
Del presidente della Repubblica Sergio Mattarella si potrebbe ben definire la parabola politico istituzionale una storia di attivismo senza una visione strategica: tutto un rincorrere per mettere coperchi sulle pentole.
La parabola è stata una costante o forse una copia di un testamento, un lascito mal riuscito della precedente presidenza di Giorgio Napolitano .
Due esperienze che non si possono giudicare solo con lo strumento buonista della Misericordia o della clemenza che i giornaloni nella sostanza chiedono e sostengono.
I loro ruoli sono stati entrambi coniugati e caratterizzati con azioni che avevano un occhio di riguardo all’evoluzione del circo equestre di una sinistra catto-comunista che in cambio garantiva scambi e protezione .
Basterebbe osservare – dopo le petizioni pubbliche a Mattarella – come è avvenuto il salvataggio del fondo pensioni fallimentare dei giornalisti con tutele di tutti i vantaggi artificiali costruiti artatamente nel tempo e trasferiti nell’INPS .
I risultati sono sotto gli occhi di tutti: salari bassi, fiscalità alta, delocalizzazione industriale, infrastrutture al Sud scadenti, territorio consumato in modo allegro e senza essere supportato da studi geologici, strutture sanitarie investite dalla pandemia in modo scriteriato, immigrazione governata dall’improvvisazione e dall’affarismo, scarsi se non nulli i rapporti con il mondo della scienza, politica estera trainata dagli eventi giornalieri, sia che riguardo l’Europa, sia riguaro alla Via della seta, con perle che sul tema del lavoro hanno teso a premiare non la meritocrazia ma il salario di cittadinanza, cioè il più bieco clientelismo .
E si potrebbe proseguire ad oltranza .
Oggi con gli eventi di guerra nel cuore dell’Europa e con un Africa in subbuglio, si può solo costatare che la Germania si trova messa politicamente “in sonno “ e che la Francia e stata cacciata e umiliata in Africa. Sarkosy-Merkel.
Emblematicamente sembra la vendetta politica postuma di Silvio Berlusconi. La slealtà ha sempre un prezzo !
In compenso si apre un nuovo scenario di geopolitica che riguarda l’Africa, il Mediterraneo e il Medio oriente e che l’evento dei Brics su quei territori strategici e una geopolitica nuova chiamano l’Italia ad una possibilità da verificare e eventualmente da cogliere, con un ruolo di cerniera economico politica frutto anche della felice collocazione geografica sul Mediterraneo.
La domanda semplice è: può ancora giocare l’ennesimo ruolo attivo Sergio Mattarella senza una sinistra di supporto ?
Può avere più possibilità della Meloni di essere credibile e autorevole ?
In questo contesto il Presidente del Consiglio non ha forse il diritto di rivendicare a palazzo Chigi lo svolgimento in autonomia del naturale primato della politica, visto che ha ricevuto un consenso elettorale pieno ?
Ecco il terreno di un’agitazione che trova disattenta anche la Elly Schlein. Un bel grattacapo per Mattarella
Se uno osserva con attenzione quello che da tempo sta succedendo, vede il ruolo incomprensibile che si è riservato Sergio Mattarella, cioè di fare il controcanto a Giorgia Meloni interferendo “in seconda mano “ sui singoli sprovveduti ministri .
Perché ciò politicamente succede ? Succede quando non si ha una visione politica e la sera si fa incerta, quando il consuntivo di un passato presenta il bisogno di esporre tanta trasparenza e quando oggi non puoi contare manco su Macron come diversivo di giornata .
Qui e però apparsa una novità. Come nella favola di Andersen sul Re nudo, oggi nella liturgia stantia di un protocollo che da tempo regola il consociativismo degli affari e della politica e apparso il titolo un libro dal titolo: Il Mondo al contrario, scritto da un generale con un linguaggio di semplice buonsenso che ha scatenato in molti un bisogno di trasparenza .
E su quell’onda che il direttore del Nuovo Giornale Nazionale, Silvano Danesi, ha scritto ieri un bell’articolo “ il potere è come una patata”.





