Da movimento antisistema a Democrazia cristiana di sinistra
Il voto referendario ha un grande merito, l’aver messo allo scoperto l’operazione con la quale la Mafia di San Gallo ha messo la museruola all’idea di Gianroberto Casaleggio e di Beppe Grillo di cambiare il “Sistema Italia”, inteso come un’incrostazione burocratica di potere che è transitata dallo Stato liberale a quello fascista e a quello repubblicano senza soluzione di continuità.
Il “Sistema Italia” del quale sto parlando è quello risorgimentale, che ha unito la burocrazia borbonica a quella piemontese (feudale) e la parte industriale del Nord (nata anche con il furto di quelle del Regno delle Due Sicilie) con il latifondismo siciliano.
Il Movimento Cinque Stelle, una sorta di utopia sponsorizzata dal mondo anglosassone, è stata ridotta ad essere l’ossimoro vivente di una rivoluzione che è conservazione, ossia l’incarnazione del Gattopardo ed ora, con Giuseppe Conte al comando, tenta di imporre la propria leadership alla sedicente sinistra, di fatto semplicemente coacervo di logiche progressiste radical chic e di catto comunismo bergogliano.
Giuseppe Conte, ospite di Sky TG24 a Start, il programma di approfondimento politico condotto da Giovanna Pancheri ha affermato: “Questa riforma della Giustizia era stata concepita per alterare l’equilibrio dei poteri. Non sto dicendo che non si può toccare la Costituzione, ma sto dicendo che non si può creare squilibrio su un pilastro fondamentale dell’ordinamento costituzionale”.
Aprendo i lavori del Consiglio Episcopale permanente della Conferenza episcopale italiana, che si sono tenuti a Roma dal 23 al 25 marzo, il cardinale Matteo Zuppi, come riferisce Vatican News, in merito al Referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, che ha decretato la vittoria del “No”, detto che “la partecipazione sta al cuore della nostra Costituzione e, pur tra le differenze, permette a tutti e a ciascuno di esprimersi al meglio” e che “il dibattito che ha preceduto il referendum e i dati di affluenza confermano l’importanza di ragionare sull’esercizio concreto della giurisdizione nel nostro Paese, snodo importante per la custodia del bene comune e il perseguimento della giustizia, che soffre per molte difficoltà”.
Prima del voto Zuppi aveva fatto un appello alla partecipazione, ricordando che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e bene da preservare l’equilibrio e l’indipendenza dei poteri.
Il parallelismo è evidente.
Seguiamo l’ordine del tempo, per capire.
Siamo nel 2008. Il Movimento Cinque Stelle nascerà nel 2009, ma Beppe Grillo è già in azione ad arringare le folle. Dal gennaio del 2005 funziona il suo blog, messo in campo dopo l’incontro con Gianroberto Casaleggio. La sua azione suscita l’interesse dell’intelligence degli Stati Uniti che, nell’aprile del 2008, lo contatta per sapere da vicino chi è, cosa pensa, come intende muoversi. Dopo l’incontro viene redatta un’informativa, firmata dall’ambasciatore Ronald Spogli, desecretata nel 2012.
Grillo dice: “Nessuna speranza per l’Italia” e il redattore dell’informativa Usa commenta: “L’unica soluzione, a suo avviso, è rimuovere virtualmente tutti i politici di destra e sinistra e sostituirli con giovani che hanno legami personali febbrili con l’establishment attuale e che hanno un interesse meno vasto per lo status quo”.
“Ai suoi occhi – continua il redattore del documento -, i potenti politici, sia di destra sia di sinistra, mirano solo a mantenere il potere. Sono troppo vecchi, fuori dal mondo e non hanno la visione, la capacità e l’interesse per migliorare le condizioni in Italia”.
Riguardo al popolo Grillo non risparmia commenti graffianti. “Grillo ha detto – scrive il redattore dell’informativa – che il pubblico italiano è in «coma medico»”.
Interessante la conclusione a cui arriva l’estensore dell’informativa, che accredita Grillo come “interlocutore credibile”:
“Alcune idee di Grillo – si legge infatti nell’informativa Usa – sono utopistiche e irrealistiche. Ma nonostante la sua incoerente filosofia politica, la sua prospettiva dà voce a una parte dell’opinione pubblica che non trova spiegazione altrove. La sua miscela unica di umorismo conflittuale, sostenuta da statistiche e ricerche appena sufficienti, lo rendono un interlocutore credibile ed esaltante nel sistema politico italiano.
Nel libro: “L’uomo che sussurra ai potenti” (Chiarelettere), Paolo Modron e Luigi Bisignani pubblicano, in appendice, i documenti declassificati degli incontri di Grillo all’ambasciata Usa.
Nel novembre 2011 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ebbe un ruolo centrale nella crisi che portò alla caduta del governo Silvio Berlusconi (IV governo) e alla nascita del governo tecnico guidato da Mario Monti.
Seguono:
Governo Letta (28 aprile 2013 – 22 febbraio 2014) – Presidente del Consiglio: Enrico Letta (PD).
Grande coalizione tra PD, PdL (poi Forza Italia) e altri dopo le elezioni politiche del 2013 (risultato incerto con forte presenza del M5S).
Governo Renzi (22 febbraio 2014 – 12 dicembre 2016) – Presidente del Consiglio: Matteo Renzi (PD). Maggioranza costituita da: PD (Partito Democratico): circa 293 seggi (il pilastro principale), NCD (Nuovo Centrodestra, guidato da Angelino Alfano), SC (Scelta Civica), Per l’Italia (PlI), CD (Centro Democratico) e PSI-PLI. Partito con un ampio sostegno parlamentare, portò avanti riforme costituzionali (bocciata al referendum 2016) e del lavoro (Jobs Act). Dimissioni dopo la sconfitta al referendum costituzionale.
Governo Gentiloni (12 dicembre 2016 – 1º giugno 2018) – Presidente del Consiglio: Paolo Gentiloni (PD). Esecutivo di continuità con Renzi, sostenuto dalla stessa maggioranza.
Nel frattempo, nel 2013, dopo che il 28 febbraio ci fu la storica rinuncia di Papa Benedetto XVI, il 13 marzo fu eletto Jorge Mario Bergoglio che prese il nome di Francesco.
Iniziò un pontificato che ha attivato un mondo cattolico del quale il cardinale Matteo Zuppi è chiaramente il continuatore.
Jorge Mario Bergoglio è sato eletto con l’appoggio determinante della Mafia di San Gallo.
La Mafia di San Gallo (nota anche come Gruppo di San Gallo, Saint Gallen Group o Gruppo di San Gallo) è stata una rete informale di alti prelati cattolici di orientamento liberale/riformista.
Il termine “mafia” non è un’accusa esterna, ma un soprannome che gli stessi membri usavano in modo scherzoso. È stato reso pubblico soprattutto dal cardinale belga Godfried Danneels (1933-2019), che nel 2015, durante la presentazione della sua biografia autorizzata, ha riso e detto: «Il nome “Gruppo di San Gallo” suona dignitoso, ma in realtà noi dicevamo di noi stessi e di quel gruppo: la mafia».
La Mafia di San Gallo era un circolo informale (invito-only) di vescovi e cardinali progressisti che si riuniva ogni anno (spesso a gennaio) dalla metà degli anni ’90 fino al 2006 circa, principalmente a San Gallo (St. Gallen), in Svizzera, o nei dintorni. L’ospite principale era il vescovo Ivo Fürer.
I principali membri erano: Carlo Maria Martini (cardinale gesuita, arcivescovo di Milano); Godfried Danneels (arcivescovo di Malines-Bruxelles); Walter Kasper; Karl Lehmann; Cormac Murphy-O’Connor; Achille Silvestrini.
Il gruppo si opponeva alla linea più conservatrice rappresentata dal cardinale Joseph Ratzinger (poi papa Benedetto XVI) e favoriva una Chiesa più “aperta” su temi come la comunione ai divorziati risposati, l’approccio all’omosessualità; l’ordinazione di uomini sposati o diaconi; una maggiore decentralizzazione e riforma della Chiesa.
Achille Silvestrini è il punto di raccordo tra la Mafia di San Gallo e la politica italiana che vede Giuseppe Conte catapultato dal nulla a fare il presidente del Consiglio.
Achille Silvestrini (Brisighella, 25 ottobre 1923 – Roma, 29 agosto 2019) è stato un cardinale diplomatico che ha svolto un importante ruolo nella diplomazia vaticana durante la Guerra Fredda, in particolare nell’Ostpolitik (politica di apertura verso i paesi del blocco sovietico). Ha lavorato a stretto contatto con il cardinale Agostino Casaroli, figura centrale dell’Ostpolitik vaticana.
Silvestrini ha avuto un legame profondo e duraturo con Villa Nazareth, un’istituzione romana dedicata alla formazione e al sostegno dei giovani, in particolare degli studenti universitari.
Villa Nazareth (collegata alla Fondazione Sacra Famiglia di Nazareth e al Collegio Universitario di Merito “Villa Nazareth”) è un collegio universitario di merito e un centro di formazione situato a Roma. Fu fondata nel 1945 dal Cardinale Domenico Tardini (allora alto funzionario vaticano, poi Segretario di Stato) per sostenere lo sviluppo umano, spirituale e professionale dei giovani, specialmente studenti meritevoli provenienti da famiglie modeste.
Silvestrini a Villa Nazareth ha investito gran parte della sua energia sacerdotale per decenni.
E siamo giunti alla politica e a Giuseppe Conte, il quale con Villa Nazareth ha un legame di lunga data, iniziato negli anni ’80 e proseguito nel tempo, che ha contribuito a plasmare la rete di conoscenze del futuro premier, soprattutto nel mondo cattolico democratico e vaticano.
Villa Nazareth è spesso descritta come la “piccola Oxford” e “vivaio” del cattolicesimo democratico.
Vi sono passati o sono stati vicini figure come Sergio Mattarella, Romano Prodi, personalità della sinistra DC (Leopoldo Elia, Pietro Scoppola), intellettuali e artisti.
Tra i direttori o assistenti spirituali c’è stato anche Pietro Parolin (Segretario di Stato vaticano) negli anni ’90.
Il rapporto di Giuseppe Conte con Villa Nazareth inizia nel 1983, quando era un giovane studente, partecipando a iniziative comunitarie. Successivamente, dopo la laurea, diventa tutor per gli studenti (in diritto privato o amministrativo), cura scambi culturali e relazioni internazionali, soprattutto con università americane.
Conte entra anche nel Comitato Scientifico della Fondazione. Il rapporto chiave è con il cardinale Achille Silvestrini, che Conte conosce in quegli anni e con cui sviluppa un’amicizia duratura. Attraverso Villa Nazareth, Conte entra in contatto con ambienti vaticani, diplomazia e cattolicesimo democratico.
Nel 2018, quando Conte diventa premier incaricato, Villa Nazareth pubblica una nota di auguri e preghiera, ricordando il suo apporto.
Chi ha scoperto Conte?
L’episodio è raccontato nel 2021 dal giornalista Marco Lillo sul Fatto Quotidiano ed è relativo a un pranzo segreto avvenuto a metà del 2013.
In quell’occasione Maria Elena Boschi presentò Giuseppe Conte (all’epoca professore universitario e avvocato) a Matteo Renzi, con la regia e la presenza del noto avvocato costituzionalista Guido Alpa.
La frase tipica riportata è qualcosa del tipo:“Buongiorno Matteo, ti presento il professor Giuseppe Conte”.
L’incontro avvenne in un ristorante e fu il primo contatto tra Renzi e Conte, anni prima che Conte diventasse presidente del Consiglio con il Movimento 5 Stelle (2018). Conte in quel momento fungeva in parte da intermediario legato ad Alpa, mentre Boschi era la figura di fiducia di Renzi.
L’articolo sottolinea come Conte non fosse affatto un “outsider” sconosciuto, ma già inserito in certe reti professionali e accademiche (soprattutto attraverso Alpa).
L’aneddoto è spesso citato per ricostruire i retroscena delle relazioni politiche italiane di quegli anni, prima della formazione dei governi Conte.
Aneddoto che fa capire anche il licenziamento, da parte di Renzi, del governo giallo verde per dare luogo al governo giallo rosso.
Il Governo giallo-verde (o Governo Conte I) è stato l’esecutivo italiano in carica dal 1º giugno 2018 al 5 settembre 2019 (dimissioni effettive dal 20 agosto 2019), per un totale di circa 461 giorni. Si trattava di un governo di coalizione tra Movimento 5 Stelle (M5S) e Lega (allora ancora Lega Nord), nato dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018.
Al Governo giallo verde succede il Governo Conte II (anche chiamato “Governo giallorosso”). Si trattava di una coalizione tra Movimento 5 Stelle (M5S), Partito Democratico (PD) e Liberi e Uguali (LeU), con il sostegno successivo di Italia Viva (nata dalla scissione del PD).
Conte, presidente del Consiglio di due governi, è ormai lanciato ed è pronto per sostituire Beppe Grillo, riportando il Movimento Cinque Stelle in ambito cattolico di sinistra, chiudendo la fase protestataria grillina, la fase utopistica di Casaleggio e facendo diventare il movimento un partito che difende la casta, ogni tipo di casta.
Il Movimento Cinque Stelle diventa il partito del Gattopardo, in relazione con il partito di Matteo Zuppi, riferimento di Bergoglio e della Comunità di sant’Egidio.
Conte diventa così presidente del Movimento 5 Stelle (M5S) nel 2021 e nel novembre-dicembre 2024 gli iscritti al M5S votano in assemblea costituente per abolire la carica di garante, ossia per defenestrare Grillo.
Sotto Conte il M5S ha cambiato pelle: ha allentato il limite dei due mandati, ha reso più flessibili le alleanze (aprendo di più al centrosinistra e al PD) e si è spostato verso una linea più “classica” di partito di sinistra, abbandonando parte dell’ispirazione anti-sistema originaria.
Nel frattempo, va ricordato, Grillo nel 2019 aveva visitato più volte l’ambasciata cinese a Roma.
Nel novembre 2019 Grillo ha incontrato l’ambasciatore cinese due volte in 24 ore (una cena e un altro colloquio). All’epoca il M5S era al governo con la Lega (Conte I) e l’Italia aveva appena firmato il Memorandum sulla Via della Seta (Belt and Road Initiative).
Nel giugno 2021 Grillo si è recato da solo all’ambasciata (era atteso anche Giuseppe Conte, che però ha rinunciato all’ultimo momento). L’incontro con l’ambasciatore Li Junhua è durato oltre tre ore. Era il periodo del governo Draghi, che stava prendendo una linea più cauta verso Pechino. Conte ha poi smorzato le polemiche, mentre dentro il M5S c’è stato disorientamento.
Nel febbraio 2023, durante una cena di benvenuto per il nuovo ambasciatore cinese, Grillo ha partecipato al ricevimento. A settembre 2023, nuova visita, con Grillo che ha continuato a difendere la Via della Seta e a elogiare l’approccio cinese verso i “paesi altri”.
Veniamo a Zuppi.
Matteo Maria Zuppi presidente della Conferenza Episcopale Italiana dal 2022 è strettamente legato alla Comunità di Sant’Egidio, di cui è stato uno dei primi collaboratori e assistente ecclesiastico generale per molti anni.
Zuppi ha incontrato la Comunità nel 1973, all’età di 18 anni, grazie al fondatore Andrea Riccardi. Da quel momento ha iniziato a collaborare attivamente alle sue iniziative: scuole popolari per bambini emarginati nelle borgate romane, assistenza a anziani soli, immigrati, senzatetto, malati terminali, nomadi, disabili, tossicodipendenti, carcerati e vittime di conflitti, oltre al dialogo ecumenico e interreligioso (compresi gli incontri di Assisi per la pace).
Nel 1981 Zuppi è ordinato sacerdote e nel 2000 diventa assistente ecclesiastico generale di Sant’Egidio.
Francesco gli ha assegnato il titolo cardinalizio di Sant’Egidio nel concistoro del 5 ottobre 2019, un gesto simbolico che ne sottolinea il legame profondo.
Fondata nel 1968 a Roma da Andrea Riccardi, la Comunità di sant’Egidio è un movimento laicale cattolico internazionale riconosciuto come Associazione pubblica di fedeli. Si occupa di preghiera, servizio ai poveri, dialogo interreligioso e pace. Ha sede a Trastevere e conta presenze in oltre 70 Paesi. È spesso associata alle sensibilità di papa Francesco.
Il legame con il Gruppo di San Gallo passa attraverso il cardinale Achille Silvestrini, amico personale della Comunità di Sant’Egidio e di Andrea Riccardi.
Pur non essendoci rapporti diretti istituzionali tra la Comunità di sant’Egidio e Villa Nazareth, Andrea Riccardi, il fondatore di Sant’Egidio, è stato invitato più volte a Villa Nazareth come relatore su temi di pace, storia e dialogo.
Il caso più documentato è il convegno del 27 ottobre 2023 “Il Cardinale Achille Silvestrini, uomo del dialogo” (organizzato da Villa Nazareth al Campidoglio di Roma, in occasione del centenario della nascita di Silvestrini, alla presenza del Presidente Mattarella).
Riccardi ha tenuto la relazione “La ricerca della pace e l’amore per la storia”, collegando l’impegno di Silvestrini (ecumenismo, pace tra i popoli, passione per la storia) alle urgenze contemporanee.
Entrambe le realtà condividono un forte impegno per la pace e il dialogo interreligioso – ecumenico.
Silvestrini incarnava uno stile diplomatico che Riccardi ha spesso apprezzato e analizzato pubblicamente. Villa Nazareth ospita eventi su questi temi (es. seminari sulla speranza, convegni internazionali), in linea con lo spirito di Sant’Egidio.
Andrea Riccardi si è espresso a favore del No al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.
Pochi giorni dopo il voto (vinto dal No con circa il 53,2% contro il 46,8%), Riccardi ha commentato l’esito su Avvenire con un articolo intitolato “L’esito del referendum è un invito a riprendere il dialogo”. In esso ha riconosciuto la netta vittoria del No come un segnale chiaro degli italiani contro la modifica dell’assetto della magistratura; ha invitato il governo a non archiviare il tema della giustizia, ma a riprendere il dialogo e la responsabilità politica, evitando che il risultato polarizzi ulteriormente il dibattito e ha interpretato il voto come un invito alla ricomposizione e al confronto.
Il Movimento 5 Stelle si è schierato chiaramente per il No al referendum costituzionale sulla giustizia.
Il cerchio si chiude.
Il Movimento Cinque Stelle, ora vero partito democristiano di sinistra, pone la sua candidatura a guidare il Campo largo mettendo allo scoperto il Pd e tutte le sue contraddizioni.
Il voto del No ha messo a nudo la sedicente sinistra, ormai composta da una novella Democrazia cristiana a cinque stelle e da un pateracchio composto da istanze radical chic, istanze vetero comuniste e da posizioni di potere clientelare.





