
di Savino di Scanno
Tra il 1936 es il 1938 la Russia conobbe il “Grande Terrore” passato alla Storia come ” Ezoscina” dal nome di Nicolaj Ivanovich Ezov capo del NKVD (Narodnyj Kommissariat Vnutrennych Del) da cui poi il KGB e l’attuale FSB.
In quel periodo Stalin con le sue “purghe” non risparmiò nessuno, colpendo tutte le fasce sociali ritenute ostili al suo potere.
Nel giugno del 1937 finirono sotto processo alti ufficiali dell’Armata Rossa come il Maresciallo Michajl Tuchacevskyij , il generale Iona Jakir e tanti altri. Chi non finì condannato e giustiziato finì suicida.
Ezov a sua volta, nel solco della migliore tradizione spionistica russa, finirà fucilato ed il suo posto “preso” da un altro campione di nome Lavrentij Pavlovic Berija.
In queste ore le cronache riportano la vicenda dell’incidente/abbattimento dell’aereo dove volava Evgenij Prigozhin, fondatore della Wagner. Si ritiene che il “gran maestri dell’inchiostro verde” che alle 17.00 di ogni giorno bevono il thè a Vauxhall Cross a Londra come i loro colleghi che si dilettano a giocare a poker nei saloni di Langley in Virginia non abbiano la necessità di scomodare Tucidite o Polibio per interpretare fatti del genere, anche perchè proprio a Londra ancora non hanno dimenticato Kim Philby.
La Russia è sempre la Russia, e “loro” possono insegnare gli scacchi come i cinesi “l’Arte della Guerra”.
Per i russi lo spionaggio è un fattore genetico, è un elemento culturale, è un “modo di vivere” che permette loro di plasmare la realtà a loro piacimento in funzione dei loro interessi di politica interna ed internazionale. E’ sempre complesso decifrare le loro azioni, ma su di un punto si è certi. Sono disposti anche al “sacrificio di Regina” pur di vincere una partita.
Per “noi italiani” la vicenda Prigozhin non rileva più di tanto, destando maggiore interesse l'”affare” delle corna di Torino o dell’ “incursione” in libreria di un libro di un Generale che in linea di principio poteva essere scritto con maggiore attenzione.
Ma siamo in Italia, ed a parte i ROS dei Carabinieri tutto il resto è in vacanza certi che al ritorno le scrivanie dorate nei palazzi dai nomi importanti sono sempre al loro posto.





