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PIANTEDOSI, CALANO I MIGRANTI IRREGOLARI E AUMENTANO I RIMPATRI

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a cura di Agenzia Nova
Migranti, Piantedosi: “Per il secondo anno di fila calano i flussi irregolari, aumentano i rimpatri”

“Il fenomeno migratorio non è negativo ma lo diventa quando è ad appannaggio di reti criminali”

È il secondo anno di fila in cui riscontriamo un calo dei flussi irregolari rispetto a quello precedente. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della sessione “La sfida migratoria quale priorità internazionale” della Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori in corso alla Farnesina.
“Abbiamo registrato una riduzione significativa di oltre il 60 per cento”, ha aggiunto. “Siamo sulla soglia di valore simbolico di superamento dei 6 mila rimpatri forzosi quest’anno, a cui si aggiungono i meccanismi dei rimpatri assistiti, circa mille”, ha aggiunto il ministro, che si stanno praticando soprattutto “da Libia e Tunisia, ma anche dall’Algeria”.
“Il fenomeno migratorio non è negativo ma lo diventa quando è ad appannaggio di reti criminali. Le rotte migratorie irregolari non sono sistemi spontanei ma organizzate da traffici” e “prosperano quando le capacità degli Stati non riesce a tenere il passo” con le attività di criminali. “La rotta del Mediterraneo centrale ha un fatturato di circa un miliardo di dollari annui per i trafficanti”, ha spiegato Piantedosi, spiegando che tale dato viene dalle interviste che si fanno alle persone al momento dello sbarco.
Con impegno l’Italia sta lavorando con l’Asia meridionale e per incidere ulteriormente su queste rotte migratorie “mi sono recato in Bangladesh e Pakistan per un impegno rafforzato sulle partenze irregolari e i rimpatri. Stiamo pensando anche grazie a un momento di incontro con il Pakistan sui temi della prevenzione del traffico migratorio, anche con la Spagna e con la Grecia”, ha aggiunto.
L’Italia ha provato a rafforzare la cooperazione con i governi dei Paesi coinvolti nell’origine e nel transito, “soprattutto in Libia, dove stiamo operando con programmi di supporto, formazione e controllo delle frontiere. Sono programmi finanziati anche dall’Unione europea”, ha ricordato Piantedosi.

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  • Redazione

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