
L’ultima grande bufala inventata per evitare di fare i conti con la realtà è che l’Unione Europea sarebbe funzionale ed efficace se si eliminasse l’unanimità degli Stati membri nel Consiglio Europeo.
Dopo gli schiaffi a quattro mani presi in questi giorni la questione è tornata di moda.
Il fatto è che il vero nodo da sciogliere è che l’Unione Europea non è uno Stato e che la Commissione è un insieme di funzionari.
La conseguenza è che non può esserci una leadership europea, perché una leadership non è fatta di funzionari, ma di politici. Ursula von nder Leyen non è una leader, ma una funzionaria.
Se non si affronta questo nodo non si va da nessuna parte.
Il nodo è che l’Unione Europea è totalmente da rifare, azzerando i trattati di Maastricht.
Venendo al tema dell’eliminazione del voto unanime, si dimentica volutamente che il voto a maggioranza qualificata è diventato la regola generale (procedura legislativa ordinaria).
Esistono, però, alcune materie che richiedono l’unanimità dei 27 Stati membri nel Consiglio Europeo quando è quest’ultimo a decidere.
Ecco l’elenco aggiornato al 2025 delle principali materie che richiedono ancora l’unanimità (artt. del TFUE o disposizioni specifiche):
1. Fiscalità (art. 113 e 115 TFUE)
Armonizzazione delle imposte indirette (IVA, accise) se incidono sul mercato interno
Qualsiasi imposizione fiscale diretta (imposte sulle società, tassazione dei redditi, ecc.)
Lotta alla frode fiscale di dimensione UE (richiede spesso unanimità)
2. Politica estera e di sicurezza comune (PESC) (art. 31 TUE)
Tutte le decisioni sostanziali di politica estera e di difesa
Sanzioni internazionali (salvo casi particolari)
Operazioni militari (PSDC)
3. Allargamento dell’UE (art. 49 TUE)
Apertura e chiusura dei negoziati di adesione
Approvazione finale dell’adesione di un nuovo Stato membro
4. Risorse proprie dell’UE (art. 311 TFUE)
Decisione sulle risorse proprie (tasse UE, plastic tax, CBAM, ecc.)
Modifica o introduzione di nuove risorse proprie (richiede anche ratifica nazionale)
5. Quadro finanziario pluriennale (QFP)
Anche se tecnicamente legato alle risorse proprie, il regolamento QFP richiede unanimità nel Consiglio (e consenso del Parlamento)
6. Politica sociale (aspetti sensibili) (art. 153 §2 TFUE)
Protezione dei lavoratori in caso di licenziamento
Rappresentanza e difesa collettiva degli interessi dei lavoratori e datori
Condizioni di impiego dei cittadini dei paesi terzi
7. Ambiente (alcuni aspetti) (art. 192 §2 TFUE)
Disposizioni di carattere principalmente fiscale
Pianificazione territoriale
Gestione delle risorse idriche
Scelta tra diverse fonti energetiche e struttura generale del sistema energetico
8. Famiglia e diritto di famiglia con implicazioni transfrontaliere (art. 81 §3 TFUE)
Es. divorzio internazionale, successioni, regime patrimoniale coniugale
9. Cooperazione rafforzata in certi ambiti
Autorizzazione a procedere con cooperazione rafforzata in materia di PESC o diritto di famiglia richiede unanimità
10. Cittadinanza e diritti elettorali
Modifica delle disposizioni sulla cittadinanza europea
Estensione del diritto di voto attivo/passivo alle elezioni locali o europee a cittadini di paesi terzi
11. Clausole passerella (art. 48 §7 TUE) e revisione dei trattati
Passaggio dalla unanimità alla maggioranza qualificata in nuove materie (“clausola passerella generale”)
Qualsiasi revisione dei trattati (procedura ordinaria o semplificata quando tocca parti sensibili)
12. Altre materie specifiche
Adesione dell’UE a convenzioni internazionali sensibili (es. CEDU richiedeva unanimità)
Creazione di una Procura europea (EPPO) è stata fatta con cooperazione rafforzata proprio perché alcuni Stati si opponevano all’unanimità
Nomina di alcuni alti funzionari in casi particolari.
Togliere l’unanimità, unica protezione per la sovranità residua degli Stati membri, significa consegnare le decisioni a una macchina burocratica e di funzionari e a maggioranze politiche che potrebbero interferire su materie importanti nella vita degli Stati senza che l’Unione Europea sia quello che avrebbe potuto essere se lo si fosse voluto: uno Stato confederale e non un mostro burocratico.





