Home Opinioni ORA I FURBACCHIONI CHIEDONO LA GOLDEN SHARE SUI GIORNALI (LORO)

ORA I FURBACCHIONI CHIEDONO LA GOLDEN SHARE SUI GIORNALI (LORO)

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di Marforius

Con il termine Golden Share (“Azione d’oro”) si intende la potestà che consente ad un azionista la possibilità di porre il veto su alcune operazioni societarie di carattere strategico e sulle variazioni dello statuto societario.

In genere quando si parla di Golden Share ci si riferisce alle azioni che il Governo può attivare dopo una privatizzazione o la cessione di quote del capitale di una società pubblica. Azioni che consentono allo Stato taluni poteri speciali.

Lo scopo principale delle Golden Share è quindi quello di tutelare gli interessi della collettività nelle aziende strategiche, come quelle operanti nei settori della difesa e dell’energia.

Le possibilità previste per la Golden Share sono indicate dall’art. 2 del D. L. 332/94, il quale statuisce che tali poteri possono essere esercitati nel settore della difesa, dei trasporti, delle telecomunicazioni, delle fonti di energia e degli altri pubblici servizi.

Tali poteri possono essere esercitati esclusivamente ove ricorrano rilevanti e imprescindibili motivi di interesse generale, in particolare con riferimento all’ordine pubblico, alla sicurezza pubblica, alla sanità pubblica e alla difesa.

La Corte di Giustizia delle Comunità europee non è favorevole tale istituto. laddove lo stesso viola le regole del Trattato CE. In particolare, in tutti i casi in cui le norme permettono allo Stato un potere di controllo sproporzionato rispetto alla sua partecipazione nel capitale societario. In questi casi la Golden share risulta contraria ai principi di libera circolazione dei capitali stabilita dal trattato di Schengen del 1985.

Questi sono i riferimenti che sono indispensabili per una riflessione riguardo a quanto invocato in questi giorni (disperatamente dice qualche maligno) dal PD e compagni, riguardo la vendita di due quotidiani di proprietà della famiglia Agnelli.

A questo punto la vendita di un giornale, con l’ambito di applicazione della golden share, è del tutto evidente  che non c’entra nulla.

Ma ovviamente chi mente sapendo di mentire insiste. Insiste soprattutto per la solita logica pavloviana in base alla quale una certa sinistra sinistrata, che non rappresenta più nessuno, ancora pensa di essere sul monte Sinai a scolpire le tavole che secondo lor signori (si fa per dire) tutti debbono prendere per oro colato. Tavole che ovviamente sono fatte di carta stampata mediante le quali condizionare le idee e il pensiero dei poveri cittadini, considerati degli autentici fessacchiotti, manipolati dalla solita propaganda.

Si la solita malefica propaganda, che avvelena il Paese volta a mantenere in vita una guerra civile, che molti vorrebbero protrarre il più a lungo possibile.

Abbiamo ancora gli antifascisti DOC a denominazione garantita, che pretendono di dare patenti di antifascismo e di condannare per “fascismo latente e occulto” i propri avversari, come pure ci sono in circolazione soggetti, che ricoprono importanti cariche istituzionali, i quali sembra che non riescano a dimenticare riferimenti a un regime, quale appunto il fascismo, condannato dalla storia, come peraltro il comunismo.

Sarebbe ora che tutto questo venga superato. Un giornale è una attività editoriale, in genere privata, che viene svolta liberamente. Pensare che debba essere attivata, peraltro arbitrariamente, la golden share, significa che a qualche furbacchione tutto questo ha fatto molto comodo.

Per di più un governo che vuole condizionare l’acquisizione della proprietà di un giornale dovrebbe essere considerato in modo assolutamente negativo.

Allora una sola cosa è indispensabile: smettiamola con le polemiche, spesso caratterizzate da mera propaganda, falsità ed ipocrisia. Cominciando ad abbandonare reticenze e mal sopite nostalgie, dall’altro smettendo di proclamarsi gran sacerdoti dell’antifascismo, soprattutto se si è tifato per regimi totalitari altrettanto orrendi.

Allora chiamiamoci pure tutti antifascisti, come pure sarebbe indispensabile per analogia chiamarci anticomunisti, ma questo è un po’ difficile per coloro che si definiscono socialisti in Europa e antisocialisti in Italia.

Autore

  • Marforius

    MarforiusMarforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.

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