
Droni a basso costo, difesa ad alto prezzo: il vero conto della guerra ibrida
La guerra ibrida oggi si gioca così: tu lanci “ roba cheap”, io per prudenza rispondo con “ roba premium”. È una trappola economica prima ancora che militare.
Esempio concreto: nel settembre 2025, durante incursioni di droni russi nello spazio aereo polacco, jet NATO inclusi F-35 olandesi sono stati impiegati per l’intercettazione e l’abbattimento. Non è “cinema”: è air policing reale, con regole d’ingaggio reali.
Ora i numeri, quelli che fanno male. Un drone tipo Shahed/Geran (ordine di grandezza) viene spesso stimato tra 20.000 e 50.000 dollari; anche ammettendo versioni più robuste, il concetto non cambia: resta un bersaglio relativamente economico.
Per alzare la rete difensiva, però, parti già con un costo “fisso”: il F-35A ha una tariffa rimborsabile ufficiale USA di 17.525 $/ora (dato amministrativo, ma utile per capire la scala).
Poi arriva la parte cruciale: le munizioni.
– Per il Belgio, DSCA: pacchetto AIM-9X da 567,8 milioni $ (include anche supporto e logistica).
– Per la Germania, DSCA: pacchetto AIM-120D-3 AMRAAM da 1,23 miliardi $ per fino a 400 missili (più supporto).
Se fai la divisione “rozzo-ma-onesto”, ottieni tetti massimi indicativi: ~0,98 milioni $ per AIM-9X (567,8M/578 missili, ricordando che nel totale c’è anche altro) e ~3,1 milioni $ per AMRAAM (1,23B/400).
Scenario: notte storta con 10 droni. Se li ingaggi con AMRAAM e consumi 10 missili, sei già attorno a ~31 milioni $ solo di “colpi” (stima massima), più ore volo e logistica. L’attaccante, anche a 50.000$ a drone, sta su ~500.000$. Il rapporto è… diciamo “sbilanciato”.
“Ma l’UE spende più della Russia”. Sì: 343 miliardi € nel 2024 e 381 miliardi € stimati nel 2025.
Il guaio è che conta anche quanto compra quella spesa: secondo analisi basate su IISS, la Russia nel 2024 è circa 146 miliardi $ nominali, ma ~462 miliardi $ a parità di potere d’acquisto (PPP). Tradotto: produce e sostiene guerra con un vantaggio di “costo industriale” enorme.
Qui entra la parte “intelligente”: non inseguire ogni drone col “Ferrari della difesa”, ma costruire una difesa a strati che assegni l’arma giusta al bersaglio giusto. In questo senso lo scudo proposto da Leonardo, “Michelangelo – The Security Dome”, nasce proprio per ridurre lo spreco: integra sensori e comando-controllo in un’architettura multidominio capace di affrontare anche sciami di droni e attacchi coordinati, scegliendo l’effettore più efficiente.
Se intercetti prima e decidi meglio, non solo aumenti la sicurezza: risparmi munizioni rare e costose.





