
a cura di Agenzia Nova
Wsj: eventuali attacchi Usa in Iran solo dopo un ulteriore rafforzamento della difesa aerea
Un’offensiva statunitense su larga scala potrebbe innescare una risposta massiccia da parte della Repubblica islamica, che può tuttora contare su un vasto arsenale di missili balistici a corto e medio raggio in grado di bersagliare basi statunitensi e israeliane
Il “Wall Street Journal” ricorda che le batterie Thaad (acronimo di “Terminal High Altitude Area Defence”, difesa d’area terminale ad alta quota), capaci di intercettare missili balistici durante la fase di rientro nell’atmosfera, e i sistemi Patriot, efficaci contro minacce a corto raggio, richiedono centinaia di operatori e manutenzione continua. Durante il breve conflitto con l’Iran nel giugno 2025, batterie Patriot statunitensi e qatariote hanno intercettato la maggior parte dei missili iraniani diretti contro basi statunitensi, anche se uno dei missili ha colpito la base di Al Udeid in Qatar, senza causare vittime. Oltre alle batterie antimissile, gli Stati Uniti hanno posizionato otto cacciatorpediniere lanciamissili in posizioni strategiche, tra cui stretto di Hormuz, Mare Arabico, Mar Rosso ed Europa orientale, e tre squadriglie di caccia F-15 in Giordania, da impiegare per l’intercettazione di droni. Alcuni aerei per la guerra elettronica sono stati trasferiti da Puerto Rico alla Spagna, e sei F-35 della Guardia aerea nazionale del Vermont sono stati schierati nelle Azzorre.
Il rafforzamento delle capacità di difesa aerea statunitensi avrebbe in parte la funzione di placare i timori espressi da diversi Paesi del Golfo: Arabia Saudita ed Emirati Arabi hanno riferito che non concederanno l’impiego del loro spazio aereo per eventuali attacchi contro l’Iran, temendo ritorsioni e lo scoppio di una crisi regionale. Lo schieramento di ulteriori batterie di missili intercettori Thaad e Patriot dimostra però anche che gli Stati Uniti si preparano a scenari operativi di grande complessità. Negli ultimi anni gli aiuti militari all’Ucraina e a Israele hanno ridotto significativamente le scorte di missili intercettori a disposizione degli Stati Uniti, che dunque rappresentano un asset di grande valore. Negli Usa la produzione di nuovi missili intercettori è aumentata, ma gli analisti avvertono che, in caso di conflitto prolungato, le scorte potrebbero non essere sufficienti a coprire tutte le esigenze.
Wsj: eventuali attacchi Usa in Iran solo dopo un ulteriore rafforzamento della difesa aerea
Un’offensiva statunitense su larga scala potrebbe innescare una risposta massiccia da parte della Repubblica islamica, che può tuttora contare su un vasto arsenale di missili balistici a corto e medio raggio in grado di bersagliare basi statunitensi e israeliane
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Il “Wall Street Journal” ricorda che le batterie Thaad (acronimo di “Terminal High Altitude Area Defence”, difesa d’area terminale ad alta quota), capaci di intercettare missili balistici durante la fase di rientro nell’atmosfera, e i sistemi Patriot, efficaci contro minacce a corto raggio, richiedono centinaia di operatori e manutenzione continua. Durante il breve conflitto con l’Iran nel giugno 2025, batterie Patriot statunitensi e qatariote hanno intercettato la maggior parte dei missili iraniani diretti contro basi statunitensi, anche se uno dei missili ha colpito la base di Al Udeid in Qatar, senza causare vittime. Oltre alle batterie antimissile, gli Stati Uniti hanno posizionato otto cacciatorpediniere lanciamissili in posizioni strategiche, tra cui stretto di Hormuz, Mare Arabico, Mar Rosso ed Europa orientale, e tre squadriglie di caccia F-15 in Giordania, da impiegare per l’intercettazione di droni. Alcuni aerei per la guerra elettronica sono stati trasferiti da Puerto Rico alla Spagna, e sei F-35 della Guardia aerea nazionale del Vermont sono stati schierati nelle Azzorre.
Il rafforzamento delle capacità di difesa aerea statunitensi avrebbe in parte la funzione di placare i timori espressi da diversi Paesi del Golfo: Arabia Saudita ed Emirati Arabi hanno riferito che non concederanno l’impiego del loro spazio aereo per eventuali attacchi contro l’Iran, temendo ritorsioni e lo scoppio di una crisi regionale. Lo schieramento di ulteriori batterie di missili intercettori Thaad e Patriot dimostra però anche che gli Stati Uniti si preparano a scenari operativi di grande complessità. Negli ultimi anni gli aiuti militari all’Ucraina e a Israele hanno ridotto significativamente le scorte di missili intercettori a disposizione degli Stati Uniti, che dunque rappresentano un asset di grande valore. Negli Usa la produzione di nuovi missili intercettori è aumentata, ma gli analisti avvertono che, in caso di conflitto prolungato, le scorte potrebbero non essere sufficienti a coprire tutte le esigenze.





