
Tale Mark Sedgwick ha scritto un testo sul Tradizionalismo (o anche Perennialismo), dal titolo in italiano “Tradizionalismo. Verso un nuovo Ordine Mondiale”.
In estrema sintesi, nel testo si sostiene che: “Questa corrente di pensiero, quindi, deve essere trattata con grande attenzione. Non è sempre un bene diventare un tradizionalista. Sarebbe il caso, tuttavia, che coloro che si oppongono al fascismo, al razzismo e al terrorismo fossero in grado di riconoscere più facilmente il Tradizionalismo, quando esso gli si presenta davanti. Il Tradizionalismo è una corrente filosofica ed esoterica che nasce come ribellione spirituale contro la modernità: al centro vi è l’idea di una sapienza primordiale, eterna e metafisica insieme, capace di riportare l’uomo a un perduto “ordine sacro””.
In modo altrettanto sintetico, occorre allora precisare che il vero “Tradizionalismo” o meglio la vera “Tradizione” non ha nulla a che fare con correnti di pensiero sia politiche che religiose.
I riti quotidiani dei veri tradizionalisti mettono al centro della vita di ogni uomo solo e soltanto l’individuo e ciò che ne deriva.
In tal senso, nella Politica, Aristotele scrive che “un essere che per natura non appartiene a se stesso ma a un altro, pur essendo uomo, questo è per natura schiavo: e appartiene a un altro chi, pur essendo uomo, è oggetto di proprietà: e oggetto di proprietà è uno strumento ordinato all’azione e separato” (Politica, I, 4-5).
E tuttavia, se proprio si vuole insistere nell’attribuire una matrice “tradizionalista” ai movimenti politici e religiosi sia del passato che ancor più del presente, allora sarà piuttosto opportuno riferirsi al pensiero “politico-religioso” della Margaret Thatcher, la quale era solita ripetere – in modo tradizionale – che: “non esistono le società, esistono solo gli individui”.





