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FERIAE AUGUSTI CON L’INQUISITORE

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Uno dei tanti trabocchetti che ci riserva il pensiero unico politicamente corretto è quello di chiedere ad ogni piè sospinto una professione di fede atlantica.

Ovviamente, il trabocchetto consiste nell’identificare l’Occidente con il Patto Atlantico, il Patto Atlantico con l’America e l’America, intesa come Stati Uniti, con Joe Biden.

La domanda esatta, a questo punto, dovrebbe essere: “Sei un estimatore, seguace, amico, alleato di Joe Biden?”.

Se rispondi di no sei automaticamente nemico degli Usa e del Patto Atlantico.

Mi viene in mente un’altra domanda: ”Sei cristiano?”. Se rispondi di no ti viene subito detto: “Allora sei ateo”. Tu rispondi: ”No”. Domanda successiva: ”Di che religione sei?”. Risposta: “La mia”. L’inquisitore incalza: ”Sei forse pagano?”. Premesso che un pagano non è un ateo, altrimenti lo sarebbero stati tutti quelli che credevano negli dèi, la risposta è comunque: ”No”. Sconcerto.

Poi, dopo una pausa per riprendere fiato, l’inquisitore ritorna alla carica: ”L’avevo detto, sei ateo”.

Che fare? L’unica scelta e mandarlo a quel paese e cambiare aria. Con gli idioti non è il caso di perdere tempo.

Il dialogo potrebbe essere tranquillamente trasposto in relazione non all’ateismo, ma all’atlantismo. “Sei atlantico?”. “Sono occidentale”. “Non hai risposto”. “Si che ti ho risposto, ma non come vorresti tu, che giochi con i trabocchetti per etichettare. Il concetto di Occidente è nato prima di Biden, degli Usa e del Patto Atlantico. Sono gli Usa che, dall’essere una serie di colonie del Vecchio Continente, si sono emancipati dichiarandosi uniti in uno Stato indipendente, rimanendo, peraltro, incardinati nell’Occidente. A non essere occidentali sono i nativi, massacrati, depredati e successivamente rinchiusi in riserve, così come non lo erano gli schiavi rastrellati dagli arabi in Africa e trasportati sulle navi negriere per essere venduti ai proprietari terrieri del Nuovo Mondo, i quali proclamavano la libertà e la democrazia e praticavano la schiavitù.

“Se fai questi discorsi, allora sei anti americano”, incalza l’inquisitore. “Sbagliato. Considero l’America un grande Paese dell’Occidente, in quanto strutturato da occidentali immigrati nel Nuovo Mondo, e un alleato, ma non un paradigma, in quanto il mio paradigma è l’Occidente, nella sua millenaria complessità. Paradigma del quale l’esperienza Usa, iniziata da pochi secoli (dal 4 luglio 1776) è solo uno scampolo e non necessariamente il migliore. Essere amici, anche alleati, non significa essere succubi, soprattutto quando si vive nel Vecchio Mondo, che è la culla dello stesso concetto di Occidente. L’America è apprezzabile per molti motivi, ma è deprecabile quando elabora idiozie come l’ideologia woke. Gli Stati Uniti d’America sono nati da uno strano miscuglio di illuminismo e di puritanesimo e hanno elaborato, nella loro parte religiosa profonda, l’idea di essere una nazione eccezionale, eletta da Dio per portare libertà e democrazia nel mondo. L’eccezionalismo si è sposato, nel secolo scorso, con l’imperialismo e con l’illusione degli States di essere l’unico soggetto dominante. Oggi la dura realtà si mostra ad un’America indebolita da una cultura woke destrutturante e da logiche politiche che rischiano di trascinare l’Occidente nel baratro, consegnandolo alla sottomissione di altre culture, a loro modo apprezzabili, ma altre. Essere davvero amici dell’America e non stupidi leccapiedi, vuol dire aiutare gli Usa a capire che le politiche degli ultimi decenni sono esiziali e che dare fiato alla idiozia woke è tradire l’Occidente, la sua storia, le sue radici, i suoi valori e la sua capacità d incidere nella storia del mondo come è stato per secoli”.

L’inquisitore incalza: ”Sfuggi alla domanda. Sei un atlantista o non lo sei? Rispondi sì o no”.

La semplificazione etichettante è la specializzazione degli inquisitori. Anche il pensiero unico politicamente corretto ha i suoi preti De Grossis e il suo Malleus Maleficarum. La Santa Inquisizione ha fatto scuola.

Rispondo con una battuta, facendo arrabbiare l’inquisitore: ”Tu non lo sai, ma io e il Patto Atlantico siamo fratelli. Io sono nato l’11agosto 1949, proprio in mezzo tra la firma a Washington del Patto Atlantico il 4 aprile e la sua entrata in vigore il 24 agosto. Siamo quasi gemelli. Cosa vuoi di più frate De Grossis?”.

L’ira sale e l’inquisitore ormai è furente. Potesse mi manderebbe subito al rogo, ma un tempo il rogo puniva i peccati della carne per salvare le anime (interessante argomento di studio), mentre, avendo il pensiero unico politicamente corretto transumanista eliminato l’anima, deve giocare brutalmente allo scoperto, non avendo alibi.

Mi piace far arrabbiare il frate De Grossis.

“Vedi, ignobile fratacchione inquisitore, la questione di fondo, che la tua povera testolina non riesce a capire, è che il Patto Atlantico è un patto difensivo strumento dell’Occidente, nato dopo la seconda guerra mondiale, con lo scopo dichiarato dal suo primo segretario generale, barone Hastings Lionel Ismay, di tenere gli Usa in Europa, tenere a bada l’Unione Sovietica e sotto schiaffo la Germania. Il contesto era la Guerra Fredda e mentre il Patto avveniva alla luce del sole, segretamente venivano istituite organizzazioni paramilitari stay-behind, tra cui la Gladio italiana, con lo scopo di realizzare la resistenza nel caso di successo di una eventuale invasione sovietica. Il Patto, nato con 12 membri, ora ne conta 26 e comprende molti Paesi che stavano, durante la Guerra Fredda, nel Patto di Varsavia. Di fatto la Nato si sovrappone al Vecchio Continente e qui si pone la vera questione: la Nato è uno strumento dell’Occidente o, come qualcuno pensa, l’Occidente è strumento della Nato? Nel primo caso mi sento decisamente Atlantico, nel secondo no. Alla tua stupida richiesta di dire sì o no, rispondo si è no. Se la Nato è uno strumento dell’Occidente è, come tutti gli strumenti, al servizio dei valori, delle tradizioni, della cultura, della storia dell’Occidente, che non è nato nel Nuovo Mondo. Se la Nato pretende che sia l’Occidente al servizio della Nato, allora significa che l’Occidente deve essere al servizio di un complesso militar-industriale americano gestito dai neoconned (neocon del clan Bush e del clan Clinton), ossia da una alleanza clanica che ha adottato un’ideologia woke, cancel culture, green, transumanista e che oggi esprime come esponente politico Joe Biden, il cui figlio (forse con la sua copertura, come sostengono autorevoli membri del Congresso) ha preso soldi da cinesi, russi, ucraini e kazaki, ossia da coloro che la Nato indica come pericoli per l’Occidente. Ancora una volta, ignobile De Grossis, voi inquisitori siete specialisti della menzogna, dichiarate la santità mentre fatte i patti con il diavolo. A questo punto la domanda di fondo riguarda l’Occidente. Il Patto Atlantico difende l’Occidente o gli interessi di un’alleanza clanica guerrafondaia?”.

De Grossis è paonazzo. Potesse farlo mi legherebbe subito al palo del rogo, senza nemmeno godere di qualche giorno di tortura. Ormai è convinto che ho fatto un patto con il diavolo. Altro che Patto Atlantico. Vedendolo paonazzo, incalzo.

“La questione posta dalla domanda, ignobile De Grossis, non è eludibile, perché il paradigma è l’Occidente, con i suoi valori, e i roghi inquisitori non servono a togliere il quesito. Oggi all’ordine del giorno c’è la salvaguardia dell’Occidente millenario, con le sue tradizioni, i suoi valori, la sua storia, la sua arte e c’è il fatto che nel Nuovo Mondo, che dell’Occidente è figlio, un’alleanza clanica, che pretende di essere un’alleanza atlantica, attizza guerre dalle quali fugge quando si arriva alla mal parata (vedi Saigon e Kabul come esempi) e propugna ideologie idiote che infestano anche il Vecchio Mondo. Ignobile De Grossis, mentitore di professione, tu non vuoi che dica se sono atlantista, ossia se sto dalla parte del Patto Atlantico, ma se sto dalla parte del Patto Clanico. Pertanto, concludendo e mandandoti al diavolo, ti dico, ancora una volta, che sto dalla parte dell’Occidente”.

p.s.

Nota esplicativa. L’ignobile mentitore prete De Grossis era l’inquisitore che mandò al rogo le streghe della Val Camonica.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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