
Come diceva il Gattopardo?
Deve cambiare un bel nulla perché tutto non cambi.
No forse lui diceva in un altro modo ma penso che invece andrà così.
Perché l’allarme su quello che sta succedendo in Italia in relazione all’antisemitismo galoppante e all’appoggio al terrorismo palestinese è stato dato.
Le conseguenze a far finta di niente mi sembrano chiare e se non lo erano dopo l’attacco squadrista allla redazione de La Stampa penso che ora che è avvenuta ci sia poco da discutere
Ma quindi ora cambierà tutto?
La Schlein comincerà a prendere le distanze dal terrorismo palestinese? Comincerà ad isolare i simpatizzanti pro Hamas dal partito?
Il giornalismo che è stato per mesi a gridare: “Genocidio” e “carestia” e a buttare giù i numeri che gli dava direttamente Hamas girerà il timone di 180 gradi e tornerà sui suoi passi?
Le scelte per entrambi: politica e giornalismo sono le stesse:
Se fanno marcia indietro dovranno in qualche modo scusarsi, ammettere errori di valutazione e poi fare la faticaccia di allontanare un sacco di amici e amiche che si sono fatti in questi mesi.
Intendiamoci: affrontare un voltafaccia non è mai stato un problema per un politico e sotto ogni bandiera ma ci vuole un progetto alternativo da cavalcare. Ci vuole una motivazione forte. Non è che di punto in bianco puoi dire: “No scusate ci siamo accorti solo adesso che il regime palestinese consente al suo popolo le stesse libertà che concedeva il sudafrica alla popolazione nera negli anni 70. Anzi almeno li le donne potevano andare in giro a volto scoperto.”
Non è che improvvisamente puoi dire che ti sei accorto solo ora che la democrazia e il dialogo è qualcosa di meglio che il progetto stragista riportato nero su bianco nello statuto di Hamas e che l’ipotesi: “due popoli, due stati” non ha funzionato semplicemente perché al posto di farsi uno stato loro i palestinesi hanno preferito fare il sette ottobre.
Per il giornalismo è pure peggio.
Come fai dopo mesi e mesi di articoli in cui si elencavano atrocità e crimini di guerra commessi da Israele senza una prova una fare marcia indietro e ammettere che ricevere numeri di morti ammazzati proprio da chi ha scatenato la guerra non è proprio il massimo per un giornalista che dovrebbe sempre verificare le notizie prima di pubblicarle?
Come fai a spiegare che le foto della carestia erano tutte tarocche dalla prima all’ultima? Che lo sapevano ma le vendite erano belle alte proprio per questo motivo e quindi perché interrompere un’emozione con cose volgari come la verità dei fatti?
Capite che davanti a questi bivi è molto più semplice andare avanti come se nulla fosse.
La redazione de La Stampa ha raccattato tutto e domani vengono a riverniciare. Per le cose rotte si fa la distinta e si guarda cosa è rimasto in magazzino e poi si torna a lavorare. Che si deve fare?
-È pronto il pezzo sui coloni israeliani criminali assassini? Dai che l’unico fronte rimasto aperto adesso contro Israele è quello e va affrontato con coraggio.-
-Elly qui ci chiedono se vogliamo esserci anche noi alla manifestazione del 12 prossimo contro il genocidio che si fa? Ormai si è detto a tutti che ci si andava… Poi è brutto che ci tocca dare spiegazioni e ci rimangono male. Che poi tra poco è anche Natale e la sinistra alla fine dovrebbe essere come una grande famiglia unita sotto l’albero… –
Andranno tutti avanti con le cose che sanno fare meglio.
La sinistra militante e il giornalismo militante continueranno a dare addosso agli ebrei che tanto loro (gli ebrei) nel presepio mica ci stanno.
A dici che Giuseppe e Maria lo erano?
Vabbè ma mica erano sionisti no? A loro andava benissimo scappare in Egitto per non farsi ammazzare.
Pensa ci fosse stato Israele all’epoca non sarebbero dovuti scappare e magari Erode lo facevano fuori prima che facesse la strage degli innocenti. Averli avuti i sionisti all’epoca… magari!
Comunque se gli israeliani vogliono scappare via e lasciare la Palestina libera, per dire, sarebbe un bellissimo regalo di natale.
Per i terroristi palestinesi sicuramente.





