivo intervento di alcuni militari autori del colpo di stato. Per Mélenchon – che si è espresso su X (ex Twitter) – “il Gabon ha potuto sbarazzarsi della sua marionetta presidenziale solo con un intervento dei militari. Macron – ha aggiunto – ha di nuovo compromesso la Francia in un appoggio incondizionato” ad un regime “insopportabile”. “Gli africani – secondo Mélenchon – voltano pagina”.

Nel frattempo le attività del gruppo minerario francese Eramet sono state “interrotte” in Gabon. Lo ha detto la società, che esporta metalli in tutto il mondo e ha 8.000 dipendenti solo in Gabon, all’Afp.  “In seguito agli ultimi avvenimenti in corso”, il gruppo ha “messo fine” alle sue attività in Gabon e “monitora” la situazione per “proteggere la sicurezza del personale e l’integrità delle strutture”, ha precisato. Questo annuncio ha fatto crollare le azioni Eramet alla Borsa di Parigi, con un calo dell 18,83% a 61,85 euro intorno alle 9:55.

Il gruppo è presente in Gabon attraverso due filiali: la società Comilog, con base a Ogooué e  specializzata nell’estrazione del manganese, un minerale di cui Eramet è il secondo produttore mondiale di alta qualità, e la Setrag, che gestisce la linea ferroviaria che collega la costa atlantica al sud-est del Paese ricco di minerali passando attraverso la foresta equatoriale del Gabon. L’azienda trasporta minerali e passeggeri per oltre 650 km.

Il presidente Bongo è stato messo agli arresti domiciliari. Lo hanno comunicato i militari golpisti alla Tv di Stato. Anche un figlio del presidente è stato arrestato, hanno aggiunto.

Secondo l’autorità elettorale nazionale del Gabon, Bongo è stato rieletto per un terzo mandato nelle elezioni di sabato con il 64,27% dei voti, battendo in scrutinio unico il suo principale rivale Albert Ondo Ossa, che ha ottenuto solo il 30,77% delle preferenze, così come altri 12 candidati che hanno raccolto solo briciole, ha spiegato il presidente del Centro elettorale gabonese (Cge) Michel Stéphane Bonda. Il tasso di partecipazione al voto è stato del 56,65%.

E intanto il generale Brice Oligui Nguema, capo della Guardia Repubblicana del Gabon, la guardia pretoriana del deposto presidente Bongo, è stato portato in trionfo da centinaia di soldati poche ore dopo il colpo di Stato, al grido di “Oligui presidente”, nelle immagini trasmesse dalla televisione di Stato.

Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, in una nota della Farnesina, ha detto che “l’Italia continua a essere impegnata per una soluzione diplomatica della crisi in Niger e anche della più recente in Gabon, lavorando in stretto coordinamento con i partner”.

La Farnesina monitora l’evoluzione della situazione nel Paese. L’ambasciata a Libreville è operativa. Per qualsiasi emergenza o segnalazione è possibile contattare l’ Unità di Crisi al numero +39 06 36225″.

La Cina chiede a “tutte le parti” nel Gabon di garantire la sicurezza del presidente Ali Bongo Ondimba, dopo che un gruppo di militari ha annunciato che stava “ponendo fine all’attuale regime” nel Paese. Il Cremlino ha dichiarato di essere preoccupato per gli eventi in Gabon. “Siamo profondamente preoccupati per la
situazione in Gabon. Stiamo seguendo da vicino ciò che sta accadendo”, ha detto il portavoce Dmitry Peskov.

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  • Redazione

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