
Quindi alla fine Vannacci fonda il suo partito.
Premesso che non mi piace l’idea di un generale leader politico, e che mi piacerebbe che i politici eletti con i voti di un partito, quando ne escono si dimettano, per il resto non ho nulla contro Vannacci, che manifesta idee conservatrici che non esito in gran parte a condividere.
Una certa stampa nostrana, governata ed alimentata da distopiche culture progressiste, si è data un gran da fare per estremizzare il personaggio trasformandolo in un novello Hitler con connotati razzisti. Lo hanno fatto estrapolando, decontestualizzando, e trasformando, sue dichiarazioni a caratteri sicuramente forti, ma che rappresentano un punto di vista legittimo.
Dire che ci sono solo due generi, maschile e femminile, che la famiglia è composta solo da un uomo e da una donna, che un bambino nasce maschio o femmina, e ha bisogno di una mamma e di un papà, e che salvo casi particolarissimi l’adozione di un bambino non può essere data a una coppia omosessuale o a un singolo, rappresenta un’opinione legittima e largamente condivisa.
Dire che le frontiere vanno difese e gli immigrati irregolari vanno rimpatriati immediatamente, è una posizione logica per chiunque ami il proprio paese, ed è una pratica adottata, con rarissime eccezioni, in tutto il mondo.
Se ciò bastasse a fare di una persona un patriarca, fascista e razzista, credo che la maggioranza degli italiani, me compreso, lo sarebbero.
Semmai suona strano che i media compatti i siano coalizzati contro Vannacci al punto da dipingerlo come un mostro.
Io non sono sicuramente un fan di Vannacci, ma ha il diritto di esporre liberamente le sue idee, e sul piano della formazione professionale e culturale è certamente molto più competente della stragrande maggioranza dei politici italiani.
Semmai gli rimprovero di essersi piegato alla politica gridata di stampo populista, invece di adottare quella della ragione e della pacatezza, ma lo capisco perché in un paese come il nostro in cui la gente reagisce solo d’istinto, il richiamo al ragionamento non paga, come non ha pagato me quando fondai l’Unione Federalista Italiana.
La cosa davvero ridicola è che i tre quarti degli italiani sono consapevoli che destra e sinistra siano due facce della stessa medaglia, e che servirebbero soggetti politici diversi.
Quando però poi qualcuno prova a proporne una politica nuova mettendoci la faccia, l’impegno e anche il suo denaro per provare a far cambiare verso al paese, quegli stessi italiani dicono: “ecco, il solito montato che fonda un nuovo partitino dello zerovirgola”, e lo distruggono senza neppure andare a leggere il suo programma.
A prescindere da Vannacci, come volete che possa cambiare la politica italiana se si da la possibilità alle nuove proposte di presentarsi al di fuori da questo della indegno ambito politico ‘tradizionale’, in realtà un vero e propria consorteria partitocratica?





