
Ritorno a parlare di Intelligenze artificiali dopo mesi giustamente spesi a difendere chi si è prodigato nella difesa nostra e di tutto il nostro occidente e questo qualcuno sono stati gli israeliani e gli Ucraini e anche i giovani iraniani e venezuelani stanno dimostrando di sapere da che parte stare per fortuna.
Ritorno a parlare di intelligenze artificiali perché ieri l’altro a lezione mentre ripercorrevo con i miei studenti la breve storia delle AI nel campo della generazione e manipolazione delle immagini è apparso chiaro un percorso.
Un percorso che viene da ben prima delle AI e che è legato all’esistenza dell’uomo su questo pianeta.
L’uomo ha sempre cercato di amplificare le proprie possibilità. La ruota, l’automobile è un’ideale amplificazione della nostra capacità di muoverci.
Gli occhiali ma anche microscopi e telescopi e anche radiotelescopi sono un’ideale amplificazione della nostra capacità di vedere.
Possiamo ora enumerare molte altre invenzioni e tecnologie ma poi un giorno è arrivato il computer.
Il computer è stata un’ideale amplificazione della nostra mente.
Tantissme cose che organizzavamo e manipolavamo nel mondo reale abbiamo imparato a farlo in digitale.
Nel frattempo attorno a noi stanno nascendo robot, macchine che costruiscono altre macchine, nanochip con circuiti spessi un nanometro, virus e batteri creati in laboratorio e così via.
Poi le intelligenze artificiali si sono rivelate un’ideale amplificazione delle nostre capacità di apprendimento, di generazione di testi, suoni e immagini ma anche di tutto quello che c’è in mezzo tra questi mondi.
Guardando questo percorso e chiedendoci dove stiamo andando la risposta è venuta fuori da sola.
Stiamo andando verso un mondo in cui tutto quello che sappiamo fare, ogni maledetta cosa, un giorno sarà sicuramente possibile farla meglio e prima attraverso una macchina.
Che sia qualcosa di digitale o di fisico non ha importanza.
E i No-Ai?
Si ci saranno per sempre anche loro così come ci sono ancora famiglie che desiderano di vivere dentro un bosco senza elettricità e costringere i loro figli a crescere senza imparare neanche a leggere e scrivere. Non ci potremo fare niente.
L’unica cosa che mi consola è pensare che probabilmente per allora nessuno ci si fermerà a parlare per più di due minuti. Poi accamperanno scuse per andarsene.
immaginate la mano di un disegnatore che crea un acquarello.
Le sue dita girano il pennello più volte, lo bagna, lo asciuga, lo testa, corregge l’errore e poi riprova e poi da le pennellate giuste e a seguire gira la carta, inclina la punta, la pulisce di nuovo e così via.
Ecco ho solo fatto un esempio di un qualcosa di completamente umano al momento.
Le AI possono creare acquarelli ma solo in formato digitale.
Un domani credo che arriveremo ad avere un braccio robotico in grado di impugnare un pennello con la stessa sensibilità e precisione di un essere umano e poi dopo poco con una precisione dieci, cento, mille volte più accurata.
Perché abbiamo trovato il modo di costruire macchine impensabili e addirittura macchine che replicano i comportamenti del cervello umano. Non c’è ragione di dubitare che un giorno non arriveremo a costruire qualcosa che tra robotica, AI e nanochip vari, non riesca a replicare e superare di gran lunga qualsiasi altro comportamento umano.
Ci vorranno cento anni? centocinquanta? duecento?
Non importa.
La strada è per certi versi segnata perché così è sempre stato e non credo ci possano essere motivi di dubitare che non sarà così anche in futuro.
Sarà una cosa triste? No niente affatto, perché non toglierà a nessuno la voglia di disegnare acquarelli a mano, così come i computer campioni di scacchi non hanno tolto a nessuno la voglia di giocare a scacchi.
Non solo ma la nostra mente andrà ad applicarsi su nuove e impensabili al momento sfide e cose da imparare a gestire.
Pensate quanto è giovane il cinema, la musica pop, la fotografia!
Tutti campi dove la sensibilità umana non ha avuto modo di applicarsi per secoli, poi è stata inventata una nuova tecnologia e allora la sensibilità umana si è trovata a vivere in mondi nuovi e li si è applicata.
Le AI e non solo loro ci porteranno a nuove discipline in cui metterci alla prova e sarà un viaggio meraviglioso.
Beati i nostri discendenti che potranno vivere tutto questo.





