
Le spese che il regime di Khamenei affronta nei comparti cruciali per mantenere la stretta sul proprio popolo, gli armamenti, gli eserciti, l’intelligence, le varie polizie (morali e non) e per costruire una rete di proxy esterna in Siria, Libano, Palestina, Yemen, Iraq sono ingenti per un paese che non naviga più nell’oro.
Dal 2015 ad oggi rappresentato il 9% medio del PIL considerando anche il programma nucleare di cui si conoscono solo i dati ufficiali (del tutto lontani dalla cifra reale).
Nel medesimo periodo, l’inflazione iraniana secondo IMF è esplosa (post-sanzioni USA 2018): da 6,8% (2016) a oltre 40% annui (2018-2025, con il picco recente 48,6% ott.2025).
Il rial si è svalutato da 32.000 IRR/USD (2015) a 42.000 (2025), con deprezzamento annuo del 20-30% – dato poco significato in quanto ignora che il libero scambio al mercato nero rivela 700.000 rial per 1 US$.
La Crisi è persistente e sistemica per l’export petrolifero limitato, solo in parte compensato dall’export di droni e armamenti.
Il Climate Change ha colpito durissimo in Iran La Siccità è cronica: Quinto anno consecutivo nel 2025; 60% zone umide secche (es. Lago Urmia si è contratto del 90% dal 1970), fiumi prosciugati. L’Acqua è scarsa con ben 19 dighe vuote, Teheran è a rischio evacuazione (le riserve idriche sono calate del 30%) e rimane sempre più spesso senz’acqua. La desertificazione si mangia 100.000 ettari/anno.
La fiducia nella classe dirigente attuale si è compromessa irrimediabilmente dopo lo “smacco” della guerra dei 12 giorni che Israele e gli USA hanno vinto nel giugno dello scorso anno.
Se si uniscono i puntini emerge un quadro disastroso che spiega meglio di ogni analisi geopolica/sociologica l’attuale moto di Rivolte in atto nel paese, arrivato al 20° giorno di manifestazioni che questa volta non hanno riguardato solo Teheran, coinvolgendo 91 città in 31 province. Il livello di esasperazione è altissimo anche per un popolo con aspirazioni “imperiali” disposto al sacrificio pur di vedere la propria patria in grado di espandersi e proliferare.
Non si conoscono gli esiti possibili, anche perchè, come sempre, i pretoni neri ci sono andati giù pesanti. Vittime e Arresti hanno realizzato nuovi record 2.800/12.000 per le prime e 12.000/22.000 per i secondi (le differenze riguardano il dato ufficiale dalle stime delle organizzazioni umanitarie sul campo).
Una cosa è certa… la polveriera IRAN è sul punto di esplodere e se non sarà in questi giorni, la sua dissoluzione è solo rimandata.
Le fonti:
1-Defense Intelligence Agency (DIA) – “Iran Military Power” 2024
2-United States Institute of Peace (USIP) – “Iran’s Defense Spending” 2025
3-Freedom House – “Restricting the Flow of Funds to Iran’s Repressive Regime” (2024)
5-Climate Rights International (CRI): Report “Iran: Climate-Driven Drought” (2025),
6-World Weather Attribution: Studio su siccità aggravata dal clima antropogenico nel 2025





