
“Non sanno cosa hanno aggredito” e’ parente stretto di “che sia un monito”.
Annalisa Cuzzocrea è vice direttrice de La Stampa di Torino.
Se cercate un pensiero più che corretto, diciamo, stirato, seguitela.
Esiste una grande stireria “progressista”, terzomondista, moralista, ultra femminista, “sensibile e umana”, “ per il “potere dei più buoni”, cantava Gaber.
Annalisa Cuzzocrea è cliente fissa.
Appena si sveglia la mattina va in stireria.
Va “genocidio”? Ok, ferro da stiro.
Ecco, di fronte all’aggressione barbara al suo giornale, La Stampa, che segue le aggressioni quotidiane ai poliziotti e alle stazioni e ai negozianti, cosa viene in mente alla Cuzzocrea?
Ma come, intende, più o meno, proprio noi che non siamo contro di voi? Che, insomma, siamo “palestinesi” anche noi?
Cioè, in stireria, e’ scomparsa una piega, fra le altre, quelli non sono per la Palestina, quelli sono per Hamas. Sono per la violenza di Hamas. Sono per la violenza per la violenza. Hamas o altri.
Sono i fermenti tossici della riscoperta della violenza come strumento di lotta politica.
Sono la legittimazione del terrorismo.
Sono i nemici della libertà, della democrazia, dell’Occidente. Della stampa libera.
Anche de La Stampa. Infatti.
Anche se La Stampa passa in stireria.
La violenza come lotta politica non ha mezze misure. Strappa anche i pensieri stirati.
E lancia “moniti”. Moniti.





