
Ucraina, Zelensky in calo nei sondaggi mentre cresce la pressione per il voto
Il sostegno a Volodymyr Zelensky scende ai minimi da inizio guerra. Un sondaggio Info Sapiens assegna al presidente appena il 20,3% delle preferenze, contro il 24,3% di novembre, complice lo scandalo di corruzione che ha colpito figure vicine al governo.
A un solo punto percentuale lo incalza l’ex comandante in capo Valerii Zaluzhnyi (19,1%), oggi ambasciatore a Londra. Più distanziato il capo dell’intelligence Kyrylo Budanov (5,1%).
I numeri riaccendono il dibattito sulle elezioni, congelate dalla legge marziale in vigore dal 2022. Il mandato di Zelensky, scaduto formalmente nel 2024, è stato prorogato per la durata del conflitto.
Ma le pressioni per tornare alle urne aumentano, soprattutto dopo le parole di Donald Trump, che accusa Kyiv di “rinviare il voto” usando la guerra come scudo.
Zelensky si dice pronto a elezioni “in qualunque momento”, purché gli alleati garantiscano la sicurezza.
Secondo fonti internazionali, il governo valuterebbe una data entro 60-90 giorni. Organizzare un voto in piena guerra resta però una sfida: milioni di sfollati, territori occupati, soldati al fronte bombardamenti quotidiani rendono complessa qualsiasi operazione elettorale.
In caso di elezioni, la sfida Zelensky–Zaluzhnyi sarebbe la più aperta dell’era post-sovietica, in un contesto segnato dalla stanchezza del conflitto e dal ritorno del tema corruzione.
Il ritorno alle urne potrebbe rafforzare la credibilità internazionale dell’Ucraina, ma un voto percepito come affrettato rischierebbe di accentuare le divisioni interne.
Per Kyiv è un bivio cruciale: decidere se trasformare la crisi politica in rinnovamento democratico o rinviare ancora una scelta che pesa sul futuro del Paese e della guerra.





